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La Grotta di San Michele: a Liberi la natura si sposa con la fede

Nel corso dei secoli, la fede e la spiritualità non si sono limitate alle chiese e ai monasteri. Ogni anno milioni di pellegrini e devoti si recano in luoghi in cui la natura regna incontrastata, ma dove anche l’animo trova ristoro. Per nostra grande fortuna, nel territorio casertano ce ne sono svariati, tra cui uno di grande energia evocativa: la Grotta di San Michele. Questa caverna, sita nel comune di Liberi, attira e incanta ancora oggi per la sua peculiarità e bellezza.

La Grotta di San Michele: le rocce parlano!

La tradizione vuole che la splendida Grotta di San Michele sia stata consacrata tra l’862 e l’866 da Landolfo e Ilario, rispettivamente il vescovo di Capua e di Teano. Il vescovo Landolfo fece tutto questo in onore dell’Arcangelo Michele, poiché l’8 maggio dell’859 aveva vinto con coraggio la sua lotta contro il duca Sergio di Napoli. Landolfo desiderava fondare un santuario per ricordare questa sua vittoria, così come avevano fatto anche i longobardi con quello di San Michele al Gargano.  Questo luogo incantato stupisce già nell’istante in cui si varca la soglia rocciosa. Alla sinistra dell’ingresso vi è un bassorilievo raffigurante l’Arcangelo Michele, che veglia sui visitatori.

Stalattiti della Grotta di San Michele (Foto dii Clarus)

Stalattiti della Grotta di San Michele (Foto di Clarus)

Quando si solleva lo sguardo, si possono ammirare rocce di qualsiasi forma e dimensione, le quali ornano la volta. Sembra quasi di trovarsi in una favola: abbiamo un serpente, un cavolfiore, la testa di un agnello, tutte rigorosamente in pietra. Insomma, le rocce della grotta di San Michele parlano, e hanno anche molto da dire. La potenza evocativa di questo luogo è impressionante, e chiunque vi si rechi non può non rimanere estasiato. Sulle pareti, man mano che il tunnel si restringe, si possono scorgere ancora altre figure: chi si è avventurato, racconta di aver visto durante il percorso rocce a forma di ali. Queste ali sarebbero quelle dell’Arcangelo Michele, e, sempre in quella zona, si possono ammirare anche un tavolo e delle sedie formati da stalattiti.

Le leggende della grotta: mistero e fantasia

Al di là della noiosa realtà, ci sono tantissime leggende che concorrono a far apparire la Grotta di San Michele a Liberi un posto magico, ricco di suggestione. Uno di questi simpatici racconti vuole che vi sia una stalattite a forma di conchiglia dalle capacità sbalorditive. Questa sarebbe infatti in grado di restare immobile in presenza di figli legittimi, mentre si restringerebbe in presenza di figli adulterini. Non solo, vi è anche quella che è da considerare come il pezzo forte della collezione di rocce presenti nella caverna. Si narra che vi sia una statua a forma di busto di donna, con una mammella zampillante. Dal capezzolo sgorgherebbe acqua considerata santa, che si raccoglie in una sorta di mortaio dal quale si può attingere. Secondo la tradizione, il seno della donna nella roccia non deve essere assolutamente toccato.

Una delle rocce della Grotta di San Michele, dalla forma particolarissima (Foto di guideslow.it)

Una delle rocce della Grotta di San Michele, dalla forma particolarissima (Foto di guideslow.it)

Si legge in merito: «Nessuno osa toccare la più turgida (mammella), nel timore che dissecchi come quella sinistra inaridita dalla mano di un peccatore, e gli anziani prestano attenzione nel tener lontane le mani dei giovani tentati al tocco di quella stalattite turgida invitante, attribuita alla Madonna». Una grotta che ispira sia momenti di contemplazione che di tentazione carnale, a quanto pare! Vige infine il divieto di raccogliere l’acqua, o meglio di farlo solo tramite lo scuorzo, un attingitoio formato da corteccia di albero. La Grotta di San Michele quindi non è solo meta di fedeli, ma anche di curiosi amanti della tradizione popolare. Andate voi stessi ad ammirare questo luogo, e a farvi trasportare nel suo incanto!

 

Marcella Calascibetta

Autore: Marcella Calascibetta

Scrivo dall’età di sedici anni, e (per fortuna) non ho mai smesso. Sono laureata con orgoglio alla Federico II di Napoli, città che amo e che mi diede i natali. Con mia grande gioia, ho avuto la possibilità di veder pubblicato il mio primo romanzo, dopo tanti anni che era rimasto segregato in un cassetto. Una frase che mi rispecchia? I sogni migliori si fanno da svegli!

La Grotta di San Michele: a Liberi la natura si sposa con la fede ultima modifica: 2018-06-04T12:39:27+00:00 da Marcella Calascibetta

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