MITI E LEGGENDE

Roccamonfina e la sua leggenda d’amore: la principessa Fina

leggenda Fina Roccamonfina - ritratto di una donna

I luoghi suggestivi che ci circondano parlano di storia e di eventi passati, ma il loro racconto non si esaurisce in una mera rimembranza. Spesso l’atmosfera eterea che caratterizza questi ameni siti non è altro che l’effetto di ciò che è accaduto in un tempo senza tempo, dove la fantasia e la magia la fanno da padrone. Oggi anche noi (con somma modestia) proviamo a cantarvi «Le donne, i cavalieri, le armi, gli amori» propri di questa terra: scoprite con noi la leggenda della principessa Fina, di Roccamonfina!

L’Orto della Regina: storia e leggenda

La città di Roccamonfina, oasi rigogliosa dove la natura regna incontrastata, sembra più essere uscita da un libro di fiabe che far parte del mondo reale. Conserva da sempre un fascino particolare, che solo chi ha avuto la fortuna di conoscere può comprendere. Ricca di testimonianze storiche e di castagneti, oltre che di antiche nevere, Roccamonfina custodisce diverse leggende, che vengono ricordate ancora oggi con orgoglio. È vero, il mito si mescola sapientemente con la storia, ma il prodotto finale è degno di una terra tanto prodigiosa. Uno tra i siti più misteriosi è di certo l’Orto della Regina, di cui vi parlammo qualche tempo fa. Questo è composto da possenti mura megalitiche, ed assomiglia molto ad una fortezza militare di epoca pre-romana. In effetti, sulle stanche e vecchie pietre che occupano questo vetusto suolo aleggia una leggenda di amore e di estrema devozione.

L'Orto della Regina, sito di Roccamonfina legato alla principessa Fina (Foto di roccamonfina.net)

L’Orto della Regina, sito di Roccamonfina legato alla principessa Fina (Foto di roccamonfina.net)

C’era una volta (ci si conceda il vezzo di tale incipit narrativo) una principessa di nome Fina. La sua grazia era unica, e la sua bellezza la faceva assomigliare ad una dea. Degna progenie di Teles, Fina era la nipote dell’Imperatore romano Filippo l’Arabo. Quando Decio gli successe, Filippo decise di rifugiarsi presso i monti vulcanici assieme alla sua famiglia, e la zona prescelta fu proprio il territorio di Roccamonfina. Il motivo era che questo spazio appariva morfologicamente simile a quello di Alba Longa, antichissima provincia laziale. Questa, come Roccamonfina, possedeva una catena montuosa che sovrastava le valli circostanti: il posto perfetto per permettere al condottiero romano e ai suoi parenti di scampare alla furia di Decio. Filippo regnò dal 204 al 249 d. C., e in questa lunga reggenza fu costretto a fronteggiare diversi rivali. Il peggiore tra questi fu proprio Decio, uno dei suoi più fedeli generali.

Un amore senza pace: Decio e la bella principessa Fina

Con lo scopo di arrestare l’ascesa dell’usurpatore Tiberio Claudio Marino Pacaziano a capo delle regioni della Mesia e della Pannonia, Filippo l’Arabo commise l’errore di nominare padrone di quelle terre l’altro suo fidato generale, Gaio Messio Quinto Decio. Quest’ultimo avrebbe dovuto sedare le rivolte presenti nella zona, e punire tutti coloro che avevano sostenuto Pacaziano. I soldati fedeli a Pacaziano, però, pur di non cadere a loro volta vittime di Decio, lo designarono Imperatore. Egli, da sempre astuto condottiero senza scrupoli, non poté che accettare. Filippo a quel punto fu costretto così a tenere testa anche a Decio, militarmente superiore a chiunque altro. Nella battaglia del 249 a Verona, Filippo fu ucciso senza pietà. L’innocente figlio di Filippo, l’appena undicenne Saverio Filippo, fu nominato Cesare dopo la dipartita del padre.

Filippo l'Arabo, zio della principessa Fina di Roccamonfina

Filippo l’Arabo, zio della principessa Fina

Malauguratamente morì anche lui subito dopo, sgozzato da una guardia pretoriana. Decio poté così diventare a tutti gli effetti imperatore di Roma. Sembrava che nulla potesse scalfire l’agguerrito condottiero, tranne l’unica forza alla quale non poteva opporsi: l’amore. Regnò dal 249 al luglio del 251, e in questi anni conobbe la bellissima principessa Fina. Al primo sguardo, Decio fu rapito senza scampo da quell’incanto, e in seguito cercò la sua amata in ogni dove. Fina, secondo la leggenda, si era rifugiata proprio nell’Orto della Regina, protetta e al sicuro assieme ai suoi cari. La leggenda narra anche che il nome della città, Roccamonfina, derivi proprio da quello della nobile fanciulla. Per quanto gli studiosi diano più credito all’ipotesi per cui l’etimologia dell’area sia legata agli antichi culti pagani, ci piace pensare che la meraviglia di questi luoghi sia conforme a quella della deliziosa principessa Fina!

 

Fonte: https://www.v-news.it/roccamonfina-principessa-fina

 

Marcella Calascibetta

Autore: Marcella Calascibetta

Scrivo dall’età di sedici anni, e (per fortuna) non ho mai smesso. Sono laureata con orgoglio alla Federico II di Napoli, città che amo e che mi diede i natali. Con mia grande gioia, ho avuto la possibilità di veder pubblicato il mio primo romanzo, dopo tanti anni che era rimasto segregato in un cassetto. Una frase che mi rispecchia? I sogni migliori si fanno da svegli!

Roccamonfina e la sua leggenda d’amore: la principessa Fina ultima modifica: 2019-03-11T11:37:40+01:00 da Marcella Calascibetta

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