LUOGHI DI INTERESSE

Alife e le sue mura

Ingresso lato ovest delle mura romane di Alife

Collocato nella Valle del Volturno, il territorio di Alife presenta un paesaggio variegato. Dalla montagna si passa alla collina per poi perdere lo sguardo in ampie pianure dedite all’agricoltura e al pascolo. Il passaggio di popoli diversi, nel corso della storia, ha lasciato numerose tracce. Senza dubbio la testimonianza più importante è rappresentata dalle mura romane che cingono il centro abitato. Si tratta di una possente muraglia che da secoli caratterizza la struttura urbanistica della città. Viaggiamo virtualmente all’interno delle mura per indagarne la storia ed i segreti della loro longevità.

Cenni storici

In età preromana, il centro abitato si collocava sulle modeste alture che circondano l’attuale città, mentre a valle, lungo il corso del fiume Torano, si disponeva l’area santuariale e le principali vie che conducevano al forum. La città-stato di Alife presentava un’organizzazione politica ed economica molto avanzata, basti pensare che nel V secolo a.C. coniava una propria moneta. Sottoposta alle contese tra sanniti e romani, nel I secolo a.C. Alife venne distrutta e confiscata dai romani. Nel 42 a.C. il suo territorio divenne una colonia di veterani congedati e la nuova città, chiamata Allifae, venne fondata in pianura in una posizione che consentiva il controllo delle vie di comunicazione. Ed è in questo periodo che vennero innalzate le mura romane che ancora oggi possiamo ammirare.

città di Alife interna alle mura

Centro abitato di Alife all’interno delle mura romane

L’urbanistica della città di Alife

Chi si reca ad Alife non può non alzare lo sguardo e rimanere a bocca aperta. Le mura romane che circondano il centro abitato, dopo più di duemila anni si conservano quasi intatte. Appena solcata una delle ciclopiche porte d’accesso ci si sente catapultati in un viaggio nel passato. Infatti, la città conserva inalterata la struttura urbanistica dell’antica Allifae. Le colonie romane, per motivi strategici, erano costruite secondo lo schema del castrum, cioè dell’accampamento militare.

Le mura romane di Alife viste dall'alto

Alife ripresa dall’alto – Foto Mapio.net

Tale schema prevedeva una pianta di forma rettangolare con all’interno due strade ortogonali: il decumano (510 m) e il cardo (405 m) che, congiungendo le quattro porte, formavano un sistema a reticolo. All’interno del reticolo sorgevano edifici pubblici e domus private. Tutt’intorno alla pianta si innalzavano imponenti mura con quattro torri esagonali agli angoli, intervallate da torri semicircolari e quadrate. Le mura erano dotate di camminamenti per le milizie da cui si accedeva attraverso scale in legno. Il centro abitato di Alife conserva proprio questo schema, con edifici romani e moderni che si alternano e convivono in perfetta armonia.

La longevità delle mura romane

Le mura romane hanno attraversato la storia di Alife assistendo a secoli di scene di vita quotidiana. Esposte a terremoti, inondazioni, inverni nevosi ed estati cocenti, hanno difeso la città con costanza. Ed oggi continuano ad imporsi verso il cielo, solide ed intaccabili, per conservare nella memoria delle sue pietre altre storie di vita. Ma qual è il segreto della loro longevità? La loro resistenza allo scorrere del tempo è senza dubbio merito dell’ingegno romano. È noto che i romani erano abili architetti e costruttori. Essi hanno introdotto e sperimentato molteplici ed innovative tecniche di costruzione.

la cinta muraria di Alife

Quella adoperata per realizzare la cinta muraria di Alife è l’opus incertum. Si tratta di un metodo molto diffuso nel I secolo a.C. che garantiva un veloce innalzamento della struttura muraria. Dopo lo scavo delle fondazioni per 1,6 metri e per una larghezza di 3 metri, si realizzavano due muri paralleli (due cortine). Ogni cortina aveva uno spessore di 0,6 metri e la distanza tra le due era 1,2 metri. Lo spazio interno tra le due cortine veniva riempito con una miscela di sabbia, sassi e calce garantendo uno spessore totale delle mura di circa 2,5 metri. La longevità della costruzione, inoltre, è attribuibile anche alla qualità dei materiali adoperati ed accuratamente selezionati dalle maestranze romane. Non per ultimi, dobbiamo considerare i numerosi interventi avvenuti nel corso del Medioevo per rafforzare, e in parte adeguare, la cinta alle esigenze dell’epoca.

Le quattro porte romane

La cinta muraria di Alife presenta quattro porte d’accesso sovrastate da archi a pieno centro. La tecnica costruttiva adoperata è detta a cavedio. Essa prevedeva la realizzazione di due torri quadrate all’interno delle quali erano istallati gli stipiti della porta. In corrispondenza del filo interno delle mura era montata la porta in legno, mentre nel lato esterno una saracinesca di chiusura. Lo spazio tra la saracinesca e la porta prende il nome di cavedio. Questa tecnica garantiva una maggiore capacità difensiva nel caso di assedio poiché costringeva gli assalitori ad un ridotto spazio di manovra.

La porta che si apre sul lato sud della cinta romana

Porta Fiume

Rispetto all’età romana, le porte attuali presentano archi più alti di circa un metro. La modifica è avvenuta a partire dal II secolo d.C. Infatti, le numerose alluvioni abbattutesi sulla città, hanno costretto gli alifani ad innalzare progressivamente il piano stradale. La porta meglio conservata è Porta Fiume che si colloca a sud. I due bastioni quadrati che la cingono sono diventati parte di abitazioni private, ma sono ben visibili. La porta più danneggiata dallo scorrere del tempo, invece, è quella collocata ad est. Si tratta di Porta Napoli, detta anche Porta Benevento in quanto affaccia sulla strada che conduce nell’omonima città. Essa deve la sua struttura attuale agli interventi avvenuti nel Medioevo.

Porta Roma sul lato ovest

Porta Roma

Porta Roma, posta sul lato ovest, conserva solo una delle due torri quadrate, ma in essa è possibile apprezzare le tracce delle guide utilizzate per movimentare la saracinesca di chiusura. Infine, Porta Piedimonte, posta a nord, conserva intatti gli originali stipiti. Non è difficile immaginare il loro splendore nell’epoca imperiale: colossi inespugnabili, ma nel contempo monumenti dalla forma elegante. Una sorta di archi trionfali per celebrare la bravura dei romani nei secoli. 

 

 

Luisa Masiello

Autore: Luisa Masiello

Laureata in Economia e Management ma da sempre affascinata da ogni forma d’arte: scrittura, poesia e pittura sono il suo passatempo preferito… Il suo sogno nel cassetto? Come ogni desiderio resta celato in attesa di diventare realtà.

Alife e le sue mura ultima modifica: 2018-02-01T15:03:27+00:00 da Luisa Masiello

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