NEWS

L’Ascensione di Cristo di Carlo Brunelli torna nella Reggia di Carditello

La reggia di Carditello: la pala d'altare torna al suo posto

È tornata al suo posto, lo scorso 12 maggio, la bellissima pala d’Altare della Cappella dell’Ascensione di Carditello. L’Opera, raffigurante l’Ascensione di Cristo, fu dipinta da Carlo Brunelli nel 1788, proprio per il Real Casino. Una grande occasione per il rilancio del complesso monumentale, che mira in futuro – attraverso mostre temporanee e prestiti – a ripercorrere la storia del sito con l’esposizione delle opere e degli oggetti che erano parte della quadreria, dell’arredo e delle collezioni reali.

Un po’ di storia: la Cappella e la Festa dell’Ascensione

La Cappella, al termine dei lavori operati nel 1791 dallo stesso Carlo Brunelli e da suo fratello, lo scultore Angelo Maria Brunelli, autore degli stucchi, fu inaugurata ufficialmente da Ferdinando IV di Borbone e dal sacerdote aversano Don Tommaso Calzarano nel 1792. La tela dell’Ascensione fu consegnata invece nel 1794, insieme ad altre due tele oggi scomparse: un San Vito, protettore delle attività agricole, e un Sant’Uberto (o Sant’Eustachio), protettore della caccia. Quest’ultima ispirata alla Conversione di Sant’Uberto (1768) di Vittorio Amedeo Rapous per l’anticappella della Palazzina di Stupinigi, nel torinese.

La Reggia di Carditello

Il Real Casino di Carditello

Ferdinando IV istituì appositamente per il sito la Festa dell’Ascensione, durante la quale – come riporta Salvatore Di Giacomo – venivano organizzate corse di barbari, cavalli e giumente. Ogni anno molta gente accorreva per partecipare ed assistere alle gare, che si svolgevano nel pomeriggio, e avevano in palio un premio in denaro. Le adesioni venivano raccolte agli inizi di maggio, con l’affissione di manifesti lungo tutta l’allora Terra di lavoro. Chiunque poteva partecipare, iscrivendo il proprio animale alla manifestazione.
Durante la festa i cancelli erano decorati tutti intorno con tele colorate, mentre lungo lo steccato erano fissati picchetti, corde e tele per dividere la pista dal tempio. La guardia di fanteria, distribuita a cordone dietro lo steccato, vegliava sullo svolgimento dell’evento. Le torri fungevano da luoghi di ristoro. In genere qui veniva allestita una trattoria, mentre gli altri locali venivano concessi agli artigiani che ne facevano richiesta per vendere i loro prodotti.

La pala d’Altare: l’opera di Carlo Brunelli

L’opera, datata e firmata da Carlo Brunelli, presenta un’iconografia tradizionale, ma si distingue per la particolare delicatezza tonale, che è caratteristica proprio del pittore. Decisamente poco conosciuto al grande pubblico, Brunelli operò come pittore figurista nel casertano tra gli anni ’70 e ’90 del Settecento. È autore delle due pale d’altare delle Cappelle private di Ferdinando IV e Maria Carolina della Reggia dedicate, rispettivamente, all’Assunzione della Madonna e alla Vergine Addolorata. Ha firmato, inoltre, i sette medaglioni con le Virtù del Sovrano nel Gabinetto ricco di Ferdinando IV, sempre nella Reggia di Caserta. Ambiente, questo, decorato con ornamenti all’antica, disposti secondo una sintassi neoclassica, di cui sono parte integrante le gouaches dipinte da Hackert.

veduta del Vesuvio dai Giardini della Reggia: Hackert

Veduta del Vesuvio dal Giardino Inglese del Parco della Reggia di Caserta, di Jakob Philipp Hackert

Fratello dell’architetto Domenico Brunelli, secondo aiutante di Luigi Vanvitelli nella fabbrica della Reggia di Caserta, Carlo lavora nel 1779 anche alla Cappella di San Ferdinando a San Leucio, dove dipinge – oltre alle Virtù nel cupolino dell’abside (Prudenza, Giustizia, Fortezza e Temperanza) – la tele di San Ferdinando di Castiglia per l’altare maggiore e quelle laterali raffiguranti San Leucio che predica (1779) e San Leucio che battezza (firmata e datata «C.B. 1779»), oltre agli ovali con San Leucio, la Vergine e San Carlo Borromeo in preghiera.

L'opera di Brunelli alla Reggia di Carditello

L’opera di Brunelli

In data imprecisata, la pala d’altare fu trasferita presso la sede del Consorzio Generale di Bonifica del Bacino Inferiore del Volturno a Caserta. Qui rimase fino al 2013, anno in cui uno staff guidato dalla dottoressa Vega De Martini, la fece prelevare e trasferire alla Reggia di Caserta. Lo scopo, perseguito tutt’ora, è quello di ricostruire un fondo con i beni del Real Casino di Carditello, ancora dispersi nei vari musei.

L’Ascensione di Cristo di Carlo Brunelli torna nella Reggia di Carditello ultima modifica: 2018-05-21T10:26:43+00:00 da Teresa Lanna

Commenti

To Top