ALLA SCOPERTA DELLA REGGIA

Il Giardino inglese: viaggio nel gioiello della Reggia

angolo di paradiso alla reggia di caserta: il giardino inglese

Una delle caratteristiche più importanti della Reggia di Caserta risiede sicuramente nella varietà delle opere presenti nell’immenso parco. Ecco quindi spuntare fontane, laghi o addirittura castelli in cui venivano simulati veri e propri assedi. E tra i luoghi più suggestivi, merita una menzione speciale il Giardino inglese. Al suo interno trovano dimora meraviglie senza tempo, circondate da un patrimonio floreale di assoluto prestigio.

Un giardino di paesaggio per la Reggia di Caserta

Alla fine del vialone centrale, conosciuto anche come via dell’acqua, ci si imbatte nella Fontana di Diana e Atteone. Sulla destra, lasciandosi il palazzo alle spalle, si cela il Giardino inglese. Un piccolo parco dentro il parco, protetto da un’elegante cancello e da un lungo muro che ne delimita il perimetro. Al suo interno diverse stradine si perdono tra piante e fiori provenienti da ogni parte del mondo, proiettando il visitatore in un viaggio di colori e profumi. Ma chi è l’autore di tutto questo?

i fiori del giardino inglese della reggia di caserta

Foto by Francesco Norcia

A progettare il Giardino inglese fu Carlo Vanvitelli, figlio dell’architetto della Reggia, e il giardiniere britannico John Andrew Graefer. Entrambi agirono su volontà della regina Maria Carolina, desiderosa di realizzare un qualcosa che superasse la bellezza del Petit Trianon, il parco della Reggia di Versailles e motivo di vanto di sua sorella Maria Antonietta. Ecco quindi la creazione di un giardino in cui paesaggio era la parola chiave. I lavori iniziarono nel 1785 ed in pochi anni furono realizzati stagni, torrenti, colline e laghetti, coprendo una superficie totale di circa 24 ettari. Il tutto alimentato dall’Acquedotto Carolino, che garantiva un rifornimento costante di acqua pura e fresca. Oltre alle bellezze naturali, seguendo la moda inglese che stava diffondendosi in tutta Europa, il giardino fu arricchito con vari elementi architettonici: piccoli angoli per riposarsi durante il tour e serre per lo studio e la conservazione di alcune piante rarissime.

Tra piante, fiori e rovine: viaggio nel Giardino inglese

Tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento la corrente del Neoclassicismo influenzava gran parte degli artisti in tutta Europa. Ne è un chiaro esempio la Reggia di Caserta, realizzata in pieno stile barocco e neoclassico. Anche il Giardino inglese subì il fascino dei fasti di un tempo, grazie soprattutto all’influenza degli scavi di Pompei ed Ercolano iniziati pochi decenni prima e finanziati proprio dai Borbone. Alcuni di quei ritrovamenti furono collocati all’interno del giardino stesso, come la stupenda sezione del Criptoportico. Si tratta di un ninfeo circolare in cui è possibile ammirare diverse opere recuperate dagli scavi romani. Un piccolo stagno occupa la parte centrale, in cui è adagiata – sopra una roccia – la statua di Venere realizzata da Tommaso Solari.

il bagno di venere del giardino inglese presso la reggia di caserta

Il Bagno di Venere – Foto by Luigi Desiato

Poco distante è possibile perdersi nel Boschetto del labirinto. Piante e fiori di ogni genere circondano un suggestivo stagno di ninfee. Al suo interno svettano due piccole isole: una caratterizzata da un piccolo padiglione che offre riparo alle anatre, l’altra con i resti di un antico tempio romano a farsi largo tra la vegetazione.

Esemplari botanici da ogni parte del mondo

I tanti viali si perdono nel verde del Giardino inglese, portando il visitatore a scoprire le meraviglie di Madre Natura. Girato l’angolo è possibile ritrovarsi in una piccola foresta di bambù. Non molto lontano altre specie asiatiche colorano il paesaggio, come la prima pianta di Camelia Japonica arrivata in Europa su volontà della regina stessa.
Per curare tutto questo, Graefer fece costruire una serra ed una palazzina all’interno del complesso. In questa struttura a due piani, il britannico poteva monitorare lo stato delle piante e studiarle. Proprio durante la sua permanenza alla corte borbonica, Graefer realizzò parte del suo Catalogo descrittivo di oltre millecento Specie e Varietà di Piante Erbacee e Perenni.

uno degli alberi più caratteristici del giardino inglese

Nel XIX secolo Giovanni Gussone e Achille Terracciano, due illustri botanici del periodo, si presero cura del Giardino inglese, rinominandolo Real Orto Botanico di Caserta. Qui continuarono gli studi e l’osservazione delle migliaia di specie botaniche presenti, scongiurando il rischio di abbandono dopo l’Unità d’Italia.
Oggi questo piccolo paradiso è considerato una delle sezioni più prestigiose di tutta la Reggia di Caserta. Migliaia di visitatori si recano qui ogni anno, ammirando indisturbati alberi secolari, fiori dai colori accesi e opere uniche nel loro genere. Uno spettacolo da non perdere, soprattutto con l’inizio della bella stagione.

Gabriele Roberti

Autore: Gabriele Roberti

Affascinato da sempre dal Lato Oscuro della Forza, abbandona in tenera età l’idea di diventare un Sith. Da quel momento ha iniziato a dedicarsi ad altro: gli studi, il lavoro, le ragazze e i tornei a Fifa. Dopo la laurea in lettere ha iniziato a scrivere senza sosta, arrivando a vedersi pubblicato su vari siti e blog come italiani.it.
Sogna un viaggio in estremo oriente, e di provare almeno una volta tutte le cucine del pianeta. In attesa ovviamente di una chiamata da Lord Fener…

Il Giardino inglese: viaggio nel gioiello della Reggia ultima modifica: 2018-03-22T11:26:08+00:00 da Gabriele Roberti

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