CHIESE

La tradizione ed i segreti della chiesa di Santa Maria della Vigna in Pietravairano

Chiesa Santa Maria Della Vigna Pietravairano

Il borgo di Pietravairano, incastonato ad una collinetta, si sviluppa alle falde del monte Caievola. Le abitazioni si sovrappongono l’una sull’altra modellando una struttura a scalinata, all’ombra del torrione del castello angioino. Anche qui, come accade in tutti paesi della nostra penisola, basta fare pochi passi per imbattersi in numerose chiese e cappelle. E tra le più suggestive merita sicura menzione la chiesa di Santa Maria della Vigna. Risale al Quattrocento e la sua edificazione, insieme all’omonimo Convento, è avvolta in un velo di mistero.

L’evento prodigioso della chiesa di Santa Maria della Vigna

La tradizione lega la costruzione della chiesa di Santa Maria della Vigna ad un evento prodigioso. Ritorniamo indietro nel tempo per ricordarlo. Siamo nel 1348, in località Falese, nel cuore dell’attività agricola che scandiva le giornate dei pietravairanesi. Qui, sorgeva una vigna di proprietà di un certo Paolo Della Vecchia di Pietravairano. Nel mezzo della stessa, si ergeva un albero di ceraso (un ciliegio) che era diventato meta abituale di un bue. Questo, appena finiva il duro lavoro nei campi, si precipitava bramoso alla pianta e ivi inginocchiava ossequioso. Non toccava cibo, né altri piaceri, sembrava trovare gioia solo contemplando quel posto. Al mattino, il bue ritornava a tirar l’aratro, più forte e vigoroso del giorno prima.

il bue della chiesa di Santa Maria della Vigna

Tale sosta diventò presto normale routine, con la gente che si chiedeva quale magia si nascondesse dietro quel bizzarro comportamento. L’arcano fu svelato da una giovane verginella alla quale apparve in sogno la Madonna. Ella rivelò che sotto al ceraso era nascosta la sua immagine sacra. Paesani e religiosi accorsero all’albero e, scavando intorno alle radici, videro riaffiorare quanto annunciato. La vigna divenne un fiorente luogo di culto. Si avvertì, allora, il bisogno di costruire un tempio in cui custodire l’icona ritrovata. L’intero popolo di Pietravairano si mobilitò con offerte e donazioni che permisero la realizzazione della chiesa intitolata a Santa Maria della Vigna ed il suo annesso Convento.

La travagliata storia del Convento di Santa Maria della Vigna

Mentre l’edificazione della Chiesa di Santa Maria della Vigna avvenne nell’aprile del 1422, come testimoniano alcuni scritti e documenti, la data di realizzazione del Convento risulta incerta. La menzione del Convento, apparve per la prima volta solo nel 1450, in un atto di donazione. La sua storia risulta abbastanza travagliata, disseminata di lunghi periodi d’abbandono. Esso fu inizialmente affidato ai frati Domenicani. Questi vi dimorarono fino al 1809, data in cui furono soppressi gli ordini religiosi nel Regno di Napoli.

Francescani nel convento di Santa Maria della Vigna

Solo nel 1834 fu emesso un nuovo decreto reale che autorizzava i Minori Osservanti (frati Francescani) a prendere possesso dell’edificio religioso. Così il Convento ritornò ad essere luogo di ritiro e casa di noviziato. Inoltre, i francescani si distinsero per le loro opere di carità e per la cura e l’accoglienza di orfani. Ma ciò fino al 1866, quando un’ennesima legge di soppressione trasferì il Convento nella proprietà del Comune di Pietravairano. I frati furono così costretti ad acquistare dal comune la proprietà del Convento con i risparmi e le donazioni dei fedeli di Pietravairano. Oggi, dopo ulteriori periodi bui, il Convento è tornato a rifiorire grazie a 15 suore dell’ordine delle clarisse che lo abitano.

La facciata della chiesa di Santa Maria della Vigna

Tra il campanile e l’edificio del Convento di Santa Maria della Vigna si scorge la facciata della chiesa in stile pre-barocco. «PAVETE AD SANCTUARIUM MEUM – EGO DOMINUS» è la scritta che sovrasta il portone in legno d’ingresso. Al centro della lunetta spezzata in cima, si affaccia la figura in stucco della Vergine. Il portone è cinto da due balaustre in pietra da cui prendono slancio due colonnine per lato fino al cornicione. Quest’ultimo fa da base ad altre due colonne più piccole che circondano due nicchie. Quella a sinistra ospita la statua in terracotta di S. Domenico ed in quella di destra dimorava la statua di S. Francesco d’Assisi. Nel centro una finestrella illumina l’ingresso interno. Infine, una colomba irradiante, simbolo dello Spirito Santo, orna la struttura semicircolare con la quale termina la facciata. Su di essa, una croce in ferro battuto si eleva verso il cielo.

