PRODOTTI TIPICI E RICETTE

Il lato dolce di Aversa: la Pietra di San Girolamo

Pietra Di San Girolamo Aversa

Nell’aria c’è una particolare atmosfera, piena di luci colorate e di cuori ricolmi di gioia. Eh sì, manca poco alla festa più amata dell’anno: il Natale! Motivo di ritrovo e ragione per mettere su qualche kg senza sentirsi in colpa, il periodo natalizio porta con sé felicità e spensieratezza. Oltretutto, è proprio grazie a questa particolare ricorrenza che è possibile mettersi ai fornelli per preparare gustosi manicaretti. Sperimentare è d’obbligo, ma riproporre pietre miliari della tradizione… lo è di più. Oggi scopriamo l’avvincente storia della Pietra di San Girolamo, specialità di Aversa!

La Pietra di San Girolamo: brutta fuori… ma buonissima dentro!

Se c’è una cosa che colpisce della Pietra di San Girolamo è che è davvero bruttina a vedersi. Questo dolcetto tipico della città di Aversa vanta infatti un primato curioso: quando ci si riferisce ad una fanciulla di aspetto non proprio eccelso, le si dice: Sei brutta come la Pietra di San Girolamo! Il che è tutto dire. Nonostante però all’apparenza sia orribile, la Pietra di San Girolamo è gustosissima, e viene cucinata solitamente nel periodo di dicembre, sebbene la si trovi sempre nelle pasticcerie. La sua storia è antichissima, e la vede una proprietà culinaria ed intellettuale prettamente aversana. La leggenda narra che il grande Monastero di S. Girolamo (prima di essere demolito nel 1924), ospitasse alcune suore Clarisse del II ordine di S. Chiara e S. Francesco.

Il martirio di San Girolamo, Cima Da Conegliano

Il martirio di San Girolamo, Cima Da Conegliano

Queste pie donne, per rendere omaggio a S. Girolamo che si era martorizzato con una pietra, usavano preparare un dolce dall’aspetto simile ad un piccolo sasso. La ricetta di tale dessert veniva tramandata solo oralmente, e prevedeva un impasto di mandorle, zucchero e cacao. Sebbene quindi la sua forma fosse discutibile, la Pietra di San Girolamo deliziava i palati degli avventori del convento e delle stesse sorelle. Gli ingredienti per preparare questa prelibatezza era forniti da uno speziale, Francesco Andreozzi. Quando (nei primi anni del Novecento) la madre superiora Maria Concetta Pirolo morì, venne chiamato proprio Andreozzi per cucinare la famigerata Pietra. Così facendo, lo speziale poté conoscere la ricetta del dolce di Aversa. Non esitò ad impossessarsene, e iniziò a produrre la Pietra di San Girolamo nella sua pasticceria.

Ricetta e curiosità

Gli aversani sono giustamente orgogliosi della paternità di questa friabile e saporita opera d’arte culinaria. Il trucco per prepararla è come al solito quello di affidarsi al saper fare delle nonne e delle mamme. È buona norma tenere conto che la Pietra di San Girolamo ha subito diverse modifiche nel corso dei secoli. Gli ingredienti a volte sono cambiati, ma non il suo gusto sublime. La ricetta tradizionale vuole l’utilizzo di 1 Kg di zucchero, 250 cc di acqua, 90 g di cacao amaro, 300 grammi di mandorle poco tostate. Il modo migliore per dare vita alla specialità di Aversa è quello di versare in un tegame zucchero, acqua e cacao; cuocere il composto fin quando lo zucchero non diventa solido, e poi aggiungere le mandorle. Attenzione però a non far caramellare lo zucchero, errore molto comune!

Le mandorle sono un ingrediente insostituibile della Pietra di San Girolamo, come vuole la tradizione aversana

Le mandorle sono un ingrediente insostituibile della Pietra di San Girolamo, come vuole la tradizione aversana

A questo punto si toglie tutto dal fuoco e si versa in contenitori rotondi cosparsi di olio. Una volta raffreddate, le nostre pietre di San Girolamo saranno pronte per essere assaporate! Sebbene questo dolce sia molto invitante, lo scopo di San Girolamo era tutt’altro che quello di dilettare le papille gustative dei fedeli. Infatti si narra che il Santo, non potendosi rifiutare di dare il nome al dolcetto, deliberò che questo avesse la compattezza e la forma della pietra sulla quale scriveva la Vulgata: ciò avrebbe fatto desistere i golosi dal mangiarlo. Comprensibilmente tale monito non ha mai fatto rinunciare alcun assaggiatore dall’avventarsi sulla cioccolatosa preda. Per cui, bando alle tristi diete, e via libera alla celeberrima Pietra di San Girolamo!

Marcella Calascibetta

Autore: Marcella Calascibetta

Scrivo dall’età di sedici anni, e (per fortuna) non ho mai smesso. Sono laureata con orgoglio alla Federico II di Napoli, città che amo e che mi diede i natali. Con mia grande gioia, ho avuto la possibilità di veder pubblicato il mio primo romanzo, dopo tanti anni che era rimasto segregato in un cassetto. Una frase che mi rispecchia? I sogni migliori si fanno da svegli!

Il lato dolce di Aversa: la Pietra di San Girolamo ultima modifica: 2018-12-10T11:35:09+00:00 da Marcella Calascibetta

Commenti

To Top