ITINERARI NATURA

Il pellegrinaggio di Giano Vetusto, un percorso di preghiera e serenità

Nella nostra terra, ricca di tradizioni e ricorrenze, ve n’è una davvero speciale. Nella cittadina di Giano Vetusto, una piccola realtà di nemmeno settecento abitanti, si onora ancora oggi un’usanza molto particolare, che rappresenta tutta la devozione e l’amore che il popolo ha verso la sua fede e le sue consuetudini sacre. Legato da sempre alla figura dell’adorato San Salvatore, il pellegrinaggio di Giano Vetusto non solo celebra momenti di condivisione e di spiritualità, ma anche di ritrovata serenità!

Il pellegrinaggio, la via verso la redenzione

Il consueto pellegrinaggio della comunità religiosa di Giano Vetusto ha luogo nel mese di maggio, e come ogni anno, la meta è il santuario di San Salvatore, sul Monte Maggiore. Non solo, vi è anche una piccola e piacevole deviazione, in cui si può visitare una graziosa cappella ottocentesca, dedicata alla Vergine Maria, e fatta costruire per volere di un certo frate Janne. La storia del santuario è piuttosto incerta, infatti le uniche informazioni che si hanno in merito vedono protagonisti della vicenda dei frati benedettini. La loro presenza sul posto era contestuale a quella del santuario, come ci riporta una fonte del 1089 alquanto famosa, Sant’Anselmo (padre della filosofia Scolastica). Questo luogo sacro fa da sempre parte della peregrinazione dei fedeli, e ne costituisce la meta principale da tempi immemori.

Veduta del santuario di San Salvatore

Nel 1945, oltretutto, la chiesa venne restaurata e resa ancora più splendida dai lavori di miglioramento, effettuati grazie ad un devoto ignoto. Il sentiero che conduce al santuario si snoda a partire dall’ameno paesino di Croce, ormai deserto. I più devoti osservano tutt’oggi l’usanza di Giano Vetusto di raggiungere a piedi l’imbocco del sentiero.

Giano Vetusto e le tappe della fede

La parte fondamentale che caratterizza questo pellegrinaggio è sicuramente il bastone di San Salvatore, in gergo Mazz e’Sàntu Salvàtōr. Questo oggetto reca in sé un immenso valore, poiché  rappresenta un sostegno nel lungo cammino verso il santuario. È costituito da varie incisioni e decorazioni, realizzate tramite la pirografia, mentre il materiale più utilizzato per la sua creazione è il legno di olmo. Grazie al particolarissimo bastone, i fedeli percorrono un sentiero di ben 25 km, che inizia dalla chiesa madre in forma di processione, ed è capeggiato da vari crociferi. Il pellegrinaggio prende vita all’altezza della frazione di Pozzillo, e successivamente si giunge a quella di Curti. Quando ci si trova nei pressi del Monte Maggiore, si tiene un discorso molto sentito e importante, il Discorso della Montagna. Questo momento di riflessione riguarda la consapevolezza del motivo del viaggio, e della sua importanza fisica ma soprattutto spirituale.

Veduta dei Monti Trebulani, la catena montuosa a cui appartiene il Monte Maggiore

Veduta dei Monti Trebulani, la catena montuosa a cui appartiene il Monte Maggiore

Al termine del tragitto, si approda finalmente al santuario del Santo Salvatore. Nel primo santuario viene celebrata la prima messa, mentre nella chiesa di San Salvatore ha luogo la seconda funzione. Al ritorno si formano dei gruppi di persone, distinte in base al sesso, che vengono guidate dalle rispettive croci. A turno intonano cori di litanie dei santi, percuotendo con forza i loro bastoni sul terreno. Successivamente, si ritorna alla Chiesa Madre, dove si celebra l’omelia di chiusura. Questa peculiare tradizione viene portata avanti da secoli, e appare come una forte componente identitaria del piccolo ma importante territorio di Giano Vetusto!

 

Marcella Calascibetta

Autore: Marcella Calascibetta

Scrivo dall’età di sedici anni, e (per fortuna) non ho mai smesso. Sono laureata con orgoglio alla Federico II di Napoli, città che amo e che mi diede i natali. Con mia grande gioia, ho avuto la possibilità di veder pubblicato il mio primo romanzo, dopo tanti anni che era rimasto segregato in un cassetto. Una frase che mi rispecchia? I sogni migliori si fanno da svegli!

Il pellegrinaggio di Giano Vetusto, un percorso di preghiera e serenità ultima modifica: 2018-03-27T18:45:41+00:00 da Marcella Calascibetta

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