Chiesa Santa Maria Della Vigna Pietravairano

Pietravairano – Foto Touringclub.it

L’interno della Chiesa

L’interno della chiesa si compone di una sola navata. Nove finestroni illuminano un ambiente sontuoso di marmi e stucchi pregiati. L’aspetto attuale dell’edificio si differenzia da quello originario a causa di un incendio che divampò nel 1612. L’incidente incenerì il Coro, il pulpito e la navata centrale. Ma la ricostruzione avvenne nell’immediato, sostituendo i materiali in legno con quelli in pietra.

interno chiesa Santa Maria della Vigna Pietravairano

Fonte: guideslow.it

Oggi, in fondo al presbitero, l’Altare Maggiore appare in tutto il suo splendore rivestito in marmi di tonalità diverse. Lungo le pareti si ammirano 8 cappelle patronali, dedicate a vari santi e riccamente adornate di dipinti. Per contemplare l’immagine sacra, bisogna scendere al di sotto dell’Altare Maggiore, nel Soccorpo. Qui, preceduta da due gradinate di 14 scalini ciascuna, si trova la Cappella della Madonna. Su di un muro fabbricato di pietra e calce è affrescata la Vergine Maria.

I misteri della chiesa di Santa Maria della Vigna

Nell’icona, la Vergine è seduta con in braccio Gesù. Ella porge, con la mano sinistra, un chicco d’uva all’uccellino custodito nella manina del Bambino. Si narra, che più volte il dipinto fosse stato posizionato nell’Altare Maggiore, ma in maniera inspiegabile si fosse ritrovato sempre nel Soccorpo. Dunque, si ragionò di collocarlo stabilmente in questo spazio. Ma i misteri della Chiesa di Santa Maria della Vigna, non sono ancora finiti. Nel 1982, sulla cappella gravava una persistente umidità. Padre Cipriano ottenne i permessi per provvedere a rimuoverla isolando l’altare. Vengono così spostati tre gradini del presbiterio per permettere agli operai di scendere nella tomba dei benefattori. Ai loro occhi si presentò una clamorosa scoperta.

cappella di Santa Maria della Vigna

Foto Camministorici.it

Su di una base di mattoni e pietre si conservava un monoblocco parallelepipedo di 1,5 m di altezza. Sul blocco spiccava l’immagine della Madonna della Vigna, sul lato opposto era inciso San Giuliano ed in un terzo lato il SS.mo Crocifisso. Nessuno scritto fin ora documentava tale elemento celato nella chiesa. Perché è stato nascosto? Forse l’icona sacra ritrovata sotto il ceraso è proprio questa? Ma nella tradizione si è sempre fatto riferimento ad un dipinto e non si era mai parlato di un monoblocco. E perché l’immagine della Madonna sul blocco non è sola? Qual è il legame con San Giuliano? Rimangono molti punti interrogativi e nessuna risposta. Gli operai convennero di non spostare il parallelepipedo e di renderlo visibile scavando un varco nella Cappella della Madonna. È qui, infatti, che è possibile ammirare questo antico tesoro di cui nulla si sa.

La chiesa di Santa Maria della Vigna, si presenta dunque, come uno scrigno di storia, cultura ed arte, sbocciato dalla fede e dalla generosità del popolo di Pietravairano. Luogo affascinante, in cui la preghiera convive con segreti e misteri, ancora tutti da scoprire.

Foto copertina: Touringclub.it

Luisa Masiello

Autore: Luisa Masiello

Laureata in Economia e Management ma da sempre affascinata da ogni forma d’arte: scrittura, poesia e pittura sono il suo passatempo preferito… Il suo sogno nel cassetto? Come ogni desiderio resta celato in attesa di diventare realtà.

La tradizione ed i segreti della chiesa di Santa Maria della Vigna in Pietravairano ultima modifica: 2018-08-09T17:16:39+00:00 da Luisa Masiello

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