CASERTA NEI SECOLI

La Ferrovia Sparanise-Gaeta: lo spettro invisibile della nostra storia

Un treno antico, come quelli della Ferrovia Sparanise Gaeta

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Cosa resta di ciò che è stato creato, e poi è stato perduto nei secoli? Ciò che non lascia alcuna traccia cade vittima dell’oblio del tempo? Ci piace pensare che non sia così. Da sempre sappiamo quanto la storia sia importante per conoscere gli avvenimenti del passato, e soprattutto la nostra identità. L’opera dell’uomo non va dimenticata, dal momento che questa altro non è che la materializzazione del suo spirito geniale e soprattutto sociale. Oggi ripercorriamo la breve ma intensa storia dell’antica Ferrovia Sparanise – Gaeta, nota come Linea degli Aurunci.

La Ferrovia Sparanise – Gaeta: progresso tecnologico e militare

Ogni treno che parte, porta con sé delle promesse: arrivi, partenze, raggiungere una persona importante. Oltre però all’aspetto se vogliamo romantico dei treni, ve n’é uno che si fa portatore di valori diversi. La Ferrovia Sparanise-Gaeta fu infatti concepita in relazione alle politiche propugnate dalla Sinistra storica e dal Ministro Alfredo Baccarini, e vide la luce grazie ad un cospicuo finanziamento. Il desiderio di vedere realizzata una tale linea ferroviaria era pressante nelle autorità di allora, che avevano come obiettivo non solo quello di fornire un’alternativa alla Via Appia, ma anche di favorire strategie di carattere militare. La presenza di tale collegamento, infatti, consentiva agevoli approvvigionamenti di materiali alla fortezza di Gaeta.

Ferrovia Sparanise Gaeta - cartolina d'epoca

Sparanise, Stazione Ferroviaria

Ebbene, con suddetti presupposti non si poté che cominciare: nel 1890 si iniziò a costruire. La nuova tratta era nata dalla linea pre-unitaria Roma-Napoli (via Cassino) nella stazione di Sparanise, che proseguiva dopo circa 3 km verso il Bivio Gaeta. La Ferrovia permetteva di conseguenza il raggiungimento di diverse tappe, come Teano, Carinola, Sessa Aurunca, Minturno e Formia. Al capolinea poi (la città di Gaeta) le autorità predisposero l’installazione di una rimessa, e di una piattaforma girevole per l’inversione di marcia. La linea constava di un singolo binario, e per ovviare ai dislivelli presenti si ricorse a degli espedienti, come ad esempio il Viadotto del Pontone fra Formia e Gaeta. La Ferrovia Sparanise – Gaeta venne inaugurata ufficialmente il 3 maggio del 1892, con conseguente apertura al pubblico il giorno dopo. Rientrò nella Rete Mediterranea, e fu gestita dalla Società per le Strade Ferrate del Mediterraneo.

Fine di un’era: l’ascesa e la caduta

Il servizio della Ferrovia era allora di tre corse giornaliere, che col tempo divennero quattro, e il viaggio aveva una durata che andava dalle due ore e mezza alle tre ore. La Ferrovia Sparanise – Gaeta era l’emblema del progresso tecnologico, e divenne ancora più famosa quando venne inaugurato il primo tratto della linea direttissima Roma-Napoli. Questo garantiva infatti un percorso molto più veloce rispetto a quello Roma-Cassino-Caserta, e permetteva il collegamento delle zone del Basso Lazio con quelle campane. Questo sogno ad occhi aperti, dove i problemi sembravano un lontano ricordo, s’infranse presto. Dal 28 ottobre 1927 la linea Sparanise – Gaeta perse progressivamente la sua importanza. Nel 1932 venne soppresso il binario tra Formia e Minturno – Scauri, mentre la stazione di Formia fu divisa in Formia-Gaeta, e Sparanise-Minturno-Formia.

Le 25 arcate della Ferrovia Sparanise - Gaeta

Le 25 arcate della Ferrovia Sparanise – Gaeta

Colpo di grazia fu la Seconda Guerra Mondiale, che creò innumerevoli disagi sia alla popolazione che ai soldati. Questi infatti non riuscirono a salvare la linea dagli attacchi dei Tedeschi, che distrussero anche ventuno delle venticinque arcate del grande viadotto tra Formia e Gaeta. Per quanto la Ferrovia Sparanise – Gaeta sia oggi solo un mero ricordo, è impossibile non rendersi conto dell’enorme portata della sua creazione. La memoria di questo passato non deve mai scemare, poiché è solo rimembrando i fasti di un tempo che forse si può trovare la motivazione per rendere il nostro territorio ancora grande. Come sempre bisogna guardarsi indietro, per riuscire a produrre qualcosa di buono in futuro!

Marcella Calascibetta

Autore: Marcella Calascibetta

Scrivo dall’età di sedici anni, e (per fortuna) non ho mai smesso. Sono laureata con orgoglio alla Federico II di Napoli, città che amo e che mi diede i natali. Con mia grande gioia, ho avuto la possibilità di veder pubblicato il mio primo romanzo, dopo tanti anni che era rimasto segregato in un cassetto. Una frase che mi rispecchia? I sogni migliori si fanno da svegli!

La Ferrovia Sparanise-Gaeta: lo spettro invisibile della nostra storia ultima modifica: 2019-01-24T11:34:53+02:00 da Marcella Calascibetta

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