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La Basilica di San Paride a Teano: la storia del Santo che salvò la città

La facciata della basilica tra i fiori

Il nostro territorio non smette mai di meravigliarci! Le sue bellezze architettoniche e naturali costituiscono un piacere sia per gli occhi, che per il cuore. Scopriamo oggi una basilica dalle modeste, ma particolari fattezze che nasconde in sé una vicenda interessante. Si tratta della Basilica di San Paride, situata a Sud Est della città di Teano, e della sua storia. Questa possente struttura in tufo rappresenta, per vari motivi, un luogo di culto amatissimo. Infatti la città di Teano deve molto a Paride, protagonista della celeberrima leggenda che vi stiamo per raccontare.

La storia di San Paride e la lotta al paganesimo

Secondo alcune credenze popolari, San Paride (partendo dalle coste della Grecia) sbarcò in Campania con un gruppo di mercanti. Giunto successivamente a Teano, rimase sbalordito dalla maestosità degli edifici che popolavano la città. Mentre era intento ad ammirare quello splendore, si imbatté in un corteo alquanto curioso. Il Santo, del tutto stupito di tale usanza, chiese spiegazioni agli abitanti del luogo. Ebbene, gli fu risposto che la processione era stata realizzata in onore di un Dio serpente (o drago) che veniva venerato in quelle zone! A quel punto Paride trasalì: era inaccettabile che quei poveri abitanti vivessero sotto il giogo esercitato dai deviati culti pagani. Nell’antichità i draghi (o serpente d’acqua, che dir si voglia) erano idolatrati poiché ritenuti i depositari del dono dell’immortalità, e Teano non faceva eccezione. Addirittura una pratica prevedeva che giovani nobili romane portassero in dono all’immonda divinità cibarie e offerte votive.

San Paride mentre uccide il drago

Nell’iconografia cristiana, ricorre con frequenza l’episodio che vede un Santo uccidere un drago

Lo sdegno fu tale che le ire del Santo si scatenarono in poco tempo: non appena la creatura infernale fece capolino dalla sua tana, Paride schiacciò la sua testa con un bastone! Successivamente legò la bestia ad una corda e la trascinò fino al fiume Savone, dove trovò la morte. I cittadini, furibondi per la mancanza di rispetto dimostrata verso la loro fede, gettarono l’autore dell’eroico gesto in pasto ai leoni. Questi ultimi, però, si ammansirono alla vista del Santo, e lo stupore fu generale. San Paride venne quindi designato Vescovo di Teano, e da allora rispettato e amato da tutti.

La nascita della Basilica di San Paride e la diffusione del cristianesimo

Fu proprio lì, dove aveva combattuto contro il malefico dragone, che nacque la Basilica di San Paride ad fontem. In quel luogo, dopo l’uccisione della bestia, si sviluppò una sorgente di acqua purissima. Questa rappresentava il simbolo della purificazione, della liberazione definitiva del popolo di Teano dalle perverse catene delle religioni pagane. I catecumeni venivano dunque immersi nelle incontaminate acque sorgive, le quali sollevavano dal cappio depravato del Dio Dragone i giovani cristiani. San Paride compì una feroce battaglia contro tutto ciò che poteva corrompere le anime dei fedeli. E la Basilica incarna proprio questo spirito di rivolta nei confronti del paganesimo. Edificata molto probabilmente nel XI secolo, essa mantiene ancora oggi quelle che sono le caratteristiche dello stile romanico, con il suo marmo bianco e la pianta rettangolare.

Interno della basilica di San Paride

Interno della Basilica di San Paride ad fontem

Sicuramente, l’aneddoto del mostro ferrigno di Teano è frutto dell’immaginazione del popolo, però rappresenta un pittoresco modo di interpretare quella che fu davvero una strenua lotta al paganesimo.
San Paride, in realtà, si scagliò contro l’idolatria che dilagava nella città, perpetrata soprattutto dai nobili romani. Al di là della verità sull’evangelizzazione del luogo, è affascinante pensare all’antico vescovo di Teano come ad un eroe fiabesco, che combatte contro un drago feroce. Ancora una volta, storia e leggenda si fondono in un mix unico, e in una tappa da non perdere!

La facciata della basilica di San Paride

La basilica vista dall’esterno – Foto di Domenico Feola

 

Marcella Calascibetta

Autore: Marcella Calascibetta

Scrivo dall’età di sedici anni, e (per fortuna) non ho mai smesso. Sono laureata con orgoglio alla Federico II di Napoli, città che amo e che mi diede i natali. Con mia grande gioia, ho avuto la possibilità di veder pubblicato il mio primo romanzo, dopo tanti anni che era rimasto segregato in un cassetto. Una frase che mi rispecchia? I sogni migliori si fanno da svegli!

La Basilica di San Paride a Teano: la storia del Santo che salvò la città ultima modifica: 2018-01-18T15:57:52+00:00 da Marcella Calascibetta

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