CASERTA NEI SECOLI

Un momento decisivo per la storia d’Italia: la Battaglia di Montelungo

Battaglia Di Montelungo

La storia ha visto numerose guerre e battaglie che si sono succedute. Strateghi senza scrupoli e poveri soldati alla mercé di cannoni fumanti, hanno infine condito il tutto. Anche Caserta e la sua provincia sono state, più di una volta, protagoniste di scontri a livello globale. Anzi, fu proprio durante la Campagna d’Italia e la temuta seconda Guerra Mondiale, che si verificò uno degli eventi bellici più memorabili: in molti conosceranno sicuramente la famosa battaglia di Montelungo, combattuta da fieri casertani che si opposero all’acerrimo nemico tedesco.

La Battaglia di Montelungo e la campagna d’Italia

Correva l’anno 1943, e il mondo si trovava immerso in uno dei combattimenti più aspri della storia: la Seconda Guerra Mondiale. Quelli che allora non erano ancora propriamente italiani, lottarono strenuamente per riuscire a liberare lo stivale dall’oppressione nemica. La battaglia di Montelungo ebbe luogo a seguito dell’armistizio di Cassibile, dove nacque una nuova formazione militare, l’Esercito cobelligerante, operante a fianco degli alleati. Inizialmente, quella che doveva essere la prima controffensiva italiana, subì un netto arresto per mano dei soldati tedeschi il 7 dicembre 1943. Solo successivamente, con l’intervento di reparti americani, la zona venne conquistata con un attacco verificatosi il 16 dicembre. I nemici tedeschi, a quel punto, ripiegarono sulla Linea Gustav, la linea difensiva fortificata voluta da Hitler.

Evidenziata in rosso, la Linea Gustav

Evidenziata in rosso, la Linea Gustav

Gli alleati, allo scopo di valutare le capacità belliche del neonato reparto, gli assegnarono l’onere di conquistare Monte Lungo, nel comune di Mignano Monte Lungo. Nel tentativo di opporsi all’ascesa dei nemici, i tedeschi fecero esplodere tra il 29 e il 30 settembre diverse case, la fortezza, il municipio ed il ponte sul torrente Rava. Questo luogo rappresentava un collegamento unico tra la consolare Casilina ed il centro di Mignano. Il 3 dicembre per gli italiani arrivò il comando ufficiale per impadronirsi di Montelungo, con il sostegno di due reggimenti di fanteria ed un battaglione di ranger americani. Qualche giorno dopo, gli alleati tentarono di sfruttare l’azione mimetica della nebbia, ma il piano fallì: una forte raffica di vento spazzò via tutto, e il Raggruppamento fu obbligato a ripiegare, dopo aver subito discrete perdite umane.

La fine della battaglia e la conquista italiana

Nei giorni a seguire si predisposero altri attacchi, ed un nuovo piano d’azione. I reparti americani decisero di far crollare le vette principali del gruppo di monte Lungo, cominciando da cima Sammucro, San Pietro Infine e poi Monte Lungo. Il 16 dicembre fanti e bersaglieri italiani partirono alla conquista dei monti, con l’appoggio del 142º reggimento americano. L’esercito tedesco, obbligato dalla fiera resistenza dei casertani e degli alleati, fu costretto a battere in ritirata. Le bandiere, sia quella italiana che quella americana, sventolarono orgogliose sui monti conquistati. Quella famosa battaglia, che tante vite umane era costata, volgeva al termine. Le perdite non erano state poderose come in altri scontri, ma bruciavano ancora.

Il monumento alla memoria delle vittime della battaglia di Montelungo

Il monumento alla memoria delle vittime della battaglia di Montelungo

Ben 79 morti e 89 feriti erano stati i martiri le cui vite erano state spazzate via in nome della libertà. Anche la forte compagine americana perse molti dei suoi giovani soldati. Sul monte Summacro (e ancor di più su quello di San Pietro Infine) i fanti americani dovettero arrestarsi di fronte a un fuoco di mortai pesanti, artiglierie e mitragliatrici. Ad ogni modo, era stata ottenuta la vittoria tanto agognata. Solo successivamente i tedeschi avrebbero fatto pagare caro il prezzo della loro sconfitta, sfruttando la Linea Gustav per ritardare l’avanzata degli alleati. La Battaglia di Montelungo ha costituito una tappa fondamentale della storia d’Italia, ed ha rappresentato un esempio felice di coesione e di coraggio.

Fanti Montelungo 1943

Fanti impegnati nella battaglia di Montelungo

Marcella Calascibetta

Autore: Marcella Calascibetta

Scrivo dall’età di sedici anni, e (per fortuna) non ho mai smesso. Sono laureata con orgoglio alla Federico II di Napoli, città che amo e che mi diede i natali. Con mia grande gioia, ho avuto la possibilità di veder pubblicato il mio primo romanzo, dopo tanti anni che era rimasto segregato in un cassetto. Una frase che mi rispecchia? I sogni migliori si fanno da svegli!

Un momento decisivo per la storia d’Italia: la Battaglia di Montelungo ultima modifica: 2018-09-05T09:27:00+00:00 da Marcella Calascibetta

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