PRODOTTI TIPICI E RICETTE

La castagna di Roccamonfina: patrimonio da non perdere

Castagna Di Roccamonfina

Adesso che siamo entrati ufficialmente nella stagione dell’autunno, la situazione enogastronomica si fa ancora più interessante. Nuove ricette, nuovi sapori e nuovi prodotti sono i protagonisti delle nostre tavole: fra questi, impossibile non parlare della castagna di Roccamonfina. Situata sulle pendici orientali del Monte Croce, all’interno dell’omonimo vulcano, Roccamonfina è completamente avvolta e circondata da castagneti. Dalle differenti tipologie, ed altrettante qualità nutritive, le castagne hanno radici che affondano nella leggenda, echi di tempi umili ed antichi. Denominate il pane dei poveri, dalla particolare attenzione nel metodo di raccolta, la castagna di Roccamonfina è una leccornia assolutamente impossibile da perdere!

La leggenda e il metodo di raccolta

Si narra che la nascita dei castagneti sia legata ad un episodio di forte credenza religiosa. Nei pressi del santuario della Madonna dei Lattani, vive ancora un antico castagneto piantato intorno al 400 a.C., il cui piantatore è stato San Bernardino di Siena. Il Santo, venuto in pellegrinaggio presso il complesso religioso, avrebbe piantato il seme del castagno per poter attestare la volontà di Dio. In brevissimo tempo, questo germogliò, testimoniando il responso divino e dando avvio alla produzione secolare delle castagne.

Roccamonfina Di Notte Foto Di Enzo Merlino

Roccamonfina di notte. Foto di Enzo Merlino

Ma come avviene il raccolto? Per la maggior parte delle castagne, eccetto per la Tempestiva di cui vi racconteremo dopo, il periodo di raccolta va dalla metà di Ottobre all’inizio di Dicembre. Tradizione che appartiene un po’ a tutti gli abitati di Roccamonfina, è quella di dedicare intere giornate alla raccolta, munendosi di ampie ceste di vimini nelle quali trasportare le castagne. Tutto ciò che ancora non è caduto dal ramo non si raccoglie, in quanto acerbo. L’attenzione è rivolta esclusivamente ai piedi del castagno, dove vi si trovano i ricci. A tal proposito, un antico detto popolare recita «una al padrone, una al contadino e una ai poveri», in quanto in ognuno di questi ricci vi sono 2-3 castagne. Nel cadere, i ricci si rompono da soli o, in caso contrario, è necessario fare una leggera pressione con un bastoncino per farli aprire.

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Una volta raccolte, altra operazione necessaria è distinguere i frutti buoni da quelli marci. Una castagna buona la si riconosce essendo di colore uniforme, soda ed intatta. Le avariate presentano spesso forellini sulla buccia o un colore opaco poco convincente. Infine, un vecchio metodo della nonna ci permette di non poter assolutamente sbagliare: basterebbe immergere tutte le castagne in una bacinella d’acqua fredda, tutta la notte. Il giorno dopo, le marce saranno salite a galla, mentre il frutto buono sarà fermo ed ancora sul fondo!

Le differenti tipologie

Come abbiamo detto prima, la raccolta ha inizio a metà Ottobre; tuttavia, l’area produttiva di Roccamonfina presenta una variante particolare e degna di nota: la Tempestiva. Il motivo per cui è chiamata così risiede nel fatto che è la prima tipologia di castagna che matura in Italia, con enorme anticipo rispetto alle altre. Già da inizio Settembre le Tempestive cadono dai rami, preannunciando la venuta dell’autunno. Dal sapore dolce, di medie dimensioni, è la variante che, più di tutte, è indicata per la caldarrosta. Roccamonfina, infatti, è la patria delle nostre amate caldarroste: il loro nome trae la radice da un probabile suono onomatopeico, ovvero vrole, tanto che la padella per arrostirle si chiama vrollaro.

Arrosto

Caldarroste nel «vrollaro»

Altre tipologie che possiamo rinvenire a Roccamonfina sono la Napoletana, o Riccia, che matura dall’inizio della terza decade di settembre alla prima di ottobre, e la Paccuta, o Paccona, che presenta frutti grossi, di forma molto regolare a maturazione medio precoce, dal sapore non molto dolce. Altre tipologie sono da segnalare, anche se non provengono strettamente dai castagneti di Roccamonfina: sono la Verdosca, la Marzatica o Mazzara, la Mercogliana la Pezzutella, la Mirannella, la Lata la G. Ionta o Ionta, la Rossolella e la San Pietro.

Per concludere, la produzione delle castagne abbraccia ben 9 comuni del Casertano nella fascia compresa fra il Garigliano e il Volturno. Un inestimabile tesoro della terra, che deve la sua fortuna all’antico cratere vulcanico, capace di donare al terreno fertilità ed abbondanza di sali minerali. Non a caso, la castagna di Roccamonfina è in attesa di ricevere l’IGP (indicazione geografica protetta), che ufficializzerebbe definitivamente la sua fierezza campana.

Proprietà nutritive ed effetti benefici

Castagne

Le castagne sono definite da sempre il pane dei poveri. Umili frutti della terra, la loro polpa presenta numerosi effetti benefici e qualità nutrienti. Tali frutti contengono sali minerali importanti come fosforo e potassio, oltre alle vitamine B2 e PP, fondamentali per la salute dei tessuti. Inoltre hanno una buona percentuale di fibre e acido folico, in grado di prevenire alcune malformazioni nel feto, motivo per cui le castagne sono consigliate durante la gravidanza. Tuttavia, per l’alta percentuale di carboidrati bisogna mangiarne con moderazione.

Una serie di qualità per le quali le castagne dovrebbero essere presenti sulla nostra tavola più di una volta a settimana. Soprattutto nei periodi di stress e stanchezza, mangiare le castagne può rivelarsi infatti un ottimo rimedio naturale, anche per i casi di inappetenza o di una un’alimentazione ricostituente. Sono poi ancora più salutari per chi fa abitualmente sport. Estendendo l’attenzione anche alle foglie e alla corteccia del castagno, queste sono un toccasana per combattere la tosse e disinfettare le vie respiratorie, tramite la preparazione di un caldo infuso. Infine, un piacevole rimedio di bellezza: la polpa  può trasformarsi in un’ottima crema da utilizzare come detergente o maschera emolliente per il viso.

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Zuppa di fagioli, funghi e castagne

Inutile dire che svariati sono gli usi che vengono fatti della castagna in cucina: tradizionale e dolcissimo (anche se non di origini del tutto italiane) è il salame di cioccolato; o ancora la più calda e sostanziosa zuppa di fagioli, funghi e castagne. Squisitezze che in ogni caso potrete assaggiare durante i diversi festeggiamenti che avverranno a Roccamonfina, per tutto il mese di Ottobre; anche quest’anno, infatti, avrà luogo la celeberrima Sagra della Castagna e del Fungo, giunta alla 42°esima edizione. Un’occasione di gusto e gioia da non perdere assolutamente!

Giulia Gelsomino

Autore: Giulia Gelsomino

Inseguitrice poco atletica di chimere, laureata in Giurisprudenza, leggo il mondo e scrivo baggianate per passione, mangio cioccolata e ingurgito serie tv. Nei miei rari contatti con la realtà, scatto foto e racconto della Caserta che amo.
In attesa di accalappiare la chimera giusta, sia chiaro.

La castagna di Roccamonfina: patrimonio da non perdere ultima modifica: 2018-09-24T18:24:24+00:00 da Giulia Gelsomino

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