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I migranti in aiuto dei casertani

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Aiutiamoli a casa loro: ultimamente questo risulta esser diventato un vero e proprio slogan politico, che sembra non tener conto dei molteplici aspetti e delle diverse difficoltà che comporta. Ma se fossero invece loro ad aiutarci a casa nostra? A Caserta ne abbiamo avuta una piccola (e bella) dimostrazione, con un gruppo di migranti pronti a sacrificare qualcosa di loro pur di aiutare chi, nonostante la fortuna di nascere cittadino italiano, si è visto negare alcuni diritti.

Il premio dello Sprar di Caserta

Mamadou Kouassi è un ragazzo di 36 anni nato e cresciuto in Costa d’Avorio. Dopo una vita tra fame e miseria, decide di cercare fortuna altrove. Per la precisione in Italia, dove arriva nel 2007 beneficiando della protezione umanitaria. Ma di umano, per i primi anni nel Belpaese, c’è ben poco: si ritrova infatti a coltivare – per pochi euro al giorno – pomodori in Puglia, poi arance nel salernitano ed infine tabacco nel casertano. Nella città della Reggia, tuttavia, entra in contatto con la grande comunità africana della provincia, diventando mediatore culturale dello Sprar di Caserta. Grazie alle sue abilità linguistiche, inoltre, comincia ad insegnare francese e inglese alle elementari.

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Gli Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) risultano essere la soluzione più efficace per la gestione dei migranti in Italia

L’attività di Mamadou e del centro d’accoglienza non passa inosservata, attirando l’attenzione degli addetti ai lavori. Le tante iniziative che si svolgono sul territorio, infatti, collocano quello casertano tra i centri più grandi (e virtuosi) d’Italia. Proprio per questo, lo scorso anno, lo Sprar di Terra di Lavoro si aggiudica alcuni fondi speciali per il potenziamento e il miglioramento delle strutture e della condizione dei rifugiati. Si parla di circa 170mila euro: una cifra importante che potrebbe risolvere non pochi problemi.

In aiuto dei casertani: la proposta di Mamadou

Come spendere quei soldi? Durante la riunione per decidere il da farsi, Mamadou alza la mano e prende parola. La sua è una proposta insolita, che non riguarda direttamente il centro d’accoglienza: destinare quei fondi per aiutare le famiglie più bisognose della città, che siano esse italiane o straniere, nell’acquisto dei testi scolastici. Da diversi anni, infatti, la Provincia sta incontrando non poche difficoltà nell’erogare i sussidi per le famiglie in precarie condizioni economiche. Mancano le risorse, la burocrazia sembra non dar tregua e a pagare son sempre i più deboli. In questo caso i bambini, costretti a seguire le lezioni senza i libri di testo.

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Buoni libro per le famiglie casertane

La proposta sin da subito è stata accolta positivamente dagli altri mediatori, che l’hanno approvata senza molte esitazioni. Al progetto si sono uniti oltre 100 insegnanti e diversi dirigenti scolastici, coinvolgendo anche il sindaco Carlo Marino: «noi ci mettiamo la nostra parte, che le istituzioni ci mettano il resto». Ed è così che, dopo un pacifico corteo per le strade delle città e un sit-in sotto la prefettura, il Comune ha sbloccato parte dei fondi a cui si aggiungeranno quelli del premio assegnato allo Sprar. Un nobile gesto che consentirà a centinaia di famiglie di poter acquistare i libri utili per svolgere una regolare attività didattica. Perché razzismo e criminalità si combattono soprattutto con la scuola e la cultura.

I migranti in aiuto dei casertani ultima modifica: 2018-12-27T18:21:07+01:00 da Gabriele Roberti
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