CASERTA NEI SECOLI

San Gregorio Matese: alla scoperta della necropoli

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La ricca e lussureggiante regione del Matese vanta diversi pittoreschi comuni, ampiamente disseminati in tutta l’area. Non sempre ce ne rendiamo conto, ma sono proprio questi i territori che hanno preservato nel tempo la nostra storia, le nostre radici, e la nostra identità. Con scarsi mille abitanti, San Gregorio Matese può dirsi una delle maggiori tra queste municipalità, grazie soprattutto alla presenza di ragguardevoli reperti archeologici rinvenuti, tra l’altro, nella sua necropoli!

San Gregorio Matese, il fiore all’occhiello dell’Alto casertano

Posto a 765 metri sul livello del mare, San Gregorio Matese si trova giusto al centro del Parco regionale, nei pressi del passo di Miralago. Questo luogo, meta di moltissimi turisti, ospita ricchezze architettoniche e archeologiche a dir poco preziose. È stato assiduamente frequentato dai Sanniti, e prova di questo legame sono le tombe della necropoli in località Santa Croce. L’origine del complesso abitativo, tuttavia, risale al Medioevo, periodo in cui il villaggio era intimamente connesso all’Abbazia di San Vincenzo al Volturno. Faceva all’epoca parte dei casali di Piedimonte Matese ma, a causa delle precarie condizioni economiche e della povertà in cui verteva, fu rappresentato dai consiglieri di Castello del Matese, presso l’Universitas di Piedimonte. Era popolato prettamente da contadini, dediti alla pastorizia e alla raccolta di esche per accendere il fuoco.

Necropoli Occidentale

Tipica necropoli di stampo occidentale

Il paese sentì ad un certo punto la necessità di ottenere l’indipendenza, e nel 1742 la richiese. Ottenne dopo ben sei anni l’autonomia amministrativa, nel 1748. In quel frangente la città creò uno stemma tutto suo, e nel 1945 passò dalla provincia di Benevento a quella di Caserta. Tra le diverse ipotesi circa il suo toponimo, la tesi più accreditata vorrebbe che San Gregorio Matese avesse mutuato il suo nome da un’antica chiesa benedettina, destinata al culto del Santo. Questo sacro luogo crollò agli inizi del Settecento, così come anche la cappella del Sacramento. In questo lungo lasso di tempo, San Gregorio Matese è diventata la caratteristica cittadina che possiamo ammirare oggi. I suoi siti sono inestimabili, e uno fra questi degno di nota è la già citata necropoli.

Storia della necropoli: un cimitero antico nel cuore del Matese

La necropoli di San Gregorio Matese è piuttosto estesa, e colma di svariati reperti opportunamente catalogati e inventariati. Alcuni di questi si trovano nel Museo di Piedimonte Matese, tra i quali figura una magnifica testa di Venere in marmo. Ha il capo cinto da una corona d’edera, e la sua bellezza non è stata scalfita dal fatto che sia il labbro che il naso sono andati distrutti. L’epoca di questo ritrovamento è certamente romana. Diverse tracce della necropoli di San Gregorio Matese emersero negli anni ’20 del Novecento, grazie ad alcuni scavi non proprio ufficiali. Molti oggetti relativi ai corredi funebri sono andati perduti, mentre diverse punte di lancia in ferro sono tuttora conservate nel Museo Civico Raffaele Marrocco, di Piedimonte Matese. All’epoca delle campagne di scavo si appurò che le tombe erano a fossa terragna.

Necropoli

Esempio di tomba con resti di vasi e coppe, che andavano ad arricchire il corredo funebre

Il defunto veniva accompagnato dagli oggetti che gli erano appartenuti in vita, o che si pensasse potessero servirgli nell’estremo viaggio. Di forma rettangolare, le sepolture avevano una profondità di 0,60 m. Successivamente furono ricoperte da modesti blocchi calcarei. Tipica delle zone dell’Italia meridionale, la prassi funebre dell’inumazione era ampiamente praticata a quel tempo. La salma, sistemata nel suo sepolcro in posizione orizzontale, aveva accanto a sé diverse armi da difesa (coltelli, spade, e lance). Facevano parte del corredo anche alcuni tipi di coppe e vasi, oltre a fibule in ferro e bronzo. La necropoli rappresenta senza ombra di dubbio un sito tra passato e presente, che inquieta e affascina nel contempo. Per gli appassionati di storia e di archeologia, urge organizzare una spedizione!

Marcella Calascibetta

Autore: Marcella Calascibetta

Scrivo dall’età di sedici anni, e (per fortuna) non ho mai smesso. Sono laureata con orgoglio alla Federico II di Napoli, città che amo e che mi diede i natali. Con mia grande gioia, ho avuto la possibilità di veder pubblicato il mio primo romanzo, dopo tanti anni che era rimasto segregato in un cassetto. Una frase che mi rispecchia? I sogni migliori si fanno da svegli!

San Gregorio Matese: alla scoperta della necropoli ultima modifica: 2019-05-27T12:28:22+02:00 da Marcella Calascibetta

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