PRODOTTI TIPICI E RICETTE TRADIZIONI

Pettole e fagioli: quando la bontà ha l’aria di casa…

Pettole E Fagioli

La nostra tradizione culinaria è sicuramente una delle più creative. Il bello della cucina campana, ed in particolare di quella casertana, è che, anche con pochi ingredienti, si riescono a realizzare piatti gustosi e stuzzicanti. Sembra ieri che le nostre nonne cucinavano con cura e amore queste prelibatezze, nel caldo tepore di cucine in cui apparivano sempre piuttosto indaffarate. Oggi alcune mamme ripropongono le delizie di un tempo, tra cui spicca di certo l’amatissima pettole e fagioli!

La cultura passa dalla tavola: pettole e fagioli

Quanti di voi hanno assaggiato questa leccornia? Beh, sicuramente tutti! Un buon piatto di pettole e fagioli rappresenta il perfetto completamento di una giornata magari stressante, o semplicemente un must del pranzo della domenica. Il ricordo di quando da bambini la nonna ci preparava la sua invitante pettola e fagioli, che riusciva a darci la carica per un pomeriggio di gioco e divertimento, resta sempre nel cuore anche dopo tanti anni. Questo piatto, tipico delle nostre zone, è talmente amato che tutti vorrebbero attribuirsi il merito di averlo ideato. In realtà, per quanto la stragrande maggioranza dei casertani lo ritenga una ricetta marcianisana, le sue radici sono più profonde, e albergano nel territorio dell’agro aversano.

Contadini Aversani

La pettola con i fagioli è un tipico piatto dell’agro aversano, cucinato dai contadini della zona (Foto di Notizie Migranti)

Nel dopoguerra, i contadini dovevano arrangiarsi con ciò che la terra offriva loro, e questi prodotti erano spesso afferenti ad una cucina povera e frugale. Quando tornavano dai campi, logori per il duro lavoro, venivano accolti dalle loro mogli e dai loro figli con un bel piatto fumante di pettole e fagioli. Queste venivano cucinate sapientemente dalle antiche massaie, le quali riuscivano con pochi mezzi a riservare ai loro familiari portate degne di un Re! L’elemento principale di questo sostanzioso piatto è di certo la cosiddetta pettola. Non è altro che un tipo di pasta fresca, nata dall’unione di semplice acqua e farina. Viene utilizzata molto anche in tutta Italia, con altrettante varianti nelle diverse regioni. Ad esempio nel Lazio le pettole assomigliano grosso modo alle fettuccine.

Pettole e fagioli: la ricetta

Il gusto della pettl’e fasul, così deciso e succulento, è il frutto di una miscela di sapori tutta da scoprire. Tradizionale e al tempo stesso ottimo da riproporre ai più giovani, la pettole e fagioli rappresenta il fiore all’occhiello della cucina casertana. Il sugo viene cotto alla maniera del classico ragù napoletano, con alcune parti del maiale. La ricetta è semplice. Occorrono:

250 g di farina 00; 100 g di semola rimacinata di grano duro; 250 g di fagioli cannellini secchi; 300 g di pomodori pelati; 1 cipolla media; 70 g di guanciale; 1 pizzico di origano o di prezzemolo tritato; 1 pezzetto di peperoncino; olio EVO; sale.

Prima di tutto bisogna far ammorbidire i fagioli per una notte, e poi lessarli per un’ora o poco più in acqua fredda. Si trita la cipolla e si fa rosolare il guanciale in un tegame, con un po’ d’olio, dove successivamente verranno aggiunti i pelati.

Straccetti Pettola

Esempio di straccetti di pettola, così come devono essere realizzati

Il tutto deve cuocere per circa una ventina di minuti, cercando di trovare il giusto equilibrio tra sale e peperoncino. Si aromatizza poi con l’origano o il prezzemolo a fine cottura. Si devono in seguito impastare le due farine con circa 1,5-1,8 dl di acqua fredda, per ottenere un composto sufficientemente setoso. La pettola va poi avvolta nella pellicola, e fatta riposare per mezz’ora, prima di stenderla sulla spianatoia infarinata. Si devono ritagliare a quel punto delle strisce larghe 1,5-2 cm e lunghe 10 cm circa. Infarinare è fondamentale, e bisogna farlo bene in questo frangente. In un secondo momento la pasta va cotta in abbondante acqua salata, e unita con il sugo preparato in precedenza. A piacere si può aggiungere altro olio a crudo. Provate anche voi questa fantastica ricetta, per riportare le lancette del tempo nel passato, dove bastava davvero poco per essere felici!

 

 

 

Marcella Calascibetta

Autore: Marcella Calascibetta

Scrivo dall’età di sedici anni, e (per fortuna) non ho mai smesso. Sono laureata con orgoglio alla Federico II di Napoli, città che amo e che mi diede i natali. Con mia grande gioia, ho avuto la possibilità di veder pubblicato il mio primo romanzo, dopo tanti anni che era rimasto segregato in un cassetto. Una frase che mi rispecchia? I sogni migliori si fanno da svegli!

Pettole e fagioli: quando la bontà ha l’aria di casa… ultima modifica: 2019-06-11T08:22:04+02:00 da Marcella Calascibetta

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