ARTE STORIE CASERTANE

De Angelis e il Vizio della Speranza: anche a Castel Volturno può rinascere il bene

Riprese Il Vizio Della Speranza

Il Vizio della Speranza, il nuovo film di Edoardo Eddy De Angelis ambientato nel comune di Castel Volturno è uscito nelle sale il 22 Novembre. Già dalla prima settimana di programmazione il film ha riscosso buoni risultati al botteghino con incassi da 132mila euro. Un successo preannunciato dal Premio del pubblico al Festa del Cinema di Roma e dal Premio per la Migliore Regia al Tokyo International Film Festival. Varcando così i confini nazionali, De Angelis porta la provincia di Caserta ancora una volta sugli schermi di tutto il mondo.

Castel Volturno: anche grazie al Vizio della Speranza il bene può rinascere

Dopo Perez e Indivisibili, il regista casertano torna a girare sul litorale domizio, presso la foce del fiume Volturno. Con lui negli ultimi anni anche Garrone con il suo Dogman (precedentemente con Gomorra) e i Manetti Bros con alcune scene di Ammore e Malavita scelgono Castel Volturno.

una scena dal film il vizio della speranza

Ci sono luoghi che l’industria del cinema ama e sceglie più di altri per la loro particolarità e ciò riescono a trasmettere. Uno di questi è sicuramente Castel Volturno: come la definisce lo stesso De Angelis una vera e propria terra di mezzo. Attraversata dal fiume, questa è divisa tra ville ricche e benestanti e scenari più poveri e degradati, sotto lo stesso cielo, a pochi metri. Il Volturno, il fiume più importante dell’Italia Meridionale, in questa zona è caratterizzato dalle reti a gru e dalle poche imbarcazioni ancora presenti di pescatori di spigole che fanno pesca manuale. In questo contesto, dalla metà degli anni ’90, si è formata una numerosa comunità di immigrati, facendone uno dei centri più multietnici di Italia. In questo microcosmo di convivenza abbastanza pacifica, la vera differenza non è tra neri e bianchi ma tra giustizia e ingiustizia, sfruttati e non. E mentre solitamente la durezza di una vita povera divide per Maria, protagonista del film interpretata magistralmente da Pina Turco, moglie di De Angelis, unisce.

una scena tratta da il vizio della speranza

La speranza è un vizio che nessuno riesce a togliersi completamente

Il film inizia con questa citazione dello scrittore Giorgio Scerbanenco: «anche la speranza è un vizio che nessuno riesce a togliersi completamente». La scena successiva è quella di una bambina, Maria da piccola, che è nel fiume, dopo aver subito una violenza che la condizionerà per sempre. Passano gli anni e Maria è cresciuta, è diventata una donna e vive ancora tra il fiume e il mare. Al fiume deve tutto nel bene e nel male: ciò che è stata, ciò che è ora e quello che sceglierà di diventare alla fine. Maria è una traghettatrice di donne che vendono il proprio corpo per il traffico illecito di bambini gestito da una mammana, interpretata da Marina Confalone.

Marina Confalone

La vita scorre sempre uguale, tra il lavoro che svolge con distacco emotivo e la sua famiglia, composta dalla madre (Cristina Donadio) e dalla sorella. Ma succederà qualcosa che ribalterà l’ordine naturale degli eventi, cambiando completamente la visione della vita di Maria e mettendo in discussione tutto quello che fa. Maria decide di rischiare per qualcosa che sarà definitivo in nome di una speranza che finalmente inizia a germogliare in lei, come una nuova vita. Questa tensione emotiva terrà lo spettatore sospeso fino alla fine del film, che si conclude con una scena che rimanda a un tema biblico. Così, grazie al vizio della speranza e al ritrovato amore per se stessa Maria cambia il suo destino che le sembrava apparentemente immutabile.

Pina Turco in il vizio della speranza

Musica, letteratura e associazionismo ne Il Vizio della Speranza

Questo successo cinematografico, come spesso accade quando i registi sono anche sceneggiatori, è diventato un libro edito da Mondadori ed uscito il 21 Novembre. A ciò si aggiunge la colonna sonora originale di Enzo Avitabile, famoso per aver ridato lustro alla tradizione dei bottari di Portico di Caserta. Il Vizio della Speranza è quindi un film dalla realizzazione tutta casertana. Il regista stesso lo reputa un film rivoluzionario: partendo dalla ribellione di Maria si arriva ad un cambiamento e a una parziale sconfitta del male. È quello che, in territori complicati come Castel Volturno operano il Centro Fernandes e don Antonio Guarino insieme ad altre realtà associative. La speranza può rinascere, ce l’ha dimostrato anche Maria.

Benedetta De Rosa

Autore: Benedetta De Rosa

Nata a Caserta e vissuta in provincia, i primi ricordi felici che ho sono nel Parco della Reggia, che mi ha insegnato l’amore per l’arte e la bellezza.
Appassionata di libri, musica e cinema, ho studiato archeologia per poi passare al “lato oscuro” della letteratura. Collaboro con varie testate giornalistiche ma non so ancora cosa farò da grande.
Anche se il sogno è quello di poter lavorare per Alberto Angela.

De Angelis e il Vizio della Speranza: anche a Castel Volturno può rinascere il bene ultima modifica: 2018-11-30T11:29:03+00:00 da Benedetta De Rosa

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