SPORT STORIE CASERTANE

Divertirsi dando un calcio al razzismo: la realtà degli RFC Lions

Rfc Lions Caserta

In un momento in cui i pregiudizi razziali e la diffidenza verso la diversità sono motivi dominanti della nostra società, ci sono ancora delle realtà che fanno eccezione. Qualche anno fa, infatti, a Caserta è nata una società sportiva che fa dell’antifascismo e dell’antirazzismo i suoi cavalli di battaglia: si tratta degli RFC Lions.

Un progetto antirazzista

Un giorno cinque amici di Caserta, tra cui Maurizio Affuso (frontman degli RFC, gruppo ska casertano), e Marco Proto (che con Maurizio fonderà la società sportiva) assistono ad una scena che non fa onore al nostro territorio. Ad un semaforo un migrante del Senegal viene bullizzato da alcuni ragazzi del posto e i cinque prendono le sue difese. Da allora nasce un rapporto di amicizia e si pensa di organizzare qualche partitella con la comunità senegalese. I ragazzi africani, fisicamente preparati e brillanti, hanno quasi sempre la meglio sugli amici casertani, i quali pensano che forse era meglio giocarci insieme. Così nasce l’idea di una squadra interrazziale e avversa ad ogni tipo di discriminazione, gli RFC Lions.

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Gli RFC Lions celebrano l’ultima vittoria in campionato

Era il 2011, anno di inizio di questa grande avventura, che ha portato il team a svolgere vari tornei amatoriali, soprattutto nel napoletano. Molti di essi erano organizzati da realtà simili ai Lions, come la Stella Rossa di Napoli e la Lokomotiv Flegrea. Nel 2013, inoltre, la squadra prese parte ai mondiali antirazzisti, che si disputano ogni anno a Modena, riuscendo a vincere il premio per miglior progetto di lotta alle discriminazioni. Altri importanti successi e piazzamenti hanno spinto la dirigenza ad iscrivere la squadra al campionato di terza categoria, nel 2015-16. L’iscrizione ad un campionato nazionale non è comunque stata semplice per una squadra così ricca di extracomunitari. Per questi ultimi, infatti, il tesseramento era e continua ad essere vincolato a tutta una serie di limitazioni e lungaggini burocratiche. Ma nulla ha fermato i Lions, impegnati negli anni in lunghe lotte per agevolare l’iscrizione alle liste dei giovani migranti, ottenendo buoni risultati, aspettando i prossimi successi.

Un vero e proprio collettivo

Della realtà degli RFC Lions e dei progetti ed obiettivi presenti e futuri ne abbiamo parlato con Dario Goglia, dirigente della società. Società che intende diventare una polisportiva: «Abbiamo esteso il progetto anche al basket, iscrivendo la squadra al campionato amatoriale UISP. Abbiamo provato anche a realizzare una squadra di calcio femminile, ma il riscontro non ci è sembrato sufficiente. È comunque un progetto che non abbandoneremo». Quello dei Lions, infatti, si presenta come un progetto di sport popolare.

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La squadra di basket degli RFC Lions si stringe attorno al suo capitano Mario Esposito, che ha subito un infortunio importante

«Ai nostri ragazzi chiediamo una cifra simbolica per sostenere le spese derivate dalla realizzazione dei completi da gara, dall’iscrizione al campionato e al fitto del campo, che è il Centro Talamonti a Caserta. Ed è proprio per questo che l’organigramma societario è semplicemente figurativo, poiché ogni scelta viene presa tutti insieme, attraverso una votazione. Qui uno vale uno». Gli RFC Lions, infatti, non hanno sponsor, utilizzano materiale sportivo della Rage (ditta costituita proprio da Maurizio Affuso per evitare di indossare materiale prodotto dai grandi marchi che, come è noto, si servono anche del lavoro intensivo e minorile). L’unico supporto viene dato da un’associazione che collabora al progetto, la Fondazione Mario Diana, che ha come mission quella di aiutare società impegnate nel sociale.

Divertimento e correttezza

Ma quale futuro attende il progetto degli RFC Lions? «Noi puntiamo ad un sempre maggiore impegno sul territorio e collaborazione con le realtà antifasciste e antirazziste locali, come i centri sociali e il comitato Città Viva. A livello tecnico abbiamo allestito una buona squadra, gestita dal mister Raffaele, che è davvero molto preparato. Puntiamo con decisione ai play off, dopo aver mancato l’obiettivo per un soffio lo scorso anno. Ma ciò che abbiamo a cuore più di tutto, è la Coppa Disciplina, che viene assegnata alla squadra più corretta del torneo. Per questo i nostri giocatori scendono in campo sempre con il massimo rispetto per gli avversari e per l’arbitro. L’unico suono che vogliamo ascoltare è l’incitamento della nostra meravigliosa Gradinata Antirazzista, che ci segue fedelmente».

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La caldissima Gradinata Antirazzista

Un piccolo freno per il progetto potrebbe essere dato dalle limitazioni del Decreto Salvini: «Con esso, infatti, alcuni dei nostri ragazzi potrebbero avere difficoltà con il permesso di soggiorno e, di conseguenza, con il tesseramento. Per coinvolgere tutti, comunque, abbiamo allestito una squadra di calcio a 7 che disputa il campionato organizzato al campo Benedetta Ferone di Casolla». Un sogno di libertà e uguaglianza, quindi che non deve essere precluso a nessuno, dando un calcio al fascismo ed ogni forma di razzismo.

Luigi Bove

Autore: Luigi Bove

Amante della scrittura, dell’arte, del calcio e della vita. Filosofo mancato, sportivo mancato, studioso..mai stato. Mi piace scoprire i vari aspetti del mondo, restando sempre legato alla mia città, Caserta.

Divertirsi dando un calcio al razzismo: la realtà degli RFC Lions ultima modifica: 2018-12-04T13:15:35+00:00 da Luigi Bove

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