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I culti pagani in provincia di Caserta, tra fascino e storia antica

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Sebbene il cristianesimo rappresenti ormai il principale ceppo religioso del meridione, diversi culti si sono succeduti nel corso dei secoli. Queste antichissime credenze hanno caratterizzato svariate province della Campania, in particolare quelle casertane, infuenzandone così il background culturale. Infatti nel nostro territorio le testimonianze di tali devozioni sono ravvisabili un po’ ovunque, serve solo guardarsi intorno e diventare abili osservatori. Oggi vi parliamo dei culti pagani che, nonostante il passare del tempo, sanno ancora affascinare ed illuminarci sulle origini della nostra terra.

Capua, la regina dei culti pagani

Tra tutte le zone di Caserta interessate dai culti pagani, l’antica città di Capua rappresenta di certo un esempio di primus inter pares. Questa storica provincia s’identifica infatti con la culla delle credenze pagane e delle loro divinità. Basti pensare all’imponente Monte Tifata, rinomato luogo di caccia, dove un tempo era collocato il famoso tempio in onore della dea Diana. Fortunatamente del magnifico santuario sono rimaste alcune testimonianze, tra cui iscrizioni lapidarie inerenti alle terme, e affreschi romani raffiguranti la conturbante divinità. In realtà il possente Tifata era originariamente dedicato a Giove, il dio per eccellenza: la presenza del tempio di Giove tifatino ne è la chiara dimostrazione.

Splendida prospettiva del Monte Tifata, fulcro dei culti pagani campani

Splendida prospettiva del Monte Tifata, fulcro dei culti pagani campani

Il popolo campano aveva in effetti una predilezione per Giove. Si riteneva persino che i fulmini e le saette che illuminavano il Monte Tifata provenissero dalla canuta divinità. Oltre ai culti pagani classici, ve n’erano altri di diversa origine. In territorio capuano moltissimi santuari erano infatti dedicati alle divinità orientali, egiziane ed italiche. Non si stenta a crederlo, dal momento che sono proprio i siti archeologici emersi nel tempo a testimoniarlo. Le piccole statue votive (come la Matres Matutae) venivano rappresentate con dei neonati tra le braccia, in segno di amore e di fertilità. Nella zona orientale di Capua, poi, si registrano il tempio di Cibele, ed una suggestiva cripta dedicata al dio Mitra. Una curiosità relativa al sistema di numi romani tanto amati dagli antichi casertani è riscontrabile nell’antica Capua, che oggi corrisponde alla zona di Santa Maria Capua Vetere.

Le origini pagane: i culti e i templi

Anche la toponomastica svela l’amore per gli antichi culti: diverse aree venivano persino realizzate per evocare l’immagine degli dei dell’Olimpo! Nella Dissertazione istorica sull’antica esistenza di un tempio di Apollo in Casapulla, l’abate Vincenzo Maria Natali-Sifola ipoitizzò che sui monti Tifatini si venerasse anche Apollo, da cui il nome Casapulla, cioè la Casa di Apollo. Proseguendo in questo breve excursus troviamo Casagiove, il cui nome deriverebbe da Pago Giovio (il pagus indicava circoscrizione territoriale accentrata su luoghi di culto locale). Il tempio era stato collocato tra quello di Giove sul monte Tifata e la porta di Giove dell’antica Capua. Nei pressi di questo santuario si trovava anche il Pago Ercolaneo (l’attuale zona di Ercole).

La bellissima Dea Diana in una tela del Guercino

La bellissima Dea Diana in una tela del Guercino

La stessa Caserta, invero, vanta un nome con origini pagane. L’etimologia infatti colloca l’appellativo della città in epoca longobarda, dal termine tedesco Hirsch, cioè cervo. Non è bizzarro crederci, dal momento che nell’area capuana si adorava una cerva, in quanto simbolo della dea Diana. Casairta, ovvero il nome che i longobardi le assegnarono, significa infatti proprio tempio della cerva. Anche Cellole è stata investita di tale onore storico, poiché il suo epiteto sarebbe una corruzione del termine Casacerere, richiamo al tempio della dea Cerere. Così anche il territorio casertano entra di tutto diritto a far parte di quello che era (e sarà sempre ricordato) come l’immenso e incomparabile Impero Romano. Un piccolo assaggio di eterno, a pochi passi da noi!

Marcella Calascibetta

Autore: Marcella Calascibetta

Scrivo dall’età di sedici anni, e (per fortuna) non ho mai smesso. Sono laureata con orgoglio alla Federico II di Napoli, città che amo e che mi diede i natali. Con mia grande gioia, ho avuto la possibilità di veder pubblicato il mio primo romanzo, dopo tanti anni che era rimasto segregato in un cassetto. Una frase che mi rispecchia? I sogni migliori si fanno da svegli!

I culti pagani in provincia di Caserta, tra fascino e storia antica ultima modifica: 2018-12-28T11:01:27+02:00 da Marcella Calascibetta

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