PERSONAGGI STORIE CASERTANE

Lilia d’Albore: la dolce e struggente voce del violino

Lilia D'albore

Non è inusuale che le donne siano portatrici di magia. No, non stiamo parlando di stregoneria, né di cose di questo genere. La magia in questione sta nella capacità di trasmettere sentimenti ed emozioni forti, tanto intense da essere ricordate nei secoli. L’animo delle donne è in grado di incantare, come una sirena dalla voce melodiosa. Oggi vi parleremo di una sirena che però non aveva la coda, ma che col suo violino e la sua musica riuscì ad incantare il mondo: Lilia d’Albore!

Lilia d’Albore: un violino, un amore

La storia la fanno gli uomini, si dice così no? Beh, non è del tutto vero. La storia la fanno (e l’hanno fatta) anche donne che hanno saputo, con il loro talento e la loro grazia, sprigionare il fuoco sacro della loro arte. Il caso di Lilia d’Albore è un caso felice, non solo perché si tratta di una donna dalla genialità artistica fenomenale. Lilia d’Albore era una donna che sapeva coniugare abilità tecnica e passione, in un mix letalmente… ammaliante. Nasce a Santa Maria Capua Vetere il 4 gennaio del lontano 1911. Dedicò la sua vita alla musica, infatti intraprese gli studi di violino con Gioacchino Micheli, e quelli di viola con Aldo Perini. Con successo si diplomò presso il Conservatorio Santa Cecilia, nella capitale (1929) e perfezionò la sua tecnica con Carl Flesch, sia a Berlino che a Baden-Baden. Nel 1931 iniziò la sua attività da solista, collaborando con le più famose orchestre europee.

Accademia di Santa Cecilia, a Roma

Accademia di Santa Cecilia, a Roma

Ebbe modo di lavorare al fianco di direttori del calibro di Hermann Abendroth, Ataúlfo Argenta, Pietro Argento, Alfredo Casella, Oliviero De Fabritiis, Wilhelm Furtwängler, e molti altri. Tra il 1949 e il 1950 si dedicò ad alcune incisioni discografiche con i Berliner Philharmoniker, e con la London Symphony Orchestra (dirette da Sergiu Celibidache). Successivamente duettò con i pianisti Giorgio Favaretto, Arnaldo Graziosi, Ornella Puliti Santoliquido e Armando Renzi. Non solo, la d’Albore registrò per la Deutsche Grammophon con i pianisti Hubert Giesen e Géza Frid. Queste collaborazioni così illustri valsero alla talentuosa Lilia una celebrità di non poco conto. Dal 1960 al 1966 divenne parte integrante del Trio di Roma, con Antonio Saldarelli al violoncello e Arnaldo Graziosi al pianoforte.

La celebrità e il successo: Lilia d’Albore primo violino

Nel 1955 Lilia divenne primo violino del Complesso di Solisti Antonio Vivaldi e del Complesso Vivaldi di Roma, da lei fondati e con i quali tenne concerti in tutta Europa. Il successo meritato di Lilia le riservò ancora tante altre piacevoli sorprese. Diventò infatti docente di violino nel Conservatorio San Pietro a Majella a Napoli (1941), e nel Conservatorio di Santa Cecilia nel 1943 (dove si era brillantemente diplomata). Chi dice che le donne devono essere principesse? Spesso con la loro forza e la loro determinazione diventano anche dei veri e propri cavalieri. Lilia d’Albore fu nominata infatti Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica italiana, e ricevette anche la Medaglia d’oro ai benemeriti della scuola.

Violino Alessandro Gagliano

Violino Alessandro Gagliano

Dal 1982 fu presidente dell’ESTA-Italia (European String Teachers Association), e concluse la sua esistenza costellata di vittorie il 21 agosto del 1988, a Grottaferrata. Il suo unico amore fu un Alessandro Gagliano, uno dei violini più famosi e prestigiosi mai concepiti dall’uomo. Una vita per la musica, quella di Lilia d’Albore. Una donna che non ha conosciuto limiti, che non si è fatta intimidire da nessuno, che ha saputo mostrare al mondo che un vero talento basta per realizzare qualcosa di unico. La sua musica è intensa, trascinante, in parole povere… una musica dell’anima. Abbiamo voluto ricordarla ripercorrendo le sue gesta, sperando che ogni donna si possa sentire ispirata da quest’illustre personaggio!

Marcella Calascibetta

Autore: Marcella Calascibetta

Scrivo dall’età di sedici anni, e (per fortuna) non ho mai smesso. Sono laureata con orgoglio alla Federico II di Napoli, città che amo e che mi diede i natali. Con mia grande gioia, ho avuto la possibilità di veder pubblicato il mio primo romanzo, dopo tanti anni che era rimasto segregato in un cassetto. Una frase che mi rispecchia? I sogni migliori si fanno da svegli!

Lilia d’Albore: la dolce e struggente voce del violino ultima modifica: 2018-08-13T12:08:51+00:00 da Marcella Calascibetta

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