CASERTA NEI SECOLI

Mondragone e Castel Volturno: storia del lido di Caserta

Alla scoperta del “lido” di Caserta

Proseguendo a nord di Pozzuoli sulla Via Domiziana solo trent’anni fa c’era un litorale suggestivo, con vaste macchie di verde, frutteti e giardini. Ma, soprattutto, per km si allungavano pinete di fitta vegetazione.
C’erano rare case di villeggiatura e fattorie in cui si produceva la tipica mozzarella di bufala campana. Oggi invece il paesaggio è mutato, e quelle vaste macchie di verde si alternano a ville e condomini che affacciano sul mare. I vari paesi, tra cui Mondragone e Castel Volturno, sono diventati piccole città che ogni anno richiamano migliaia di turisti.

Il lido di Caserta oggi

Una grande espansione edilizia ha mutato negli ultimi anni il paesaggio, purtroppo andando a minare anche flora e fauna locale. Da questo danno ecologico è comunque derivata un’intensa attività economica e commerciale che ha contribuito allo sviluppo della zona. Migliaia di casertani si sono ritrovati così, a pochi km dalla loro città, la possibilità di godersi il mare, con tutti i servizi utili per un weekend di relax o le ferie estive.
Mondragone e Castel Volturno, già centri agricoli della piana bonificata del Volturno, hanno visto in questo modo evolvere in pochi anni la loro condizione economica e sociale.
Su una spiaggia lunga circa 25 km sorgono molti stabilimenti balneari confortevoli. A questi si uniscono ville a schiera, residence, trattorie tipiche e modesti luoghi di ristoro. Luoghi in cui ancora oggi si serve una fetta di pane casereccio con mozzarella di bufala. Ma cosa c’era prima di tutto questo?

Mondragone: località di notevole interesse turistico ed archeologico

La città di Mondragone è situata tra la piana del Volturno e la piana del Garigliano. I primi abitanti della zona furono gli Aurunci, i quali vivevano in villaggi sparsi sul territorio, privi di fortificazioni e per questo facile preda dei Romani. Quest’ultimi li sconfissero fondando la colonia di Sinuessa.
Sinuessa divenne un centro turistico molto rinomato, anche per le proprietà altamente curative delle sue Terme adatte, secondo la tradizione, non solo a curare la sterilità nelle donne, ma anche le malattie mentali.

Mondragone

Una cartolina degli anni ’50

Nel I secolo d.C. la città raggiunse il più alto splendore anche per l’inaugurazione di un importantissimo nodo stradale: la Via Domiziana. Dalla fine del II secolo, però, iniziò la decadenza dovuta alla crisi dell’agricoltura locale. Da quel momento si susseguirono varie dominazioni come quella bizantina, longobarda e normanna. Ma soprattutto quelle dei signorotti locali come Marzano, i Duchi di Sessa e Carafa. Questo fino al 1806 quando, con la morte di Don Domenico Grillo, a Mondragone venne abolita la feudalità.
Insieme a Caserta e a tutto il Sud Italia, Mondragone rimase sotto il dominio borbonico fino al 1861, anno della nascita del Regno d’Italia.
Durante la Seconda Guerra Mondiale gli abitanti di Mondragone si opposero con ogni mezzo all’occupazione tedesca. In questo senso impossibile non ricordare l’Eccidio delle Cementare, ovvero la fucilazione di 17 ragazzi da parte dei soldati tedeschi, accusati di aver ucciso un loro commilitone.

Le origini di Castel Volturno

Castel Volturno, situato all’estremità della pianura campana, fu abitato dagli Opici, dagli Etruschi, i quali eressero la città di Volturnum, e successivamente dagli Osci.
L’abitato svolgeva la funzione di emporium, cioè di raccolta e mercato delle merci prodotte dall’intero basso bacino del Volturno. Era crocevia obbligato per chi dal mare voleva inoltrarsi all’interno e raggiungere il porto di Casilunum sul Volturno. E da qui risalire il fiume verso l’antica città di Capua.
Durante la Seconda Guerra Punica, i Romani rinforzarono le mura della città affinché facesse da riparo alla loro flotta, la quale da qui transitava per raggiungere Capua occupata da Annibale.

Mondragone

La piazza principale di Castel Volturno

Nel 194 d.C. Volturnum divenne una colonia ed accolse trecento famiglie di cittadini romani dentro le proprie mura. Con la caduta dell’Impero Romano d’Occidente e le invasioni barbariche, la città di Volturnum perse il suo prestigio.
Successivamente la città subì devastazioni e distruzioni ad opera dei Saraceni, venendo abbandonata. Dopo questo duro periodo, il vescovo longobardo Radiperto, fece erigere un castello fortificato su un’arcata superstite del ponte domizianeo. Da qui la città prese il nome di Castel Volturno.
Nei secoli successivi la città cambiò più volte dominazione: Sveva, Angioina, Aragonese e Borbonica solo per citare le principali. Durante il Ventennio fascista, Castel Volturno crebbe notevolmente grazie soprattutto all’opera di bonifica voluta da Mussolini. La struttura cittadina si ingrandì notevolmente, e importanti opere edilizie investirono il territorio. Opere come il ponte sul fiume Volturno o i lidi di Pinetamare e Baia Verde.

 

Rossana Nardacci

Autore: Rossana Nardacci

Laurea Magistrale in Informazione, Editoria e Giornalismo presso L’Università Roma Tre.
Corso di Social Media Marketing&Social Listening presso Bloo Srl di Pescara abilitante alla professione di Social Media Manager, professione che svolgo attualmente collaborando con diverse web agency. Mi occupo principalmente di Content Marketing e Social Media Marketing per aziende e liberi professionisti, redigo testi Seo Oriented e curo le strategie per blog aziendali.
Sono Docente di corsi di Social Media Marketing per aziende e futuri professionisti

Mondragone e Castel Volturno: storia del lido di Caserta ultima modifica: 2017-04-28T17:21:50+00:00 da Rossana Nardacci

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