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Eremo di San Vitaliano: luogo di spiritualità e commemorazione

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Situato a Casola, alle spalle di Casertavecchia, l’Eremo è un vero e proprio gioiellino dei monti tifatini. Piccolo e immerso in uno spazio verde che affaccia sull’intera vallata casertana, la sua storia è strettamente collegata a quella di San Vitaliano. Santo amato e perseguitato, qui vi si rifugiò in cerca di pace e serenità. Realizzato in tufo, ristrutturato e rivalutato, oggi presenta una veste completamente nuova che lo designa quale centro di iniziative spirituali e culturali, e non solo. L’Eremo è infatti anche il centro di commemorazione alla memoria delle vittime nelle missioni di pace, mediante un innovativo Sacrario istituito nel 2016. Scopriamone insieme la storia, dall’origine ai giorni nostri.

San Vitaliano: santo dalla storia difficile

La storia dell’Eremo è intrecciata con la turbolenta esistenza di San Vitaliano. Chi era costui ? San Vitaliano fu Vescovo di Capua antica, l’odierna Santa Maria Capua Vetere, nella seconda metà del VII secolo. Epoca difficile, caratterizzata da frequenti carestie e intervalli di acuta siccità. Spesso ci si appoggiava alla religione per la speranza di buoni raccolti. È in questo contesto che San Vitaliano fu designato Vescovo, grazie all’amore e alla fede suscitati nella popolazione. Tuttavia, come spesso capita ad ogni buon uomo, il Vescovo iniziò ad essere vittima di calunnie ed infamie da parte di uomini infidi.

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Venuto in odio a molti dei prelati che speravano di assumere la carica episcopale, questi, durante una notte, scambiarono i vestiti del Santo con quelli di una donna. La mattina seguente, senza accorgersi del proprio abbigliamento, San Vitaliano si presentò alla messa mattutina conciato da donna: qui fu beffeggiato ed accusato ingiustamente di essere un peccatore. Deluso ed amareggiato, abbandonò la diocesi per dirigersi dal Papa a Roma. Ma neanche dopo aver lasciato la sua Capua trovò pace. Gli stessi uomini perfidi raggiunsero il Santo sulle rive dell’antica Sinuessa: lo legarono e lo misero in un sacco di cuoio, gettandolo in mare. Lasciato in balia delle onde, per volere divino, San Vitaliano riuscì a raggiunge vivo le coste di Ostia dove rimase, affranto e tradito, per ben 7 mesi.

La punizione ed il pentimento di Capua Antica

Con la presunta dipartita di San Vitaliano, gli autori delle malefatte erano contenti e soddisfatti, ma totalmente ignari di ciò che li aspettava. Terribili malattie, ingente siccità ed insopportabili carestie colpirono infatti Capua, in assenza del Santo. Carenza di cibo, acqua e alta mortalità, fecero amaramente capire al clero corrotto, così come all’intera popolazione, quanto male avessero fatto all’uomo di fede che tanto li amava; un amaro e lungo pentimento che terminò nell’implorare il ritorno di San Vitaliano. Quest’ultimo, che nel frattempo non aveva mai smesso di amare la sua cittadina, vi ritornò chiedendo la grazia della pioggia. Poco dopo, la pioggia cadde copiosa sull’intera Capua, facendo gridare tutti al miracolo. I raccolti furono abbondanti, la mortalità diminuì ed il popolo iniziò a venerare Vitaliano, ardentemente e di nuovo, come proprio vescovo.

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Giardino

Tuttavia egli rifiutò l’episcopato. Sentendosi vicino alla morte, decise di passare il resto dei suoi giorni da eremita. La leggenda narra che la sua unica compagnia fu un piccolo lupo, da lui ammansito, che l’aiutò a costruire l’Eremo. Qui rimase diversi anni, ritirandosi poi su Montevergine, dove infine morì. Attualmente San Vitaliano è protettore di Catanzaro, ove giacerebbero le sue spoglie.

Storia e Struttura dell’Eremo

Ma a quando risale la costruzione della struttura? Difficile, se non addirittura impossibile per assenza di documenti certi, stabilire una data precisa. Di certo sappiamo che Vitaliano, stanziatosi in un lembo di terra chiamato Miliarum (forse da un’antica pietra miliare situata nell’attuale Casola) ha costruito l’Eremo. La data non può superare il VII secolo, così come testimonia la Bolla del 1113 dell’Arcivescovo Sennete, metropolita di Capua. Tale documento citò per la prima volta la struttura, menzionata poi successivamente in alcune visite pastorali. Nel 1700 poi, ne venne denunciato il pessimo stato di conservazione. Dopo questa data l’Eremo sembra scomparire da ogni documento esistente.
Uno stato di abbandono che nel corso degli anni ha reso la struttura vittima di saccheggi, protraendosi fino secolo scorso. Quello che vediamo è il frutto della restaurazione voluta dal parroco di San Marco Evangelista di Casola, Don Valentino Picazio. Lavori che, tuttavia, hanno modificato in parte la struttura originaria.

