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Scoperto a San Leucio un manufatto misterioso

Manufatto - Scalinata San Leucio

In questi giorni di fine primavera, tra un bollettino Covid e le varie riaperture che stanno interessando tutto il Paese, a Caserta c’è una notizia che sembra spiccare su tutte. Poche settimane fa, infatti, durante gli scavi per la realizzazione della variante di San Leucio gli operai si sono imbattuti in un antico manufatto sconosciuto. Si tratta di una galleria, o meglio di un cunicolo su cui si sta cercando di fare luce. Ma cosa ne sappiamo finora?

La Variante di San Leucio

Lo scorso febbraio sono partiti ufficialmente i lavori per la Variante di Piazza della Seta, conosciuta anche come Bretella San Leucio. Si tratta di uno snodo stradale di un chilometro che, si spera, dovrà alleggerire il traffico veicolare tra l’Alto Casertano ed il centro di Caserta, con collegamento diretto verso l’uscita autostradale Caserta Nord. Un progetto ambizioso, che costerà circa 4 milioni di euro e che – sin da subito – ha suscitato qualche polemica vista la zona interessata. La strada partirà infatti da via Caprioli per poi svilupparsi alle spalle della Clinica Villa degli Ulivi e allacciarsi con la SP 336. In questo modo si andrà di fatto ad aggirare il Complesso Monumentale di San Leucio, consentendone una migliore conservazione. Tuttavia l’area in cui si sta andando a sviluppare il cantiere è ritenuta di interesse storico e paesaggistico. E proprio durante i primi scavi sono emersi i primi intoppi.

Nel preparare il terreno per la nuova strada, infatti, gli operai si sono ritrovati davanti l’ingresso di un cunicolo sconosciuto. Blocco immediato dei lavori e consultazione di tutte le mappe della zona interessata, nelle campagne retrostanti l’Officina Teatro di San Leucio. Da nessuna parte, tuttavia, sembra esserci traccia di questa galleria. Una scoperta che testimonia l’importanza storica dei Monti Tifatini, nonché i nostri limiti – in termini di conoscenza – di tutta l’area. Dai primi rilevamenti infatti sembra trattarsi di una costruzione non certo recente, ma almeno di oltre un secolo fa. Subito si sono interessanti gli esperti, che negli ultimi giorni stanno cercando di identificare il manufatto.

Le ipotesi sul manufatto

Tra le ipotesi più gettonate spicca quella che rimanda al periodo borbonico. Secondo alcuni pare trattarsi di uno dei tanti rami – spesso non segnati sui progetti originari – dell’Acquedotto Carolino. A dare forza a questa tesi alcuni documenti storici che parlano di una sezione del suddetto acquedotto tra San Leucio e Coccagna (Casagiove), lungo il varco Tommariello. Tuttavia, vista l’assenza di documenti diretti ed altri ritrovamenti, non si può dare ancora per certa tale tesi. Altri invece sembrano datare il cunicolo a periodi più recenti, tra gli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso.

Manufatto - Panorama San Leucio

Potrebbe infatti trattarsi dei resti dell’antico – ma non troppo – alveo Marotta, trasformato in una fogna in tempi più recenti. Ipotesi questa che ha subito suscitato qualche perplessità, viste le caratteristiche architettoniche della struttura che rimandano almeno al Settecento.
Insomma molti dubbi e poche certezze, che confermano la necessità di un intervento diretto da parte della Soprintendenza archeologica e la bontà – storicamente parlando – della nostra Provincia.  

Scoperto a San Leucio un manufatto misterioso ultima modifica: 2020-06-01T11:00:39+02:00 da Gabriele Roberti
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