ALLA SCOPERTA DELLA REGGIA

Orologi della Reggia: dalle grandi lancette della facciata ai piccoli gioielli della regina

Orologi della Reggia - Salvatore Fergola

Ore 12:00 esatte, le campane suonano a festa, con la soddisfazione dei cittadini e delle autorità presenti. Stiamo parlando delle campane attivate dall’orologio della facciata della Reggia di Caserta. Quest’ultimo, dopo vent’anni di inattività, è stato riattivato il 15 dicembre 2015, alle ore 12:00 appunto. Ma questo orologio rotondo, per quanto sia il primo ad essere notato, non è di certo l’unico orologio del Palazzo Reale. Vediamo insieme quali e quanti sono gli altri.

Gli orologi della Reggia di Caserta: uccelli in gabbia

Come dicevamo, l’orologio della facciata è rotondo, collegato alle campane e con i numeri romani per indicare le ore e quelli arabi per indicare i minuti. Vi sono altri orologi però, all’interno della Reggia, con lo stesso tipo di numerazione. Maria Antonietta di Francia, sorella di Maria Carolina, regalò infatti alla Regina due orologi a forma di gabbia di uccello. Il quadrante presenta la doppia numerazione, romana ed araba, ed è visibile soltanto dal basso. I due orologi possono essere sia appesi che poggiati e sono realizzati in bronzo dorato al mercurio. Lo scorrere del tempo include, naturalmente, anche il passare delle stagioni. Proprio a simboleggiare quest’ultimo passaggio, le due gabbiette presentano, nei quattro angoli, quattro figure scolpite a mezzo busto. Esse rappresentano le quattro stagioni della vita: infanzia, giovinezza, maturità e vecchiaia.

Orologi Della Reggia - la gabbia

Come tutte le gabbie, anche quelle della Regina limitavano il volo a degli uccellini. In origine i due orologi contenevano, infatti due uccellini meccanici. Ognuno di essi conteneva un cilindro con le punte e dodici piccole canne di organo. Ad ogni ora il cilindro ruotava, colpendo le canne e provocando un suono che simulava il cinguettio dell’uccellino. Oltre a cinguettare gli uccellini ruotavano e sbattevano le ali. I due orologi a forma di gabbia sono tutt’ora lì dove Maria Carolina li aveva appesi, ma non vi è più traccia degli uccellini meccanici, che sono stati sostituiti da due cugini imbalsamati.

Egiziani e Alleati

Carolus Baccaro, nel 1823 realizzò, in mogano e bronzo dorato, quello che viene definito orologio Egizio. Esso fu posizionato nella Sala del Trono di Gioacchino Murat, oggi sala Alessandro. Questo orologio è così chiamato per la lastra metallica che lo decora, con l’immagine di palme e un obelisco egiziano. L’orologio è incassato in un cilindro contornato da un serpente. Sul marmo bianco della base poggiano due cariatidi intente, da ormai quasi 200 anni, a sostenere il cilindro. All’interno di quest’ultimo si trovavano 12 figure allegoriche del tempo. Esse sono scomparse, ai tempi dell’occupazione degli Alleati nel 1943, insieme a un leone seduto, le chiavi ed un copriserra.

Orologi Della Reggia - orologio egizio

Meridiane e orologi solari: SIGNAT ET MONET

Come tutti sappiamo, la misurazione del tempo è uno degli artifici più antichi dell’umanità. Inizialmente si sfruttavano, per farlo, gli agenti naturali, in particolare il sole. Uno degli orologi solari si trova nel nel parco della Reggia di Caserta, nei pressi della fontana Margherita. Questa meridiana è incisa su un blocco di marmo alto circa 1 metro. Su di essa sono visibili tracce di linee orarie, numeri e il sito dove era saldato lo gnomone triangolare. Una meridiana da davanzale si trova poi in quella che è stata la camera da letto di Ferdinando II. Trenta cm di diametro in marmo bianco pregiato e dettagliatamente incisa, la meridiana possiede un coperchio di bronzo, che la ha difesa fino ad oggi dalle intemperie. Non sono molti gli orologi da davanzale dotati di coperchio. Quello in questione fu realizzato nel 1818 da Bonaventura Bandiera. Sulla parte superiore la meridiana reca la scritta SIGNAT ET MONET, ovvero indica e ammonisce, così come accade per lo scorrere del tempo.

Orologi Della Reggia - Meridiana

Foto di Napolitan.it

La meccanica della meridiana

Lo gnomone è costituito in ferro o bronzo, ed è un triangolo di due cm di spessore. Esso ha l’ipotenusa parallela all’asse terrestre in direzione Nord – Sud, che sporge di qualche millimetro rispetto agli altri due lati, in modo da coprire precisamente la striscia calendariale tracciata lungo la linea meridiana delle 12. Questa striscia presenta la fascia calendariale, che indica la posizione del Sole nello Zodiaco e, di conseguenza, il calendario annuale. A questa fascia, con i simboli dei segni zodiacali e piccole linee trasversali che indicano l’ingresso del sole in essi, si allinea ogni giorno l’ombra della sommità dello gnomone. L’ombra di lato indica invece le ore, con una precisione al minuto. Con un sistema orario alla francese (o astronomico), pare che la meridiana in questione servisse per la regolazione degli altri orologi. Quest’ultima ipotesi si deve alla fitta suddivisione oraria in 5 minuti. Essa è delimitata da due semicerchi. Oltre i due segni circolari si prolungano le linee orarie indicanti i quarti, le mezz’ore e le ore intere. Quelle delle ore intere si prolungano di circa mezzo centimetro oltre il secondo semicerchio, per risultare maggiormente in evidenza. Le linee delle mezz’ore sono invece decorate da una forma a punta di freccia. La meridiana presenta una numerazione romana che costeggia il semicerchio maggiore, ed una araba intorno a quello più piccolo. Che aspettate ancora? Sincronizzate gli orologi!

Mariarosaria Clemente

Autore: Mariarosaria Clemente

La mia passione è raccontare storie. Ho iniziato a scrivere da piccolissima, poco dopo è nato il mio amore per il cinema ed ho ricevuto la prima macchina fotografica. Parole e immagini, coltivo tutto ciò che mi aiuta a costruire mondi

Orologi della Reggia: dalle grandi lancette della facciata ai piccoli gioielli della regina ultima modifica: 2019-03-08T10:49:42+01:00 da Mariarosaria Clemente

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