PERSONAGGI

Sante Monachesi: l’artista stregato da Baia Domizia

Opera di Sante Monachesi

L’animo dei pittori, degli scultori, e di chiunque si esprima attraverso l’arte, è solitamente molto profondo. Nel corso dei secoli si sono infatti avvicendati diversi talenti, capaci di realizzare con la loro scintilla interiore opere sensazionali. Essi traggono ispirazione dagli elementi più disparati: un particolare evento, un paesaggio naturale, un volto enigmatico. Anzi, alcuni di loro vengono letteralmente rapiti dai luoghi che visitano. Uno di questi è certamente il famoso Sante Monachesi, che fu ammaliato dai suggestivi scorci di Baia Domizia!

Sante Monachesi e il movimento futurista

Prima di restare folgorato dalla bellezza e dalla tranquillità di Baia Domizia, Sante Monachesi si interessa al Futurismo. Nativo di Macerata, si trasferisce ben presto a Roma per frequentare il corso di scenografia al Centro Sperimentale di Cinematografia. Sedotto dall’estro di Umberto Boccioni, fonda nel 1932 il Gruppo Futurista Marchigiano Umberto Boccioni, Futuristi nelle Marche, con Bruno Tano ed altri artisti. La fama arriva nel 1934, quando espone in occasione delle onoranze di Giacomo Leopardi nell’Esposizione d’arte antica e moderna a Recanati. Da questo momento, Monachesi inizia a tenere mostre e a produrre arte ad un ritmo intensissimo, tanto che partecipa attivamente a manifestazioni in Italia e all’estero. Si trattiene a Parigi dal 1946 al 1950, e lì si discosta dai classici canoni futuristi. Comincia la sua attività sperimentale, dove sia la pittura che la scultura prendono forma con più audacia.

Tributo a Sante Monachesi nella sua città natale, Macerata

Tributo a Sante Monachesi nella sua città natale, Macerata

Le ricerche polimateriche sono alla base del lavoro di quegli anni, così come lo è la semplicità delle sue esecuzioni pittoriche. Manifestazioni materiali di questa rinnovata filosofia sono i Muri ciechi, Parigi, e i Fiori, in cui i colori predominanti (il bianco, il blu, il rosso e il giallo) sono un chiaro segno delle influenze di Mondrian e di Fauves. Sante però non si placa, e cerca nuovamente uno stile personale. Le vacanze trascorse nella soleggiata Baia Domizia fanno si che Monachesi esprima tutto il suo proverbiale talento: il quadro del 1967, Baia Domizia, mantiene un profilo asciutto, essenziale, ma d’effetto. Sembra che non vi sia profondità né spessore, ma il soggetto viene comunque colto nella sua interezza, sempre rispettando una certa sensibilità postmoderna. Egli ripercorre i motivi dell’avanguardia, ostentando con grazia e maestria la purezza dei colori e la loro singolarità.

Baia Domizia e la protesta del cubo

Sebbene la città balneare di Baia abbia ispirato Monachesi come pittore, anche il suo temperamento ne fu condizionato. L’artista marchigiano ideò il famoso cubo di Baia Domizia, un oggetto d’arte da lui progettato e realizzato da Elverio Maurizi. Consisteva in un cubo di legno e tela, delle dimensioni di un capanno da spiaggia. Fin qui nulla di strano, se si omette che Monachesi ci si stabilì, allo scopo di protestare contro l’occupazione della Cecoslovacchia da parte dei sovietici. Il tentativo di isolamento, però, non fu tale: migliaia di giornalisti accorsi sul posto e diversi fotografi immortalarono la scena. Il gesto di Monachesi fu di forte impatto, tanto che venne seguito sia a livello nazionale che internazionale, e diede modo all’artista di proseguire nel perfezionamento delle sue opere.

Baia Domizia e le sue peculiari case immerse nella pineta, che furono grande fonte di ispirazione per Monachesi

Baia Domizia e le sue peculiari case immerse nella pineta, che furono grande fonte di ispirazione per Monachesi

Relegatosi nel cubo, Sante continuò a dipingere con regolarità, e scrisse la terza parte del manifesto del movimento Agrà (a-gravitazionale), ispirato alle missioni umane nello spazio. Il critico Emilio Villa si espresse su di lui in maniera piuttosto emblematica: «Geniale! Geniale! Monachesi è uno scultore geniale. Genio delle irruzioni ideologiche caduche, ma destinate ad altri tempi, a sceneggiature future, acrobazie occhiute… Poi tagliano la corda nell’agravitazionale, e addio, gravitazione». La lungimiranza di Sante Monachesi e la sua costante sete di sapere ne hanno fatto un talento indiscusso del panorama italiano, forse ancora troppo poco conosciuto. In più, il fatto che abbia amato Baia Domizia e abbia colto il suo naturale fascino ci fa sentire decisamente più vicini ad una delle menti più innovative dell’arte futurista italiana.

Marcella Calascibetta

Autore: Marcella Calascibetta

Scrivo dall’età di sedici anni, e (per fortuna) non ho mai smesso. Sono laureata con orgoglio alla Federico II di Napoli, città che amo e che mi diede i natali. Con mia grande gioia, ho avuto la possibilità di veder pubblicato il mio primo romanzo, dopo tanti anni che era rimasto segregato in un cassetto. Una frase che mi rispecchia? I sogni migliori si fanno da svegli!

Sante Monachesi: l’artista stregato da Baia Domizia ultima modifica: 2018-11-12T09:45:54+00:00 da Marcella Calascibetta

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