CURIOSITÀ TRADIZIONI

Dalla tradizione favolistica di Raviscanina: la favola dell’uomo, della volpe e del serpente

favola della volpe e del serpente di Raviscanina

I migliori insegnamenti di vita si apprendono con l’esperienza. Ma anche la favola fa la sua parte nel trasferire saperi e buoni consigli. La favola è un’eco della storia e dell’identità di un luogo. Ma nella sua essenza prettamente orale, se non tramandata tende a svanire dalla memoria collettiva. A Raviscanina, fortunatamente, la lunga tradizione di favole non è andata persa. Di seguito ve ne presentiamo una che parla di una volpe, di un serpente e di un uomo che a sue spese ha appreso un’importante lezione.

La favola di Raviscanina: L’uomo ed il serpente irriconoscente

C’era una volta una furbissima e vecchia volpe di montagna. Ella ogni sera usciva dalla sua tana tra le rocce e si recava al piccolo paesello di Raviscanina per far razzie di galline nei pollai. Proprio una di queste sere si ritrovò testimone di una scena assai pietosa. Un ometto di Raviscanina percorreva la strada che costeggiava la montagna. Si ritirava a casa dopo una giornata di duro lavoro. Ad un tratto sentì dei lamenti ed una fioca richiesta d’aiuto. Si guardò attorno ma non scorse nessuno. Rimase fermo per un po’ a tender l’orecchio. Poi notò ai suoi piedi un gran masso che schiacciava ed intrappolava un serpente: quest’ultimo invocava assistenza per ritrovare la libertà.

Serpente della favola di Raviscanina

L’uomo sapeva che i serpenti per loro natura sono nemici degli uomini. Essi, infatti, sono sempre pronti a sputar veleno e a mordere chi gli capita a tiro. Tuttavia l’omino fu mosso dalla compassione. Afferrò un bastone e con grande sforzo sollevò il masso. L’infame animale, una volta riconquistata la libertà, non si dimostrò affatto riconoscente. Anzi, sgusciò dinanzi all’uomo e sibilando spalancò la bocca per morderlo e trasformarlo nella sua cena.  «Perché vuoi mangiarmi? Avevi un masso addosso e chiamavi aiuto e non riconosci che io ti ho aiutato con gran fatica?!» gli ricordò l’uomo. Ma il serpente non voleva sentire ragioni e gli si avvicinava sempre più minaccioso.

La favola di Raviscanina: la volpe ed il processo

La volpe che stava assistendo di nascosto alla vicenda, vista la crudele ingiustizia, decise di farsi avanti: «Fermatevi cumpà! – intervenne – Sto ragazzo non può morire senza essere prima processato. Se ce lo dobbiamo mangiare ce lo mangiamo, ma senza fare figura d’animali!». Il serpente accolse il consiglio della volpe credendo di trovare in essa un’alleata. La volpe allora si sedette sul masso e invitò il serpente ad esporre l’accaduto. Il rettile iniziò a raccontare e a descrivere come era intrappolato sotto la pietra. «Compare –  interruppe la volpe – fatemi vedere come stavate intrappolato. È sicuro che non vi potevate muovere in alcun modo?». Il viscido animale, per riprodurre la scena e dare prova di quanto diceva si fece capovolgere il masso addosso.

la volpe della favola di Raviscanina

«È così che stavate compà?» chiese la volpe. «Sì, in questa esatta posizione, dove non posso spostarmi né avanti e né indietro» assicurò il serpente. Allora l’astuta volpe aggiunse: «Amicu miu. Accusi’ stivi? E statte! Nun pòzzu senti’ cciu’ ca pòrtu prèssa!». (Amico mio, così stavi e così rimani! Non posso più ascoltarti che ho fretta!). E rivolgendosi all’uomo: «E tu uagliòne miu fatte cciu’ furbu e tornatènne r’addò si menu’tu, nò sèmpe a chi te ciàma po’ rà aiutu!» (E tu ragazzo mio, fatti più furbo, non sempre a chi lo chiede puoi prestare aiuto!).
La morale della favola è proprio questa: bisogna fare attenzione a chi si aiuta. Perché la natura delle persone spesso prevale sulla capacità di riconoscere il bene ricevuto e d’essere riconoscenti.

Questa favola è tratta dalla raccolta di aneddoti e stornelli raviscaninesi realizzata da Mario Nassa. Si tratta di racconti che in passato sono stati tramandati oralmente nel dialetto locale. Ed è proprio nel dialetto di Raviscanina che Mario Nassa li ha custoditi e preservati allo scorrere del tempo e alla dimenticanza. Per chi volesse consultare tale raccolta lo può fare a questo link. 

E voi quale vecchia favola volete salvare dalla dimenticanza?

Luisa Masiello

Autore: Luisa Masiello

Laureata in Economia e Management ma da sempre affascinata da ogni forma d’arte: scrittura, poesia e pittura sono il suo passatempo preferito… Il suo sogno nel cassetto? Come ogni desiderio resta celato in attesa di diventare realtà.

Dalla tradizione favolistica di Raviscanina: la favola dell’uomo, della volpe e del serpente ultima modifica: 2019-01-04T16:35:56+02:00 da Luisa Masiello

Commenti

To Top