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Arco di Adriano: a Caserta si viaggia nel tempo a bordo delle proprie auto

Arco di notte

C’era una volta e ancora vive, tra le pagine dei libri, un imperatore che amava godere delle verdi pianure del suo angolo preferito dell’impero. Proprio in quell’angolo, in suo onore, fu eretto un arco.
C’era una volta e ancora vive, impresso sulla pellicola, un ragazzo che viaggiava nel tempo a bordo di una Delorean.
L’imperatore era Adriano, che amava riposare presso l’antica Capua. Il ragazzo era Marty McFly di Ritorno al Futuro.

Arco

Ebbene i casertani, proprio come Marty McFly, hanno la possibilità di viaggiare nel tempo, volgendo lo sguardo, seppur per un istante, all’epoca di Adriano. Questo accade ogni volta che si attraversa con la propria auto una porta, o meglio un arco. Stiamo parlando dell’Arco di Adriano, situato idealmente al confine tra l’attuale Capua e Santa Maria Capua Vetere, ovvero proprio sul territorio dell’antica Capua.

La storia dell’Arco di Adriano

Secondo la teoria più accreditata ma non da tutti riconosciuta, l’arco fu costruito intorno all’anno 130 d.C. in onore di Adriano. Pare, come si diceva, che l’imperatore amasse riposare a Capua durante i viaggi. Egli ebbe il merito di restaurare l’anfiteatro e far crescere la colonia, ragione per cui i capuani gli erano particolarmente grati. Sarebbe quindi proprio questa gratitudine la ragione per cui gli abitanti dell’antica Capua avrebbero dedicato l’arco ad Adriano. Questa ipotesi sarebbe avvalorata da una lapide rinvenuta nel 1700, ma ritenuta falsa da alcuni studiosi. C’è chi, infatti, ritiene che invece l’arco abbia visto la luce in onore dell’imperatore Traiano, il quale volle che la Via Appia venisse prolungata. Secondo una terza ipotesi invece l’arco sarebbe stato costruito sotto i Flavi, in seguito al conferimento dello stato di colonia alla città (Colonia Flavia Augusta)

Arco

Viandanti sull’Appia Antica, Arthur John Stutt, 1858

Difficile intuire quale sia la teoria più veritiera. Sta di fatto che l’arco, nel corso del tempo, si è rivelato ancora una volta testimone della storia. A metà ottobre del 1860 infatti, in ricordo della battaglia del Volturno, venne collocata davanti al pilastro centrale una lapide di marmo con una iscrizione di Luigi Settembrini: «Qui il giorno 1° di ottobre 1860 Giuseppe Garibaldi vinceva l’ultimo re delle Due Sicilie, il popolo di S. Maria che lo vide e lo ricorderà sempre, volle serbare il nome di batteria a Porta Capua data a questo luogo ne’ giorni della pugna donde egli fulminò i nemici d’Italia. Tutta la città poneva questa memoria il 1° ottobre 1861».
La lapide venne vandalizzata e poi ricostruita nel 1863 per volere del prefetto di Terra di Lavoro, Carlo Mayr.

Gli interventi di restauro

L’arco, restaurato dopo il 1883 e poi a seguito della II guerra mondiale, è rimasto a lungo alla mercé del tempo e degli agenti atmosferici. Dopo innumerevoli richieste e copiosi danni il monumento è stato finalmente oggetto di un intervento di restauro a giugno di quest’anno. Pare che questo intervento, voluto dalla Soprintendenza Archeologica belle arti e paesaggi per le provincie di Caserta e Benevento, sia stato solo il primo di una serie. I prossimi interventi saranno possibili grazie a finanziamenti di diversa natura. Uno di questi sarà, ad esempio, l’Art Bonus del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.

Arco

L’attenzione nei confronti di questo arco è spesso scarsa anche da parte dei cittadini: quanti di noi lo attraversano o vi passano accanto senza neanche farci caso? Eppure si tratta davvero della nostra occasione di viaggiare nel tempo. Certo non è possibile ritrovarci fisicamente ai tempi dell’Impero Romano, ma osservarne la testimonianza, lasciar scorrere le dita lungo il perimetro di ciò che è stato costruito allora, questo sì che è possibile. O almeno, a bordo delle nostre DeLorean personali, lasciare che il nostro sguardo accarezzi per un attimo quell’arco che stiamo attraversando, testimonianza tangibile del più grande popolo della Storia.

Mariarosaria Clemente

Autore: Mariarosaria Clemente

La mia passione è raccontare storie. Ho iniziato a scrivere da piccolissima, poco dopo è nato il mio amore per il cinema ed ho ricevuto la prima macchina fotografica. Parole e immagini, coltivo tutto ciò che mi aiuta a costruire mondi

Arco di Adriano: a Caserta si viaggia nel tempo a bordo delle proprie auto ultima modifica: 2017-09-25T16:12:01+00:00 da Mariarosaria Clemente

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