ALLA SCOPERTA DELLA REGGIA

Caffè: nella Reggia di Caserta la prima caffetteria del Regno di Napoli

caffè

Passione per molti, droga per alcuni: il caffè è da secoli una delle bevande più consumate nel mondo. Ogni giorno vengono sorseggiate oltre 2,5 miliardi di tazze e tazzine, con un giro di affari in grado di far impallidire chiunque. Basti pensare che, dopo il petrolio, il caffè è il prodotto più tassato sul pianeta. E tra i maestri della sua preparazione impossibile non citare i napoletani. Ma sapevate che la prima caffetteria del Regno di Napoli si trovava nella Reggia di Caserta?

Un eccitante per le capre

Partiamo però dal principio, ovvero dalle origini della pianta del caffè che non sono del tutto certe. Ancora oggi gli studiosi dibattono su quando e dove sia stato trovato il primo arbusto. Nel 1891 Pellegrino Artusi pubblicò La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene in cui sosteneva che era lo Yemen il paese di origine della famigerata pianta. Ma soprattutto che il caffè più buono del mondo si serviva nella città di Mokha (da qui poi il nome della famosa moka). Ma lo Yemen è solo uno dei tanti luoghi sospetti. Gli altri paesi in lista sono la Persia, l’Egitto e l’Etiopia.

Caffè

Su quest’ultima località gira una curiosa leggenda che potrebbe far luce sul mistero. Tale leggenda narra di un pastore che aveva portato a pascolare le sue capre sul versante di una collina. Ad un certo punto le vide masticare una pianta a lui sconosciuta. I suoi animali sembravano andarne ghiotti, e nel giro di pochi minuti le consumarono quasi tutte. Tornato a casa, fece rientrare le capre nelle stalle e se ne andò a dormire. Ma nel cuore della notte venne svegliato dagli animali che di riposare non ne avevano la minima voglia. Il giorno dopo, cercando di capire la causa della sua notte bianca, tornò a recuperare qualche foglia di quella pianta misteriosa. Dopo averle lavorate, realizzò un infuso che alla fine lo rese iperattivo per diverse ore. Quel pastore aveva prodotto e bevuto la prima tazza di caffè della storia.

Il caffè alla Reggia

Ma torniamo a Caserta. Siamo nel 1771 e la Reggia, anche se non ufficialmente, è stata già inaugurata dai Borbone. Al suo interno le splendide stanze sono ormai utilizzate da mesi, e la famiglia reale non manca occasione per organizzare eventi in grande stile. La scrittrice britannica Lady Anne Miller viene invitata a partecipare ad uno di questi. Un classico ballo di corte, con annessa visita al palazzo e al parco. In quell’occasione ha l’opportunità di conoscere la regina Maria Carolina d’Asburgo, ma soprattutto di ammirare la bellezza della reale residenza. Secondo i suoi scritti, ad un certo punto della visita, si ritrova in una stanza dove decine di ragazzi vestiti con giubba e cappellino bianco servono ai tanti ospiti bevande di vario genere.

Caffè

Tra classici infusi inglesi, scotch invecchiati e pasticcini assortiti, la scrittrice parla anche di una tazza di caffè che sorseggia in compagnia della regina:

«Appena la Regina si accorse che tutta la compagnia aveva cenato, si alzò e si avviò verso la sala del caffè, e così fecero quelli che ne desideravano. Le pareti sono coperte di scaffali sui quali vi sono tutte le qualità di liquori e vini greci. Vi sono tavole dietro alle quali stanno alcuni giovanotti con berretti e giacche bianche, che fanno e servono il caffè e altri rinfreschi. La Regina fu molto affabile con me, e quasi mi imbarazzò con la sua bontà; essendovi molta gente, e trovando una sedia vuota, mi sedetti, poi voltando la testa e accorgendomi che ero vicino a Sua Maestà mi alzai, ma essa, prendendomi per un braccio, mi obbligò a sedermi di nuovo, e siccome avevo una tazza di caffè, fu soltanto colla massima difficoltà che riuscii ad impedire che il suo contenuto si versasse sul vestito della Regina».

La tradizione del cornetto

Quella stanza era una caffetteria, e quei ragazzi ben vestiti erano i primi baristi alle dipendenze borboniche. Tuttavia per avere notizie ufficiali del primo luogo in cui è possibile bere un caffè caldo dobbiamo attendere l’inizio del 1800. In quegli anni venne infatti aperta all’interno di Villa Lucia a Napoli la prima caffetteria borbonica. Ma non è tutto.

Caffè

Maria Carolina d’Asburgo oltre al caffè ha il merito di aver importato nel suo regno un altro prodotto divenuto poi simbolo di Napoli: il cornetto. Conosciuto inizialmente come kipferl, il cornetto si era diffuso in Italia già da un secolo circa. Ma non a Napoli, bensì a Venezia. Questo grazie agli intensi scambi commerciali con Vienna, che avevano favorito la diffusione di questo dolce austriaco nella città lagunare. Dolce di cui Maria Carolina era particolarmente ghiotta sin da bambina, quando risiedeva ancora nella capitale austriaca. Giunta a Napoli, tra le tante cose si portò dietro la sua passione per questo dolce. E come tutti i viennesi amava abbinarlo con una tazza di caffè caldo. Da qui poi la nascita della tradizione napoletana caffè & cornetto.

Gabriele Roberti

Autore: Gabriele Roberti

Affascinato da sempre dal Lato Oscuro della Forza, abbandona in tenera età l’idea di diventare un Sith. Da quel momento ha iniziato a dedicarsi ad altro: gli studi, il lavoro, le ragazze e i tornei a Fifa. Dopo la laurea in lettere ha iniziato a scrivere senza sosta, arrivando a vedersi pubblicato su vari siti e blog come italiani.it.
Sogna un viaggio in estremo oriente, e di provare almeno una volta tutte le cucine del pianeta. In attesa ovviamente di una chiamata da Lord Fener…

Caffè: nella Reggia di Caserta la prima caffetteria del Regno di Napoli ultima modifica: 2017-05-05T18:30:37+00:00 da Gabriele Roberti

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