CHIESE

L’Eremo di San Salvatore sul Monte Maggiore, riserva di quiete

eremo san salvatore di monte maggiore

Sembrerebbe bizzarro pensare che, oltre al caotico traffico cittadino di Caserta, esistano luoghi intrisi di serenità e destinati alla pace contemplativa. Superando talvolta anche i propri limiti, si può accedere a dei veri e propri angoli di Paradiso terrestre, dove la natura regna incontrastata. Altrove, invece, è la fede e la storia che insegnano qualcosa ai visitatori più temerari. Ebbene, proprio sulla vetta più maestosa dei Monti Trebulani, il Monte Maggiore, è ubicata una di queste oasi: il suggestivo Eremo di San Salvatore!

La perla del Monte Maggiore: l’Eremo di San Salvatore

Totalmente immerso tra le trame del tempo, e ancora ricco di fascino, il comune sparso di Rocchetta e Croce ospita diversi luoghi interessanti. I due borghi nacquero a seguito dell’abbandono dell’antica Cales, la quale venne distrutta nell’879 dai Saraceni. A quel punto la popolazione cercò possibilità di fuga sui monti limitrofi, costituendo dei piccoli nuclei e sfruttando la protezione delle alture. Il territorio è infatti caratterizzato ancora da strapiombi, ed è a tratti aspro. In particolare, l’Eremo di San Salvatore è da considerarsi quasi irraggiungibile, poiché si trova a 857 m sopra il livello del mare. Questo monastero maschile, conosciuto ai più col nome di Abbazia di San Salvatore de monte Caprario, rappresenta un sito strettamente legato alla fede, ma non solo.

Veduta aerea dell'Eremo di San Salvatore

Veduta aerea dell’Eremo di San Salvatore – Archivio fotografico guideslow.it

Questo ameno luogo è stato anche menzionato nella relazione ad limina del Vescovo di Calvi (1593). Moltissimi visitatori sfidano le asperità del terreno e raggiungono l’eremo, nonostante si trovi in una posizione al limite del praticabile. Il monastero è sospeso per tre lati sul vuoto, e la sola possibilità di entrare è costituita da un passaggio ad Ovest. Questo, come se non bastasse, è cinto da un muro fortificato e robusto: tutto ciò rende l’Eremo di San Salvatore un monastero-fortezza. Il bisogno di difendere il sito da attacchi esterni, nacque principalmente per proteggere i monaci e i loro beni dalle razzie dei nemici. Nel corso dei secoli la facciata subì delle trasformazioni, e la porta d’ingresso venne spostata a destra (forse a causa di un sisma).

Un luogo silenzioso per la pace interiore

Al di là dell’impervio percorso da intraprendere per raggiungere l’agognato Eremo di San Salvatore, bisogna considerare la sua bellezza eterea. Sebbene la notizia sia ancora oggetto di discussioni, c’è una remota possibilità che la pace di questo luogo abbia attratto l’attenzione di Sant’Anselmo d’Aosta, per il suo ritiro spirituale. La serenità caratteristica dell’eremo consentì al Santo di dare vita ad una delle sue opere maggiori, il Cur Deus Homo. Per quanto non si abbia certezza di queste informazioni, ci sembra suggestivo riportare la testimonianza di Eadmero, pupillo di Sant’Anselmo, che ci ha lasciato delle parole davvero peculiari circa l’Eremo di San Salvatore: «La nostra dimora era situata nella sommità dei monti, libera dal tumulto delle folle come se si fosse nel deserto». Anche attraverso lo scorrere dei secoli, la stessa beatitudine può ancora essere respirata tra queste mura.

Le Meditazioni di Sant'Anselmo d'Aosta

Le Meditazioni di Sant’Anselmo d’Aosta

Per quanto concerne la sua struttura, l’Eremo d San Salvatore ha diverse volte a vela, e, superato l’altare, si scorgono ancora il coro ed il sedile dell’Abate. L’altare venne totalmente ricostruito grazie all’opera di un fedele nel 1945, e molto probabilmente dietro questo recente rivestimento potrebbe trovarsi quello originario. Il già citato terremoto cagionò diversi danni purtroppo, e la sua nefasta opera spiegherebbe anche il perché la chiesa si trovi ad un livello più basso rispetto al piano esterno. C’è poi la cripta, usata per ospitare le spoglie di alcuni defunti. Coloro che effettuarono il restauro, infatti, trovarono i resti di quattro-cinque persone. Immerso in un tempo fuori dal tempo, l’Eremo di San Salvatore fa porre agli studiosi diverse domande, ma ai fedeli dà molte risposte!

Marcella Calascibetta

Autore: Marcella Calascibetta

Scrivo dall’età di sedici anni, e (per fortuna) non ho mai smesso. Sono laureata con orgoglio alla Federico II di Napoli, città che amo e che mi diede i natali. Con mia grande gioia, ho avuto la possibilità di veder pubblicato il mio primo romanzo, dopo tanti anni che era rimasto segregato in un cassetto. Una frase che mi rispecchia? I sogni migliori si fanno da svegli!

L’Eremo di San Salvatore sul Monte Maggiore, riserva di quiete ultima modifica: 2018-10-04T17:54:26+00:00 da Marcella Calascibetta

Commenti

To Top