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La storia della Casertana parte seconda: i giorni nostri

Casertana Storia

Gli anni più recenti della storia della Casertana sono stati l’emblema di un mito fatto di tanti alti e bassi. Dopo avervi raccontato gli esordi del calcio a Caserta, le prime cadute e i primi trionfi, passiamo alla storia recente, quella cioè che ci porta ai giorni nostri.

L’inesorabile declino dopo la grande gioia

La prima parte del nostro racconto finiva con la grande gioia del ritorno in B. Questa parte, invece, deve cominciare da una veloce e inesorabile caduta. La Casertana in B dura un solo anno. Il raggiungimento dell’obiettivo, infatti, non è seguito da una campagna acquisti all’altezza e i rossoblù si ritrovano a doversi giocare lo spareggio con il solito avversario: il Taranto. L’epilogo però è triste. Sul campo neutro di Ascoli, la Casertana cade nei tempi supplementari e lascia quella serie B che resta ancora oggi un’ossessione per tutta la città. Il presidente Cuccaro aveva già fatto intendere che le sue finanze non potevano sostenere a lungo la società e così, nell’anno successivo, arriva il fallimento e la discesa nei Dilettanti, con il nuovo nome di Casertana Football Club. Si apre il periodo più buio della storia calcistica di Caserta.

Gli anni più bui della storia della Casertana

Il dilettantismo, infatti, diventerà una consuetudine che la Casertana abbandonerà solo nel 1995-96 con l’ennesima illusoria promozione. Dopo la parentesi Cuccaro, anche la gestione della società passa per le mani di personaggi non esattamente competenti. Nel gennaio 2003, infatti, sulla poltrona si siede un personaggio che ancora suscita grande rabbia tra i sostenitori: Arturo di Mascio. Personaggio apparentemente ambizioso, di Mascio conduce la Casertana alla semifinale playoff nel 2002-03, il suo secondo anno di mandato. La gara col Savoia, tuttavia, si tramuta in un inferno, e gli scontri al Pinto con la tifoseria avversaria comportano la squalifica della compagine rossoblù.

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Arturo di Mascio, uno dei principali responsabili del fallimento della Casertana

È l’ennesima umiliazione, che di lì a poco comporterà un altro fallimento, che porta la firma del presidente di Mascio. L’F.C. Casertana non esiste più e la neonata Rinascita Falchi Rossoblù rileva il titolo della Real Aversa per ripartire dall’Eccellenza. La prima stagione in Eccellenza però rappresenta tutt’altro che una rinascita: la squadra si salva appena, e viene rilevata l’anno successivo da Giovanni Pascarella, imprenditore maddalonese. Sotto la sua guida avviene anche l’ennesima denominazione: nasce infatti l’Associazione Sportiva Dilettantistica Caserta Calcio. Con una maggiore stabilità societaria, la squadra ottiene i risultati sperati e risale subito in D, con l’ambizione di tornare in fretta tra i professionisti. Ma è solo un’illusione: l’ennesima stagione stagione fallimentare riporta la Casertana in Eccellenza, abbandonata comunque l’anno successivo con una convincente promozione.

La rinascita e la risalita nei professionisti

Gli anni che seguono offrono un copione sempre similare: una società che prova con pochi mezzi e tanto cuore a ottenere una promozione che, tuttavia, non avverrà mai. Serve l’ennesimo cambio alla guida societaria per uscire dal torpore. L’imprenditore Giovanni Lombardi rimpiazza il vulcanico Francesco Verrazzo, che per mesi aveva illuso l’intera piazza paventando un ripescaggio (mai concretizzato) in Lega Pro al posto della Real Marcianise, di cui era proprietario, tramite l’acquisizione del titolo. Ma il ritorno in C è vicino.

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Rosario Majella, 28 reti in 32 gare con la Casertana nel Campionato Nazionale Dilettanti 2011-12

Al termine di una stagione ricca di risultati altalenanti, la Casertana conquista i playoff, arrivando in finale dopo aver eliminato avversari del calibro di Cosenza e Matera. L’ultimo atto con la Virtus Vecomp è poco fortunato, ma la sconfitta per 1-3 arriva in un contesto in cui il ripescaggio è praticamente certo. La Casertana, dopo 18 anni, torna nel calcio professionistico.

Un progetto ambizioso e la tanto agognata stabilità societaria

La risalita rossoblù coincide con l’inizio della riforma dei campionati. Dopo un solo anno in C2, infatti, la Casertana ottiene l’accesso alla nuova Lega Pro unica, grazie a un grande campionato in cui arriva prima a pari merito con il Messina. La dignità di un popolo calcistico è finalmente riconquistata. In Lega pro la Casertana ottiene prima un onorevole quinto posto, poi una salvezza tranquilla l’anno successivo, e un accesso ai playoff l’anno ancora seguente. La sconfitta col Pordenone sarà fatale, ma a Caserta si respira finalmente una stabilità economica e di risultati che cancella le ultime umiliazioni.

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L’incessante tifo dei sostenitori rossoblù

Il nuovo presidente d’Agostino è un grande appassionato di calcio e, con sacrifici e programmazione, ha avviato un lavoro coscienzioso e con forti ambizioni. Anche nei due anni successivi i rossoblù si mantengono ad un ottimo livello, centrando i playoff. I tempi per una promozione, però, non sono ancora maturi. Il paragone è ancora ingeneroso con squadre molto più attrezzate, ma il lento processo di risalita sembra finalmente stabile e in costante crescita. E quest’anno, tra i ranghi rossoblù, ci sarà un certo Gigi Castaldo, un calciatore fuori categoria, arrivato dall’Avellino appena fallito, con un chiaro obiettivo: riconquistare la storia, riprendersi la serie B.

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L’annuncio di Gigi Castaldo, che richiama quello che la Juventus ha usato per annunciare Cristiano Ronaldo

Qui la prima parte della storia della Casertana Calcio

Luigi Bove

Autore: Luigi Bove

Amante della scrittura, dell’arte, del calcio e della vita. Filosofo mancato, sportivo mancato, studioso..mai stato. Mi piace scoprire i vari aspetti del mondo, restando sempre legato alla mia città, Caserta.

La storia della Casertana parte seconda: i giorni nostri ultima modifica: 2018-08-22T11:28:58+00:00 da Luigi Bove

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