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La Chiesa di San Francesco ad Aversa, una tesoro da scoprire

San Francesco Delle Monache Interno

Aversa non è solo una cittadina in provincia di Caserta. Non è nemmeno solo la prima contea normanna d’Italia. Si dice abbia ben cento chiese, ma a noi sembrano essercene di più, ed è così che abbiamo perso il conto. Tra queste, ne raccontiamo una davvero singolare. Un vero e proprio scrigno di storia e decorazione, di antichità e capolavori ritrovati, di fasti e potere: la Chiesa di San Francesco delle monache.

Mille storie per la Chiesa di San Francesco

Le origini del complesso monumentale di San Francesco vedono come protagoniste le Clarisse. Donne obbedienti alla povertà, appartenenti a famiglie importanti come i Rebursa, nobili come Altrude e Margherita, madre e moglie di Riccardo, che lo vedono decapitato in piazza Mercato a Napoli come responsabile delle rivolte degli Svevi contro gli Angioini. Risparmiate alla stessa sorte, si ritirarono in preghiera al castello d’Aversa, su cui sorse il Monastero delle Clarisse di San Francesco. L’unione delle opere di queste donne intelligenti e dell’amico personale di San Francesco, Giovanni IV Lamberto, faranno sì da garantire lunga vita e una tradizione di grandi artisti al complesso monastico.

Chiesa di San Francesco ad aversa - interni
L’interno della Chiesa di San Francesco delle monache ad Aversa – foto Nicola Maddalena

L’elemento religioso, nel corso dei secoli ha dunque preso il posto dello spirito guerriero dei Normanni; feudalesimo e monachesimo avranno così la meglio fino a Carlo di Borbone.
Ben sette secoli di storia corrono tra le mura della Chiesa. Essa sorse in una zona anticamente abitata da pescatori, lungo il fiume Clanio, poi prosciugato. L’ingresso nella cinta muraria della città, fece sì da ampliare il complesso che oggi conserva il suo lato romanico nell’antico chiostro, luogo di pace e ristoro. Le sue volte, totalmente affrescate, ripercorrono secoli di storia. Infatti, dagli affreschi bizantini, passiamo al trecentesco stile del Cavallini, ricordando la volta della Chiesa della Madonna di Casaluce, non molto distante dal centro.
Un tuffo nella storia non indifferente, se pensiamo che il chiostro è tra i pochi ad aver conservato al meglio questo tipo di affreschi, di solito sacrificati per far posto al Barocco napoletano.

Chiesa di San Francesco ad aversa - chiostro
Il Chiostro di San Francesco delle monache ad Aversa – foto Nicola Maddalena

Il tesoro Barocco della Chiesa di San Francesco delle monache

Ed eccoci giunti alla metà del Seicento, un periodo complesso ma terribilmente affascinante, ricco di contraddizioni, ma anche di innovazioni. Dopo il terremoto religioso scatenato dalle critiche protestanti, anche ad Aversa si chiamano i massimi artisti del tempo per dare un nuovo look alla chiesa. Un esempio il Ribera, allievo del Caravaggio, che con il suo “San Francesco in estasi,” sul grande altare marmoreo, ci riporta al “tenebrismo” del Maestro.

Chiesa di San Francesco ad aversa - altare
L’altare maggiore e Il San Francesco in estasi di J. De Ribera – foto Nicola Maddalena

Tra le tele, tutte di grande bellezza, quella di Pietro da Cortona con la sua “Natività“, illumina di luce abbagliante lo spazio sacro. Una grandissima scoperta, che ha visto la presenza del critico Sgarbi, è stata la mano del Guercino per la tela “l’Assunzione”, da poco restaurata. A completare il tutto, preziosi marmi di madreperla, turchese e lapis, che riproducono uccellini, piante e fiori in vasi scultorei, secondo lo stile del famoso artista attivo a Napoli, Cosimo Fanzago.
Tante altre bellezze vi aspettano in questa chiesa dalle mille sorprese, dunque avete ancora dubbi sul perché visitarla?

La “doppia morte” delle monache dello “Scolatoio

Nei sotterranei della Chiesa di San Francesco delle monache c’è un vecchio scolatoio. È una camera buia, con una serie di sedili in pietra. L’antica usanza della “doppia mortesi praticava soprattutto in Italia Meridionale e prevede la presenza di questa cripta per il corpo di frati e di monache. Il rito consisteva nel porre i loro cadaveri sui sedili forati al centro, che con vari canali di scolo, consentivano di depositare le parti liquide in vasi. Il senso di tale pratica spiega come solo le ossa si credessero l’elemento più puro del corpo, tanto da doverle conservare e depositare nella nicchia. La carne, si sa, da sempre l’elemento debole, doveva decomporsi e liberare ciò che restava del corpo.

Chiesa di San Francesco ad aversa - marmi
Un esempio di tarsie marmoree a San Francesco delle monache ad Aversa – foto Nicola Maddalena

Ecco allora che la scolatura rappresentava unadoppia morte, perché interpretava gli stadi di purificazione dell’anima nel suo viaggio all’ aldilà. Quindi, ogni giorno, finché il corpo non era completamente essiccato, le monache dovevano recarsi nella camera al buio e pregare per le sorelle scolate. Ora che lo sapete, quando vi dicono “puozze scula’“, potete pure mandarli a quel paese.

Per le foto si ringrazia Giacomo Diana e Nicola Maddalena.

Linda Maisto

Autore: Linda Maisto

Raccoglitrice di tulipani rossi, rincorre chimere con la speranza di non coglierle mai. Dopo aver letto guide utili su come catturare nuvole e come parlare ai pettirossi, sceglie di tornare coi piedi per terra e si laurea in archeologia e in storia dell’arte, scrive di curiosità, storie, bellezze
La Chiesa di San Francesco ad Aversa, una tesoro da scoprire ultima modifica: 2019-11-20T11:07:37+01:00 da Linda Maisto

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