MONUMENTI

L’anfiteatro di Alife: tesoro nascosto riportato in vita

Alife

Il Colosseo non è l’unico anfiteatro romano d’Italia. La provincia di Caserta ne vanta più di uno, come quello che sorgeva ad Alife, dove anni fa ne sono stati individuati gli antichi resti. Grazie all’impegno profuso, l’anfiteatro è stato in parte ricostruito, restituendo a tutti un tesoro di storia per troppo tempo rimasto sepolto. Ma quali sono state le tappe di questa ricostruzione? Com’era fatto in origine l’anfiteatro? Questo e molto altro abbiamo cercato di scoprire su questo imponente monumento.

Alife e la sua storia

Alife è una piccola cittadina che sorge nella valle del Volturno. Riguardo alle sue origini, si narra che nel V secolo a.C. gli Osci occupassero il territorio alifano ma, dopo uno scontro, esso cadde nelle mani dei Romani. In età longobarda sorse il Ducato di Benevento, composto da 24 contee. Una di esse era Alife che, una volta diviso il Ducato, acquistò la propria autonomia.

Alife

Antiche mura romane della città di Alife

Nel XII secolo, la città fu governata dal conte Rainulfo III, che fuggì in seguito a contrasti con il cognato, il quale ordinò di bruciare la città. Da allora, Alife perse di importanza e si convertì in feudo, retto da varie dinastie di feudatari. Dopo l’Unità d’Italia, fu annessa alla provincia di Caserta ma, durante la II guerra mondiale, fu bombardata dagli americani, che distrussero il centro storico. Finita la guerra, i cittadini che si erano arroccati sulle vicine montagne, ritornarono in città e la ricostruirono.

L’anfiteatro riportato alla luce

Il processo che ha portato alla scoperta dell’anfiteatro di Alife è stato piuttosto graduale. A seguito di segnalazioni riguardanti l’ineguale crescita della vegetazione in una determinata zona della città, la Soprintendenza decise di intervenire con una serie di scavi. In tal modo, fu possibile individuare con precisione il sito del monumento. Ad oggi è stata riportata alla luce la metà meridionale. Quella settentrionale, invece, è rimasta esclusa dai vari interventi, poiché soggiace sotto strade e palazzi. Ciò che salta subito all’occhio è l’imponenza del monumento, che doveva essere alto circa venti metri. Esso era abbastanza capiente da ospitare non solo gli alifani, ma anche un pubblico proveniente dalle vicine comunità agricole.

Alife

L’anfiteatro oggi

Al centro dell’anfiteatro c’era l’arena: pianura di sabbia dalla forma ovale alla quale si accedeva tramite due porte. Dalla prima uscivano i gladiatori caduti sul campo, dall’altra, invece, il corteo di gladiatori aveva accesso nell’arena. A partire dal VII secolo, Alife visse un momento di grande sviluppo grazie al Conte di Drengot, nobile normanno che ristrutturò la città. Così, l’anfiteatro fu smembrato pietra su pietra e i suoi resti furono sciolti in un forno. Al suo posto sorse una cava per la produzione della calce.

Gladiatori in azione

Grazie al ritrovamento di due iscrizioni del II secolo d. C, sappiamo che il duoviro Lucio Fabio Piro ebbe una rapida ascesa politica. Per tradizione, chi otteneva una carica pubblica, doveva offrire uno spettacolo ai cittadini. Così, per celebrare la sua potenza, il duoviro organizzò una rappresentazione teatrale e due giochi tra gladiatori. Iniziati i giochi, i gladiatori entravano nell’arena, accompagnati dagli applausi entusiasti della folla. Le autorità sedevano all’interno di un’area recintata, collocata proprio al centro dell’ellisse. La parte sottostante era considerata un luogo sacro, difatti i gladiatori vi lasciavano un’epigrafe, affinché venissero ricordati in caso di morte.

Alife

I gladiatori gareggiavano mettendo in campo idee nuove, prendendo spunto da episodi mitologici, o ricreando situazioni grottesche. Quando si parla di gladiatori, non si può non pensare al celebre film Gladiator e rivivere la scena in cui Russell Crowe, nei panni di Massimo Decimo Meridio, combatte strenuamente contro i suoi avversari. Dovevano essere proprio così i combattimenti avvenuti nell’anfiteatro romano di Alife! Sull’onda di queste scene, possiamo solo immaginare quanta storia custodisca la nostra terra e quanto ancora ci sia da scoprire. Viviamo in un territorio straordinario, le cui antiche vestigia fanno sì che il passato riviva nel presente lasciandoci sempre a bocca aperta!

Annamaria Fusco

Autore: Annamaria Fusco

Desiderosa di scoprire lingue e culture diverse dalla propria, si iscrive alla facoltà di Lingue e Letterature Straniere. Da quel momento si innamora della Spagna e del suo meraviglioso idioma. Parola e scrittura sono i due aspetti della comunicazione che più la rappresentano e che coltiva ogni volta che può. E’ dalla laurea che sogna di soggiornare per lunghi periodi in Spagna e pian piano il sogno sta diventando realtà!

L’anfiteatro di Alife: tesoro nascosto riportato in vita ultima modifica: 2017-06-08T16:45:20+00:00 da Annamaria Fusco

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