MITI E LEGGENDE NATURA

Le Ciampate del diavolo di Tora e Piccilli: dalla leggenda alla preistoria

Le ciampate del diavolo nella frazione di Tora e Piccilli

Nel piccolo comune di Tora e Piccilli, nascoste nella natura incontaminata, sono conservate misteriose orme denominate Ciampate del diavolo. Scoperte nel primo ventennio del 1800, le ciampate impresse nella roccia vulcanica hanno alimentato tra gli abitanti paure e superstizioni. All’epoca difficilmente attribuibili al genere umano, le orme sono diventate testimonianza di presenze nefaste e del passaggio del diavolo in persona. Nel dialetto locale, infatti, Ciampate del diavolo significa impronte del diavolo. Ma cosa si cela dietro questo mistero? Scopriamolo insieme all’Associazione Culturale Orme.

il presidente dell'Associazione Orme

Il Presidente dell’Associazione Culturale Orme: Luca De Simone – Foto di Davide Urbano

La leggenda delle Ciampate del diavolo di Tora e Piccilli

Siamo a Tora e Piccilli, in località Foresta, sul pendio scosceso del vulcano spento di Roccamonfina. Qui il territorio è stato plasmato dall’attività vulcanica. I diversi strati del terreno evidenziano l’alternarsi di eruzioni vere e proprie a fenomeni piroclastici. Lungo il sentiero che conduce al vecchio e dismesso mulino ad acqua, ci accompagnano i torbidi ruscelli del fosso rionale. I paesaggi naturalistici e l’atmosfera hanno qualcosa di surreale. Ma ciò che attira l’attenzione sono le profonde impronte incise sulla superficie pendente in tufo. La grandezza del solco e l’impressione a prima vista della forma di uno zoccolo caprino fanno emergere strane ipotesi. Non c’è da meravigliarsi se gli abitanti del luogo le hanno associate a tracce di esseri sovrannaturali.

corsi d'acqua presso le Ciampate del diavolo

Località Foresta – Foto di Davide Urbano

Le Ciampate del diavolo emersero nel 1820 a seguito di piogge torrenziali che si abbatterono su Tora e Piccilli, modificando la morfologia del territorio. L’evento catastrofico segnò profondamente la popolazione e fu interpretato come una punizione divina. E quando le orme furono rinvenute si diffusero storie leggendarie. Secondo i racconti era stato il diavolo in persona, nelle sembianze caprine, a lasciare i segni del suo passaggio mentre si recava alla vicina sorgente d’acqua. Per secoli la popolazione si è mantenuta a distanza dalle Ciampate del diavolo considerando la zona infestata da demoni e presenze oscure. Gli anziani del posto ricordano che da bambini veniva loro raccomandato di non frequentare quei sentieri nefasti, e di non ripercorrere quei passi per non attirare sventure, ma spesso la curiosità era più forte della paura.

Ciampate del diavolo

Le Orme impresse sul tufo – Foto di Davide Urbano

Il mistero delle Ciampate del diavolo svelato dalla scienza

Nel 2003, la scienza ha fatto luce sul mistero. Un team di autorevoli studiosi ha ricondotto le orme non a esseri paranormali, ma ad ominidi vissuti circa 350.000 anni fa. Si tratta dell’Homo Heidelbergensis dall’altezza media di circa 170 cm, una corporatura massiccia e dall’ampia sensibilità uditiva. Tre ominidi, nell’intento di raggiungere la sorgente d’acqua, hanno impresso e reso indelebile il proprio passaggio sul tiepido deposito piroclastico lasciato dal vulcano di Roccamonfina. Ben 56 orme divise in tre piste da cui si possono ricavare molte informazioni. I lavori di pulizia hanno portato alla luce ulteriori piste ed orme fossili anche di animali ed il percorso calpestato abitualmente dai nostri antenati: il primo esempio di “tratturo“.

ominide delle ciampate del diavolo

Homo Heidelbergensis

Da un’attenta osservazione delle impronte si possono riconoscere le zone d’impatto, le forme dell’avampiede, dell’alluce e dell’arco plantare dimostrando l’appartenenza delle impronte all’uomo. Si può notare, inoltre, che la fanghiglia vulcanica e la leggera inclinazione hanno determinato un calco più grande della reale dimensione del piede. Dunque, nessun demone ad infestare Foresta. Ogni passo ed il cammino a zig zag lungo la discesa evidenziano che la scelta del percorso è stata dettata da un ragionamento di convenienza. I passi incrociati, invece, dimostrano che l’uomo preistorico di Tora e Piccilli era bipede. Dalla leggenda si è passati alla preistoria. Ma non per questo il sito delle Ciampate del diavolo risulta meno interessante. Anzi, rappresenta uno dei siti paleontologici più importanti al mondo che ha ancora tanto da raccontarci sui nostri antenati.

 

Luisa Masiello

Autore: Luisa Masiello

Laureata in Economia e Management ma da sempre affascinata da ogni forma d’arte: scrittura, poesia e pittura sono il suo passatempo preferito… Il suo sogno nel cassetto? Come ogni desiderio resta celato in attesa di diventare realtà.

Le Ciampate del diavolo di Tora e Piccilli: dalla leggenda alla preistoria ultima modifica: 2018-01-09T17:00:57+00:00 da Luisa Masiello

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