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La Chiesa di Santa Maria ad Aversa, sede di simboli misteriosi

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L’arte è parte fondamentale della cultura di un popolo, e soprattutto ne rispecchia i sentimenti e i valori. La perfezione delle linee e delle figure abilmente scolpite, la sinuosità delle forme, rappresentano ciò che di più perfetto esiste al mondo. Cosa accade, però, quando questi simboli acquistano un valore…occulto? Un esempio a noi molto vicino è stato ritrovato nella chiesa di Santa Maria ad Aversa, luogo che nasconde iscrizioni alquanto oscure. Scopriamo quali!

La chiesa di Santa Maria a Piazza: luogo sacro, ma non solo…

L’amatissima chiesa di Santa Maria a Piazza, centro propulsore e cuore di Aversa, incarna un felice esempio di architettura campana. Non solo, è una delle chiese più antiche del paese, e vi sono conservati pregevoli affreschi e tavole, databili dal periodo giottesco fino al XVI secolo. Al di là però della bellezza e dell’armonia esteriore, la chiesa di Santa Maria cela misteri che vanno oltre il suo aspetto tranquillo. Le origini di questa chiesa si perdono nei secoli, e soprattutto non si ha documentazione delle vicende che l’hanno vista protagonista. C’è solo un manoscritto presente nella biblioteca comunale, dove si può dedurre che i Normanni, al loro arrivo nella città, trovarono già il complesso. Il borgo dove sorge la Chiesa testimonia la sua antica fattura, poiché vi furono rinvenuti dei cippi lapidari di epoca romana.

chiesa di Santa Maria a Piazza

Chiesa di Santa Maria a Piazza, Aversa

Per quanto riguarda il nome, le spiegazioni risultano contrastanti, infatti svariati studiosi hanno sostenuto la teoria che il termine Platea (a Piazza) derivi dalla sua vicinanza al Castello donato ai Normanni. Dal canto suo, lo storico Pagliuca colloca il Castello normanno non vicino alla Chiesa di Santa Maria a Piazza, ma presso il Duomo. Insomma, di questo luogo si sa pochissimo se non nulla, e il mistero si infittisce quando si ammirano le sue particolari iscrizioni. Nel soffitto della sagrestia, infatti, sono stati rinvenuti simboli davvero strani, dei quali è oscura l’interpretazione…

Aversa e i suoi misteri: simboli sacri o alchemici?

Cosa nascondono quindi questi simboli? cosa si cela dietro le loro linee stilizzate? Gli studiosi hanno provato a dare diverse spiegazioni in merito. In primis, Stelio Calabresi, autore locale di numerose pubblicazioni in materia di esoterismo, fornisce una sua personale interpretazione. Afferma che la sequenza rappresenti diversi disegni del simbolo della croce. Da sinistra a destra si vede, secondo Calabresi, una croce nel primo segno, una losanga, una stella iscritta in una circonferenza, una stella (dovuta alla sovrapposizione di due croci), infine, una variante della svastica. Per Calabresi, dietro a queste oscure iscrizioni, si cela un messaggio segreto a sfondo occulto. Certo la sua ipotesi è intrigante, ed è il frutto dello studio di confronti con simboli alchemici. Gli alchimisti impiegavano moltissimi simboli, con l’obiettivo di nascondere la loro dottrina, per evitare che una simile conoscenza fosse divulgata con troppa facilità.

Simboli Sagrestia

Simboli presenti nella sagrestia

Nei secoli antecedenti al 1500, i simboli occulti venivano trasmessi attraverso l’architettura, la scultura e la pittura, in particolare nelle chiese gotiche o romaniche. Ad esempio, il simbolo numero 4 (da destra a sinistra) richiama l’immagine della rosa, che nella tradizione alchemica viene usata per indicare la pietra filosofale. Questo perché essa veniva raffigurata con otto petali, effigie di rigenerazione. Infine, dalla scomposizione di questi simboli se ne possono ricavare addirittura altri! Quando questi vengono divisi, nascono un cerchio, un triangolo, e un quadrato. Queste ulteriori  immagini nella simbologia classica indicano rispettivamente la perfezione, la divinità e la giustizia. In questo caso, il loro significato sarebbe alquanto pertinente. Tutt’oggi non si è quindi riusciti a fornire una spiegazione valida per queste iscrizioni arcane, e ciò non fa altro che rendere la Chiesa di Santa Maria ad Aversa un luogo sacro, ma anche dal fascino impenetrabile.

 

Marcella Calascibetta

Autore: Marcella Calascibetta

Scrivo dall’età di sedici anni, e (per fortuna) non ho mai smesso. Sono laureata con orgoglio alla Federico II di Napoli, città che amo e che mi diede i natali. Con mia grande gioia, ho avuto la possibilità di veder pubblicato il mio primo romanzo, dopo tanti anni che era rimasto segregato in un cassetto. Una frase che mi rispecchia? I sogni migliori si fanno da svegli!

La Chiesa di Santa Maria ad Aversa, sede di simboli misteriosi ultima modifica: 2018-04-09T18:09:11+00:00 da Marcella Calascibetta

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