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Rongolise e la sua spiritualità: la Chiesa di S. Maria in Grotta

Meister Von Nerezi 001

Il sentimento spirituale è qualcosa che unisce, e che ritaglia in diversi luoghi spazi dove condividere la fede. Non è un caso che la Campania, ma soprattutto le province di Caserta, conservino tra le loro infinite e verdeggianti valli degli eremi caratteristici. Che siano semplici ed essenziali, o barocchi e imponenti, non vi è santuario della nostra terra che non trasmetta pace e bellezza. Godere di tali visioni per noi è naturale, ma moltissimi sono i siti cultuali che non conosciamo. A Rongolise, per esempio, stanzia da secoli la magnifica e delicata Chiesa rupestre di S. Maria in Grotta.

La Chiesa di S. Maria in Grotta, una tesoro nascosto

Nel comune di Sessa Aurunca, esiste una graziosa chiesetta chiamata Chiesa di S. Maria in Grotta. L’edificio è abbracciato da una rigogliosa distesa di ulivi, e colorato dal giallo acceso delle ginestre e dal vivido rosso dei papaveri. La struttura è stata realizzata con la tecnica dell’incavo a campana, e le testimonianze in merito alla sua realizzazione la collocano intorno ai primi anni del 1300. La presenza di un abate che pagava le decime per la chiesa di S. Maria in Grotta costituisce, oltretutto, la prova che qui esisteva effettivamente una chiesa. Si pensa anche che questa dipendesse dall’Abbazia di Montecassino, dal momento che, tra i dipinti parietali della pseudo navata sinistra, vi è l’effigie di un monaco benedettino con le insegne episcopali.

Veduta laterale della Chiesa di S. Maria in Grotta (Foto di lebellezzedelmassico.blogspot.com)

Veduta laterale della Chiesa di S. Maria in Grotta (Foto di lebellezzedelmassico.blogspot.com)

Per quanto Rongolise non venga menzionata negli antichi documenti, c’è motivo di credere che questa fosse in qualche modo legata al potere benedettino. A prova di ciò è anche la presenza, nei pressi del santuario della Vergine, della famosa via francigena, snodo fondamentale per l’epoca. In origine, la chiesa di S. Maria in Grotta era stata dedicata al culto micaelico e successivamente a quello mariano. I documenti risalenti al XIV secolo, la designavano col nome di S. Mariae de Gripta. La chiesa è caratterizzata da due cavità intercomunicanti, che sono state ricavate nel banco di tufo, così come è stato fatto per gli ambienti adiacenti, che formano un vero e proprio complesso rupestre. I due ipogei sono collegati ad un soprastante edificio in muratura, che durante il ‘900 veniva utilizzato dagli eremiti per il ritiro spirituale.

La chiesa di S. Maria in Grotta e i suoi affreschi

Alle pittoresche mura esterne della chiesa di S. Maria in Grotta, fanno l’eco i bellissimi affreschi presenti sulle mura interne. La testimonianza pittorica più antica risale al 970 d.C., e rappresenta l’immagine della Vergine assieme a Gesù Bambino, raffigurata seduta sul trono. Sin da subito si può apprezzare la perizia con cui è stato realizzato il dipinto, e (nonostante i danni causati dal restauro) si può ancora scorgere la sapiente mano dell’artista. Su uno sfondo verde azzurro campeggia la Madonna, che veste un importante abito rosso scuro, dal quale si può ammirare il busto del piccolo Messia. Questo stringe nella manina sinistra un rotolo. L’opera più famosa, però, è la Dormitio Virginis (Transito della Vergine), ubicata sul lato destro della navata. Risalente alla seconda metà del XII secolo, la rappresentazione presenta forti richiami all’arte bizantina, con chiare influenze dello stile pittorico di Montecassino.

Chiesa S. Maria in Grotta

Dipinto della Vergine col bambino, nella Chiesa S. Maria in Grotta

Il tutto è incorniciato da una fascia rossastra che divide il riquadro dal resto della decorazione. Altri affreschi sono poi dedicati ad altre figure del panorama cristiano, come il dipinto dell’Arcangelo Michele che pesa le anime, e San Tommaso, di poco successivo alla Dormitio Virginis. Anche qui si ripete il tema del rosso, tanto che l’Arcangelo indossa un magnifico abito purpureo impreziosito da moltissime gemme. Con una mano la bilancia, mentre l’osservatore non può fare a meno di notare l’inquietante figura mefitica che attende nell’ombra una delle anime. Tra tutte le decorazioni vi è poi quella più importante, da cui la chiesa ha attinto la sua denominazione: posizionato nella cripta a destra della grotta c’è un bellissimo dipinto della Vergine Maria. Vibranti e intense, queste opere si sposano perfettamente con lo splendore naturale che costeggia la chiesa. Con queste giornate soleggiate, una tappa da queste parti è d’obbligo!

Marcella Calascibetta

Autore: Marcella Calascibetta

Scrivo dall’età di sedici anni, e (per fortuna) non ho mai smesso. Sono laureata con orgoglio alla Federico II di Napoli, città che amo e che mi diede i natali. Con mia grande gioia, ho avuto la possibilità di veder pubblicato il mio primo romanzo, dopo tanti anni che era rimasto segregato in un cassetto. Una frase che mi rispecchia? I sogni migliori si fanno da svegli!

Rongolise e la sua spiritualità: la Chiesa di S. Maria in Grotta ultima modifica: 2019-03-04T10:59:09+01:00 da Marcella Calascibetta

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