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Pietro Terracciano, da San Felice a Cancello alla serie A

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Dalla periferia del calcio alla ribalta della serie A. È questa la storia di Pietro Terracciano, portiere di 28 anni di San Felice a Cancello a cui il mister dell’Empoli sta regalando la titolarità in questo inizio di stagione.

Una lunga gavetta

Pietro Terracciano nasce a San Felice a Cancello, in provincia di Caserta, l’8 marzo del 1990. Cresce calcisticamente nel vivaio dell’Avellino, che lo manda in prestito ai dilettanti della Nocerina nella stagione 10/11. A soli vent’anni Pietro diventa uno dei protagonisti della risalita in serie C dei campani. Dopo quest’esperienza il giovane portiere si trasferisce in Sicilia, prima al Milazzo e poi al Catania, che lo preleva a titolo definitivo. La stagione con gli etnei gli regala anche due presenze in serie A, ma la concorrenza è troppo folta e Terracciano torna ad Avellino in prestito l’anno seguente. In serie B la prima stagione da protagonista tra i professionisti, con 19 reti subite in 18 gare.

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Pietro Terracciano con la maglia della Salernitana

Il ritorno in Sicilia, con il Catania sceso nella cadetteria, non gli regala quel posto da titolare che probabilmente si era guadagnato e così Pietro approda per due stagioni consecutive in prestito alla Salernitana. Le buone prestazioni cominciano a regalargli visibilità e l’approdo all’Empoli sembra l’evento che ne dovrebbe segnare la definitiva consacrazione. A mettersi di traverso però è la sfortuna. Vari problemi muscolari e una frattura alla gamba gli impediscono di conquistarsi il posto da titolare, che arriva solo in qualche match nel finale di stagione.

L’anno della consacrazione

Al ritorno in serie A, con Provedel e Fulignati come compagni di reparto, sembrava che Terracciano dovesse accontentarsi ancora una volta del ruolo di gregario. Tuttavia Andreazzoli, mister dell’Empoli, ha valutato Pietro pronto per misurarsi nella massima serie con i galloni della titolarità, almeno nei primi incontri. Già titolare incolpevole della disfatta in Coppa col Cittadella, il portiere ha esordito nella massima serie già alla prima col Cagliari, a sei anni dall’ultima presenza in serie A. Ed ha lasciato la porta inviolata, dopo una grande prestazione condita da un intervento super sulla punizione del cagliaritano Lykogiannis.

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Terracciano in una delle tante parate realizzate nel match contro il Milan

In queste prime partite stagionali Terracciano non ha mai perso il posto, anzi. Nell’ultimo incontro con il Milan è stato indiscutibilmente il migliore in campo, aiutando l’Empoli a ottenere un importantissimo punto in chiave salvezza. Battuto solo da una conclusione di Biglia deviata da Capezzi, il portiere casertano ha compiuto due grandi interventi su Bonaventura, tre su Suso e una parata miracolosa su Kessie. E chissà che qualche dirigente rossonero non ci abbia fatto il pensiero, se non altro per non ritrovarselo ancora contro.

Un portiere moderno

Ma che portiere è Pietro Terracciano? Semplice, un portiere moderno. Nonostante un’ottima fisicità (è alto 193 cm per 85 chilogrammi), il casertano risulta comunque un portiere molto agile ed incline ai grandi interventi. Non solo. Terracciano è un perfetto esemplare di portiere del nuovo millennio, bravo fra i pali ma anche con i piedi. Nel calcio moderno, infatti, si sta imponendo sempre più la figura del portiere come libero aggiunto, il primo a far ripartire l’azione con qualità.

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Pietro Terracciano e Ivan Provedel, i due portieri dell’Empoli

Ma oltre alle doti tecniche vanno celebrate anche le qualità umane di questo portiere. Ottimo leader in campo, Pietro è anche un grande trascinatore nello spogliatoio, come ha dimostrato lo scorso anno. Quasi sempre infortunato, infatti, è stato comunque tra i protagonisti morali della promozione in serie A. E non è un caso che uno dei primi a celebrare il primo clean-sheet in serie A, al debutto col Cagliari, sia stato proprio Provedel, tutt’altro che contrariato per aver perso il posto per via delle buone prestazioni dell’amico-rivale.

Luigi Bove

Autore: Luigi Bove

Amante della scrittura, dell’arte, del calcio e della vita. Filosofo mancato, sportivo mancato, studioso..mai stato. Mi piace scoprire i vari aspetti del mondo, restando sempre legato alla mia città, Caserta.

Pietro Terracciano, da San Felice a Cancello alla serie A ultima modifica: 2018-09-28T11:34:30+00:00 da Luigi Bove

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