ARTE

La Venere di Sinuessa: forme sinuose… ed eterne!

venere di sinuessa

La civiltà greca ha lasciato al mondo intero quanto di più prezioso esista: l’arte, in tutte le sue forme. Nonostante questa rigogliosa terra sembri così lontana da noi, moltissimi reperti archeologici sono stati rinvenuti nel nostro territorio, tanto da farci sentire parte di questo ameno disegno del destino. Una discreta connessione con l’età ellenistica è stata possibile, oltretutto, grazie al ritrovamento della fascinosa Venere di Sinuessa, nell’odierna Mondragone. Scopriamo insieme la sua avvincente storia, e le curiosità legate a questa conturbante scultura.

Gli scavi di Mondragone: una vera sorpresa!

Le vicende che interessano la bellissima Venere di Sinuessa sono collocabili intorno al 1911, anno in cui Leopoldo Schiappa aveva predisposto dei lavori di sterro per l’impianto di una vigna in quel di Mondragone. All’epoca si trovavano sul posto il colono Antonio Guglielmo e suo figlio Giovanni, intenti nel loro operato e ignari di cosa sarebbe emerso da quel fertile appezzamento. Utilizzando un piccone, Guglielmo urtò una porzione di terreno, da dove scorse distintamente due parti di una scultura. La notizia fece in breve tempo il giro del paese, e la presenza della magnifica opera fu all’istante segnalata al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. La Venere venne portata a Napoli da Vittorio Spinazzola, famoso archeologo. Con tanto impegno e soprattutto tanto zelo, Spinazzola riuscì a ricostruire la statua, e la battezzò col nome ufficiale di Venere Sinuessana.

La splendida Venere di Sinuessa

La splendida Venere di Sinuessa

La datò intorno al IV secolo a.C., e ne attribuì la paternità al celeberrimo scultore greco Prassitele. Nonostante tale asserzione, è molto probabile che la Venere altro non sia che una copia di un originale greco. Al tempo dei Romani, diverse sculture venivano impiegate per abbellire le sontuose ville di cui l’antica Sinuessa era piena. Gli studiosi hanno ragione di credere che la procace Venere si trovasse all’interno di un’abitazione appartenuta a Cicerone, famoso oratore e uomo politico. Attorno a questa scultura aleggiano svariate curiosità, due delle quali davvero sorprendenti. La prima vorrebbe che la Venere di Sinuessa fosse stata acquistata per circa solo 500 lire, quando il suo valore era almeno di 500 000! In più, oggi è possibile ammirarla solo al Museo Archeologico di Napoli, perché a Mondragone è presente solo una copia in marmo nero.

La Venere di Sinuessa tra arte e cinema

La Venere di Sinuessa, o Afrodite, risulta di certo una preziosa ed affascinante testimonianza del nostro passato. Pensare che simili prodezze abbiano sfidato lo scorrere dei secoli, e siano state restituite in tutto il loro splendore, è impressionante. La Venere di Mondragone purtroppo è acefala, ed è priva anche delle braccia e di una porzione del seno e del gluteo sinistro, ma ciò non la rende meno desiderabile. L’atto delicato e femminile di trattenere le vesti per non scoprire le nudità è ancora di forte impatto, nonostante il tempo abbia a modo suo fatto scempio di alcuni dei suoi dettagli. Il fatto che la nostra Venere sia priva degli arti superiori, è probabilmente riconducibile a due ipotesi.

Ingrid Bergman nel film Viaggio in Italia. Nel Mann, l'attrice ammira diverse sculture, tra cui la Venere di Sinuessa

Ingrid Bergman nel film Viaggio in Italia. Nel Mann, l’attrice ammira diverse sculture, tra cui la Venere di Sinuessa

La prima è che questo personaggio fosse intento a fare un bagno, e quindi a liberarsi degli abiti, mentre la seconda vorrebbe la figura catturata nell’atto del rivestirsi. Inoltre, il regista Roberto Rossellini in Viaggio in Italia, ha voluto omaggiare la sinuosità e la maliziosa pudicizia di questa statua. Mentre Ingrid Begman passeggia nel Museo Archeologico, nota l’attraente Venere di Sinuessa. La guida che è con lei non riesce a trattenersi, e asserisce enfaticamente: Questa è la venere che mi piace di più…perché non è una ragazzina come le altre, questa…è più donna. Lo sguardo della guida, in fondo, è assimilabile al nostro. Stupisce come tale seduzione possa sprigionarsi dopo così tanto tempo, e ancora con la stessa intensa vibrazione. Merita di essere vista dal vivo, no? Forse anche più di una volta!

Oltre alla Venere, sapevate che Sinuessa è famosa per il suo porto misteriosamente scomparso? Qui la sua storia con le recenti foto di Google Maps

Marcella Calascibetta

Autore: Marcella Calascibetta

Scrivo dall’età di sedici anni, e (per fortuna) non ho mai smesso. Sono laureata con orgoglio alla Federico II di Napoli, città che amo e che mi diede i natali. Con mia grande gioia, ho avuto la possibilità di veder pubblicato il mio primo romanzo, dopo tanti anni che era rimasto segregato in un cassetto. Una frase che mi rispecchia? I sogni migliori si fanno da svegli!

La Venere di Sinuessa: forme sinuose… ed eterne! ultima modifica: 2019-01-29T12:02:53+00:00 da Marcella Calascibetta

Commenti

To Top