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Quando Goethe fece tappa a Caserta: l’omaggio di un intellettuale romantico

ritratto di Goethe

Johann Heinrich Wilhelm Tischbein - Goethe nella campagna romana

Una giovane città borbonica, i suoi paesaggi, le architetture vanvitelliane. Tutti elementi del clima sereno e disteso che Johann Wolfgang von Goethe trovò a Caserta nel suo soggiorno a Palazzo Reale, avvenuto nel marzo del 1787. Una viva testimonianza di come la nostra città dovesse apparire agli occhi di un turista ci è pervenuta grazie al suo Viaggio in Italia, che lo scrittore realizzò tra il 1813 e il 1817.

Johann Wolfgang Goethe: un intellettuale romantico

Goethe è stato un personaggio straordinariamente poliedrico, appassionato di ogni forma d’arte e scienza. Il suo avvicinamento al movimento dello Sturm und Drang lo pone al centro della rivoluzione romantica. La sua personalità così vivace, eclettica e a tratti ricca di inquietudine rappresenta, infatti, appieno l’ideologia di intellettuale romantico. Ideali che saranno centrali nei romanzi che regalano grande fama all’autore, I dolori del giovane Werther e il Faust, realizzati poco più che ventenne. Con il passare degli anni, tuttavia, Goethe opera un cambio di stile che tende a smorzare gli impeti giovanili con una revisione classicista dei temi. Ed è in questo periodo che Goethe compie il viaggio in Italia, alla ricerca di nuovi stimoli artistici e letterari.

Goethe A Caserta: la statua alla Flora

Goethe a Caserta

La fama di Caserta doveva essere considerevole se Goethe decise di trascorrervi alcuni giorni dopo aver visitato Napoli. E questa fama non tradì le sue aspettative. Dai suoi scritti si evince il suo rapporto con il pittore Jakob Philipp Hackert, anch’egli tedesco, nella cui stanza Goethe soggiornò. Hackert, celebre paesaggista, era tenuto in grande considerazione dai regnanti, per i quali realizzò varie vedute (soprattutto marittime) dei possedimenti borbonici. Fu anche personaggio di spessore all’interno della corte grazie al suo carattere affabile: egli, infatti «ama la società, sa radunare persone, e fa molti allievi fra questeFanno prova della fiducia di cui gode presso la regina, non solo le lezioni di disegno che dà alle principessine, ma particolarmente l’essere chiamato spesse volte alla sera dalla regina, che vuole udire il suo avviso in tutte le cose le quali si riferiscono alle arti, e trattenersi talvolta seco lui, a parlare di queste».
Goethe ne ammirò tantissimo il talento, fino a provare a farsi insegnare i rudimenti della pittura, di cui rimase comunque solo un dilettante.

Dipinto della Reggia di Hackert

Jacok Philipp Hackert – Il giardino inglese di Caserta – 1792 – gouache su cartone – Palazzo Reale di Caserta

A Caserta Goethe poté ammirare, ovviamente, le meraviglie architettoniche del Palazzo Reale e dell’Acquedotto Carolino, che con incredulità osservava portare alla tenuta «un vero fiume, per uso del castello, non che per irrigare i dintorni, e facendo precipitare quella colonna d’acqua ingente, da rocce disposte artificialmente, si potrebbe ottenere una cascata stupenda». Prima di ripartire per la Sicilia, infine, Goethe visitò anche i resti dell’antica Capua e ammirò le rigogliose coltivazioni delle zona: «nei dintorni di Caserta non vi ha che pianura perfetta; i campi sono livellati, quanto le vaiuole di un giardino».

L’eredità della visita di Goethe a Caserta

La visita di Goethe a Caserta ci lascia un’importante eredità storica. Ci descrive, infatti, un giovane centro pregno di arte e di cultura, le cui vedute architettoniche lasciavano il visitatore ammirato dalla straordinaria maestria di Vanvitelli. Non di meno Goethe rimase affascinato dai sublimi paesaggi casertani. I terreni rigogliosi e fertili e le rovine di una cultura antica come quella romana, gli parvero così vive nel paesaggio capuano.
Non è mancato, inoltre, un importante omaggio alle parole dello scrittore da parte di Tony Servillo, il più celebre attore casertano (di adozione), che nel gennaio 2016 nella cappella palatina della Reggia ha voluto rileggere l’ammirazione di quel giovane tedesco che così tanto seppe apprezzare le bellezze della nostra terra.

Goethe A Caserta: omaggio di Servillo

Luigi Bove

Autore: Luigi Bove

Amante della scrittura, dell’arte, del calcio e della vita. Filosofo mancato, sportivo mancato, studioso..mai stato. Mi piace scoprire i vari aspetti del mondo, restando sempre legato alla mia città, Caserta.

Quando Goethe fece tappa a Caserta: l’omaggio di un intellettuale romantico ultima modifica: 2018-07-11T11:10:51+00:00 da Luigi Bove

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