Eremo San Vitaliano

Ingresso frontale

Attualmente l’Eremo si presenta alla fine di una lunga e stretta via che altro non è che un pezzo dell’antica strada sannita, collegante Capua con Benevento. Giunti sul posto vige silenzio, ordine e pulizia. All’Eremo si accede da un cortiletto, nel quale troviamo un caratteristico pozzo, posto oltre un semplice arco di ingresso. La chiesa é preceduta da un portico a tre archi; l’arco centrale dà l’accesso alla chiesa, i due laterali danno accesso alle celle dei monaci. Ha una forma rettangolare, e all’interno i muri sono visibilmente ritoccati per poterne salvaguardare la sicurezza. La restaurazione ha esaltato l’essenzialità delle linee architettoniche primitive, consolidato la stabilità dell’edificio, recuperato funzioni sociali e culturali.
Vi è anche un tocco moderno: caratteristiche sono infatti le vetrate realizzate dal prof. Cardone, nonché l’enorme crocifisso che sovrasta l’altare maggiore. Infine abbiamo un suggestivo campanile sobrio, a completare la semplicità disarmante dell’intera struttura.

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Visuale del campanile

Sacrario Alla Memoria

La vita dell’Eremo non si esaurisce nella sola esaltazione della spiritualità. Infatti, anche solo percorrendo la strada che conduce al posto, vi sono diverse segnaletiche che parlano di un Sacrario alla Memoria di tutti i caduti militari e civili nelle missioni internazionali di pace. Di cosa si tratta? Il Sacrario è uno dei primissimi monumenti mediatici, che raccoglie, tramite una postazione touch-screen, tutti i nomi e le storie dei valorosi uomini che hanno perso la vita nelle svariate missioni di pace. Un progetto audace ed innovativo, che trae le sue radici dalla storia della Medaglia d’Oro al Valor Militare Gianfranco Paglia.

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Inaugurazione del Sacrario in presenza di Gianfranco Paglia

Paglia è infatti l’unico, insignito di tale onorificenza, ad essere vivo ed attivo sul territorio casertano e nazionale. Sottotenente paracadutista, ha partecipato alla missione di pace in Somalia. Qui, in seguito all’attacco di alcuni miliziani somali, che valorosamente cercò di contrastare, fu ferito gravemente e perse l’uso delle gambe. Nei giorni successivi, Daniela Paglia, figlia del sottotenente di soli dodici anni, scrisse una lettera al Capo di Stato Maggiore della Difesa. La richiesta fu semplice: ricordare, in un luogo simbolico, tutti coloro che hanno sacrificato la vita alla difesa della Patria. L’ex Ministro della Difesa Roberta Pinotti ha infine inaugurato il Sacrario mercoledì 12 Ottobre 2016.

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Ex Ministro della Difesa Roberta Pinotti

Attualmente l’Eremo è anche sede di un laboratorio culturale e spirituale. Una vera e propria Onlus (Eremo di San Vitaliano Associazione Onlus) ne ha curato la ristrutturazione e ne valorizza il territorio. Svariate attività culturali, che vanno dalla fotografia alla letture di poesie, vengono poi organizzate dall’Associazione Biblica Eremo San Vitaliano. La chiesa è perfettamente operativa e funzionante: ogni domenica e nei giorni festivi alle ore 12 si svolgono le normali funzioni liturgiche.

Come arrivare all’Eremo

Un luogo, questo, che risulta ancora sconosciuto agli stessi casertani. Se siete curiosi, l’itinerario per raggiungerlo è semplice: da Caserta seguite la strada che porta a Casertavecchia, giunti al bivio Casertavecchia – Casola girate per Casola. Dopo un chilometro, ad un bivio dopo la chiesa di San Marco Evangelista, svoltate a destra per via San Vitaliano e per l’Eremo. Vi godrete una bellissima passeggiata fra la natura, potendo ammirare le diverse cappellette votive dedicate al Santo e, dopo due chilometri circa, sarete arrivati a destinazione.

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Cappella votiva lungo la strada

Tutte le foto sono prese da Eremo di San Vitaliano e Visit Campania.

Per le notizie riguardanti la vita del Santo, invece, si rimanda al testo di Francesco Antonio Granata, Storia Sacra della chiesa metropolitana di Capua, Arnaldo Forni Editore, 1766.

Giulia Gelsomino

Autore: Giulia Gelsomino

Inseguitrice poco atletica di chimere, laureata in Giurisprudenza, leggo il mondo e scrivo baggianate per passione, mangio cioccolata e ingurgito serie tv. Nei miei rari contatti con la realtà, scatto foto e racconto della Caserta che amo.
In attesa di accalappiare la chimera giusta, sia chiaro.

Eremo di San Vitaliano: luogo di spiritualità e commemorazione ultima modifica: 2018-08-28T14:55:58+00:00 da Giulia Gelsomino

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