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Borbot: un simpatico robottino alla Reggia di Caserta

Robottino borbonico

Nell’era delle chat, degli smartphone, della tecnologia, di Internet e dei social network non poteva mancare un’invenzione geniale che ha trovato la sua applicazione nel mondo della cultura, dell’arte e della storia. Si tratta di Borbot, un curioso esempio di intelligenza artificiale adoperato come assistente virtuale per i turisti della Reggia di Caserta. Questa invenzione, lanciata lo scorso maggio, ha stuzzicato la nostra curiosità, tanto da spingerci a volerla testare personalmente. Ma com’è nato Borbot? E a che cosa serve realmente? Scopriamolo insieme!

I primi passi di Borbot

Borbot nasce grazie all’ingegno di quattro sviluppatori: Nicola De Toro, Emanuele Gionti, Tommaso Zottolo e Shapur Zabhian residenti nel territorio casertano, che nel 2015 fondano una start-up: la 360open. Borbot si presenta come un piccolo ometto con tanto di corona e mantello regale. Da qui il suo nome, che è un’appropriata fusione di Borboni e Robotica. Questo piccolo e simpatico robottino è stato creato con l’intento di migliorare l’interazione tra la pagina Facebook ufficiale della Reggia di Caserta e i visitatori.

l'applicazione

Ogni giorno la pagina Facebook della Reggia di Caserta è presa d’assalto dai tanti turisti che richiedono le informazioni più disparate: orari di apertura e chiusura, prezzi di ingresso, aperture straordinarie, costo degli abbonamenti, ecc. Ed è qui che entra in gioco Borbot che, dall’app Messenger, risponde il più velocemente possibile alle domande degli utenti ed in maniera completamente gratuita. In tal modo, il robottino fornisce un supporto significativo al personale dall’assistenza clienti.

Come funziona Borbot?

L’app funziona in questo modo: dalla chat Messenger della Reggia vanvitelliana è possibile interagire con l’assistente virtuale. Aprendo la chat, infatti, si genera una risposta automatica che suggerisce all’utente di porre la propria domanda scegliendo dal menù in basso (orari, prezzi, agevolazioni, come raggiungerci, numeri utili). Per ogni quesito, quindi, è prevista una risposta precisa in grado di soddisfare le esigenze degli utenti. 

 

Borbot

Nel caso le richieste e le domande poste siano di natura più complessa, il sistema trasferisce la conversazione ad un operatore in carne ed ossa. E se non parlate italiano, niente paura! Il sistema è pensato per rispondere a domande poste nelle principali lingue europee. Anche se ad oggi è possibile interagire con il robottino solo via Facebook, nel futuro ci sarà una vera e propria svolta. L’idea, infatti, è quella di trasformare Borbot in una guida turistica consultabile in ogni stanza dai turisti della Reggia.

Inoltre, c’è chi pensa che il robottino possa presto diventare un souvenir da acquistare. Ma voi ce li vedete i turisti girare con un piccolo Borbone tra le mani? Noi si e non vediamo l’ora che questo progetto diventi realtà.

Annamaria Fusco

Autore: Annamaria Fusco

Desiderosa di scoprire lingue e culture diverse dalla propria, si iscrive alla facoltà di Lingue e Letterature Straniere. Da quel momento si innamora della Spagna e del suo meraviglioso idioma. Parola e scrittura sono i due aspetti della comunicazione che più la rappresentano e che coltiva ogni volta che può. E’ dalla laurea che sogna di soggiornare per lunghi periodi in Spagna e pian piano il sogno sta diventando realtà!

Borbot: un simpatico robottino alla Reggia di Caserta ultima modifica: 2017-10-25T09:00:24+00:00 da Annamaria Fusco

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