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Corno della discordia: quando Caserta finì su tutte le prime pagine

Molti di voi sicuramente se lo ricorderanno ancora, alcuni la trovarono una genialata, altri invece avranno rimosso con forza quelle foto e quelle immagini di qualche anno fa. Stiamo parlando del famoso Corno della Reggia. Eh no, non è il racconto di un piccolo portachiavi venduto come souvenir, ma di una vera e propria opera d’arte intitolata Good Luck Caserta. Opera che proiettò la città su quasi tutte le prime pagine dei principali quotidiani nazionali e non.

Suspence, prego

Siamo nel dicembre 2013 e Caserta si sta preparando per il XIV Leuciana Festival Christmas Event. Per un mese esatto, dal 6 dicembre al 6 gennaio, l’intera città si animerà di spettacoli, concerti e altro ancora, tutto a tema natalizio. Grandi musicisti annunciano le loro tappe in giro per la provincia, mentre strade e negozi organizzano spazi per richiamare i visitatori di passaggio. E non solo. Indiscrezioni parlano anche di una sorpresa in occasione del festival. Una sorpresa artistica per la verità, con l’installazione di un’opera che, a detta di molti, rivoluzionerà Caserta. Si innesca così la macchina del che-sarà-mai e del non-vedo-l’ora. Casertani e turisti iniziano a chiedersi cosa potrà mai essere di tanto grandioso, focalizzando la loro attenzione sull’evento. L’attesa è grande e cresce di giorno in giorno fino all’inizio del festival.

corno

Cominciano gli eventi, Caserta si anima. La mattina dell’8 dicembre, giorno dell’Immacolata, si inaugura la tanto attesa opera d’arte. Sotto un telo di dimensioni non indifferenti, posizionato proprio davanti la Reggia, si nasconde l’oggetto misterioso. Scoccano le 12.00 e via, si scopre tutto. Davanti ad una folla di spettatori fa la sua apparizione un corno alto tredici metri. Bello, anzi no, uhm sì dai non è male, anche se in verità fa schifo. La mente dei casertani inizia a popolarsi di giudizi contrastanti. Si inscena La parata di Pulcinella, curata dalla compagnia teatrale La Mansarda, mentre l’autore Lello Esposito osserva compiaciuto la sua creatura. Gli occhi dei presenti fissano l’oggetto in questione: si tratta del corno più grande del mondo. Eppure a molti sembra una presa in giro.

Un corno per domarli

Nei giorni seguenti la notizia si espande a macchia d’olio un po’ ovunque. Ne parlano tutti, ma proprio tutti. Perché un corno? Quanto sarà costato? Cosa rappresenta? Dal piccolo bar in periferia fino a SkyTg24: il tema corno è onnipresente. Trapelano alcune indiscrezioni, tra cui il costo totale dell’opera: ben 70mila euro. Chi lo trovava orrido si dichiara così anche indignato. Quei soldi potevano essere spesi meglio, magari per accelerare i lavori di restauro della Reggia. Sì, perché in quel periodo il palazzo non se la passava bene: crollo delle visite e crollo di alcune sezioni esterne dell’edificio. Un bel casino. Ecco allora scendere in campo il corpo di difesa del corno. Per il sindaco si trattava di una semplice provocazione per focalizzare l’interesse nazionale su Caserta, riuscendoci per giunta.

corno reggia

Una rappresentazione artistica del corno di Gaetano Avizzano

La questione tramuta infatti da popolare a dibattito politico. Bisogna toglierlo, assolutamente. Interviene addirittura l’UNESCO, chiedendo anch’essa la rimozione del corno. Il sindaco tranquillizza tutti: a fine festival verrà spostato. Ma ora non è più possibile ignorare le difficoltà della Reggia. Parte allora la campagna per la rivalutazione del monumento, che culminerà con la nomina di Mauro Felicori a Direttore della Reggia nel 2015. Direttore che riuscirà, in meno di due anni, a trasformare il complesso in uno dei monumenti più visitati d’Italia. Ed ora, a distanza di anni, ha intenzione di recuperare il corno e installarlo dentro la Reggia. Perché se il palazzo reale si sta riprendendo la scena che merita, lo deve anche a quel corno tanto contestato. Corno che giace, dal gennaio 2014, nel parcheggio della motorizzazione civile. Una fine non certo eroica per l’oggetto che ha diviso Caserta e i casertani.

Gabriele Roberti

Autore: Gabriele Roberti

Affascinato da sempre dal Lato Oscuro della Forza, abbandona in tenera età l’idea di diventare un Sith. Da quel momento ha iniziato a dedicarsi ad altro: gli studi, il lavoro, le ragazze e i tornei a Fifa. Dopo la laurea in lettere ha iniziato a scrivere senza sosta, arrivando a vedersi pubblicato su vari siti e blog come italiani.it.
Sogna un viaggio in estremo oriente, e di provare almeno una volta tutte le cucine del pianeta. In attesa ovviamente di una chiamata da Lord Fener…

Corno della discordia: quando Caserta finì su tutte le prime pagine ultima modifica: 2017-05-25T18:54:35+00:00 da Gabriele Roberti

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