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Reggia di Caserta: tra record di visite e crolli di soffitti

la facciata della reggia di caserta

Lo scorso 10 dicembre, durante l’ultimo giorno del ponte dell’Immacolata, c’è stato il crollo di una sezione del soffitto della Sala delle dame. Tanto spavento, ma fortunatamente non ci sono state vittime o feriti. L’area è stata poi messa subito in sicurezza per consentire ai turisti di continuare la loro visita. L’episodio, tuttavia, ha suscitato non poche domande sull’effettivo stato della Reggia di Caserta. Cosa accadrà ora?

L’incidente della Sala delle dame

L’ennesimo record di presenze: questo lo scenario che stava per delinearsi alla fine del lungo ponte dell’Immacolata. Tv e giornali stavano già preparando i servizi per raccontare questo nuovo successo (il 2017 è stato un anno da favola per la Reggia di Caserta), ma l’attenzione si è poi spostata altrove. Dove? In una delle tante sale del palazzo. Per la precisione nella Stanza delle dame dove, intorno le 12.40 di domenica scorsa, è crollato parte del soffitto. In quel momento nessun turista si trovava all’interno della stanza, e gli addetti hanno subito chiuso l’area deviando il percorso di visita. Il crollo è stato improvviso ed ha interessato una sezione che non ha mai presentato problemi strutturali. Tecnici ed ingegneri, allertati immediatamente, hanno effettuato altri rilievi e dato il via alla riapertura della sala. Nei prossimi giorni ci saranno altri controlli, ma i perché sull’incidente restano.

le immagini della sala delle dame dopo il crollo

La Sala delle dame subito dopo il crollo

Reggia di Caserta: controlli sulla sicurezza del palazzo

Gran parte dell’area è stata sottoposta a vari restauri nel corso del Novecento e inizio Duemila. Nel 1930, subito dopo il Terremoto del Vulture, ingegneri e restauratori effettuarono diversi lavori all’interno del palazzo. Tra questi il rifacimento di una parte del soffitto e degli intonaci della Sala delle dame. Materiali e metodi, tuttavia, furono quelli di un tempo, lontani dalla qualità, norme e disposizioni in uso oggi.
Nel 1985 un altro intervento sempre a seguito di un terremoto, ovvero quello dell’Irpinia del 1980. Muri e soffitti vennero rinforzati con l’inserimento di alcune catene e iniezioni di cemento. Una soluzione ritenuta all’epoca sicura ed affidabile che però, in certi casi, può presentare vari problemi nel corso degli anni.

Uno dei restauri del palazzo reale

La Reggia di Caserta durante il restauro della facciata

Problemi che alla fine si sono manifestati domenica scorsa causando il collasso della sezione interessata. Ma era possibile prevederlo? Da qualche anno l’intero complesso borbonico è oggetto di varie verifiche con l’ausilio di moderne apparecchiature capaci di individuare ogni anomalia strutturale. Ma in assenza di segnali premonitori come crepe e microfratture, è difficile – se non impossibile – prevedere eventuali crolli. Nelle prossime settimane verranno effettuati ispezioni approfondite, concentrandosi soprattutto nelle aree interessate ad interventi precedenti. Mauro Felicori e lo stesso Franceschini hanno inoltre promesso tutte le operazioni necessarie per scongiurare altri possibili incidenti. Tuttavia i dubbi sulla sicurezza restano, così come la paura.

Gabriele Roberti

Autore: Gabriele Roberti

Affascinato da sempre dal Lato Oscuro della Forza, abbandona in tenera età l’idea di diventare un Sith. Da quel momento ha iniziato a dedicarsi ad altro: gli studi, il lavoro, le ragazze e i tornei a Fifa. Dopo la laurea in lettere ha iniziato a scrivere senza sosta, arrivando a vedersi pubblicato su vari siti e blog come italiani.it.
Sogna un viaggio in estremo oriente, e di provare almeno una volta tutte le cucine del pianeta. In attesa ovviamente di una chiamata da Lord Fener…

Reggia di Caserta: tra record di visite e crolli di soffitti ultima modifica: 2017-12-12T19:52:25+00:00 da Gabriele Roberti

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