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Scuole a rischio chiusura: rientrata la minaccia resta l’emergenza

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Anno 2017. Nessuna calamità naturale si è abbattuta su Caserta, nessun conflitto armato ne minaccia i confini. Le strade, per quanto non tutte in ottimo stato, esistono ancora. Non ci sono animali feroci lungo i percorsi cittadini, nessun fiume tempestoso né paludi mortali. Eppure i ragazzi casertani hanno rischiato di non poter più andare a scuola. Hanno rischiato di non averla più la scuola. Le scuole, volendo essere precisi. È infatti appena stata ritirata la disposizione della Provincia a chiudere quasi tutti gli istituti superiori.

La bomba è scoppiata in seguito alla contaminazione esplosiva tra le gravi carenze strutturali degli istituti e le difficoltà economiche dell’ente provinciale. Il Tecnico Buonarroti era stato il primo a cadere. Era poi stata predisposta la chiusura dell’Istituto Mattei, del Liceo Cirillo e del Liceo Nifo ed altre erano poi previste nel corso della settimana. In onore al diritto allo studio e alla necessità di migliaia di studenti di terminare l’anno scolastico il provvedimento è stato annullato. I problemi, però, sono tutt’altro che risolti.

Non chiuderanno il Mattei di Caserta, il Liceo Classico Cirillo di Aversa e il Liceo Classico Agostino Nifo di Sessa Aurunca. Resterà invece chiuso il Tecnico Buonarroti, sequestrato il 9 maggio dai carabinieri per ordine della Procura di Santa Maria Capua Vetere. Del Buonarroti è stato per ora dissequestrato solo il cortile, ma il resto dell’istituto non sarà riconsegnato se non in seguito ai lavori che restituiranno l’agibilità ai pilastri di sostegno. I lavori in merito erano iniziati a gennaio, ma di certo non potranno essere terminati prima della chiusura dell’anno scolastico. Gli allievi del Buonarroti utilizzeranno le aule messe a disposizione dall’amministrazione comunale nelle scuole medie Luigi Vanvitelli e Dante Alighieri.

scuole a rischio chiusura

Le motivazioni della chiusura

La chiusura delle scuole era stata predisposta dal Presidente della Provincia Silvio Lavornia a causa del dissesto finanziario dell’ente che dirige. Egli aveva espresso tutto il suo rammarico in merito alla questione. Si parlava della chiusura in settimana degli istituti citati. Incombente era inoltre il rischio di chiusura successiva di altre 90 scuole circa, ovvero il 99% degli istituti scolastici della provincia. La decisione derivava dal fatto che la Provincia avrebbe dovuto assumersi la responsabilità dell’utilizzo di scuole inagibili.

Il dietrofront

Il vice-prefetto di Caserta Gerlando Iorio, i dirigenti dell’Ufficio Scolastico Regionale e molti esponenti politici di diverse fazioni hanno fatto pressioni sul Presidente affinché cambiasse idea. Molteplici inoltre le proteste di docenti e studenti, culminate nel presidio all’esterno della prefettura di lunedì 15 maggio. Tale data era stata indicata per la chiusura ufficiale dei primi quattro istituti. Lavornia ha deciso poi di fare dietrofront e di assumersi la responsabilità dell’utilizzo dei locali. Questo perché i problemi strutturali, seppur gravissimi, esistono da lungo tempo. Chiudere gli istituti a due settimane dalla fine dell’anno scolastico avrebbe portato soltanto danni, soprattutto per gli studenti dell’ultimo anno.

Scuole

La Provincia è in dissesto da Dicembre 2015 e da tempo Lavornia fa appello al governo per porre rimedio alla situazione. «Non è più in grado di garantire nessuno dei servizi erogati, dalla manutenzione delle 96 scuole superiori a quella dei 1500 chilometri di strade di competenza provinciale». Queste le parole del Presidente in merito alla Provincia stessa. I dipendenti, senza stipendio già da aprile, hanno annunciato lo sciopero per il 23 maggio prossimo.

Il bando della Regione a favore delle scuole

Intanto la Regione Campania, come annunciato da De Luca, ha emanato un bando per l’erogazione di un contributo. Si parla di 40 mila euro che le scuole potranno utilizzare per la manutenzione ordinaria. De Luca ha dichiarato: «La Regione si farà carico del problema degli istituti scolastici. Faremo uno sforzo per trovare insieme un modo per far arrivare 40-50mila euro a ogni scuola per piccoli collaudi e mettere a posto situazioni di tutela minima del patrimonio e sicurezza per arrivare a concludere l’anno scolastico». Resta però difficile far coincidere le tempistiche per la partecipazione con quelle della chiusura dell’anno scolastico. La cifra messa a disposizione potrebbe inoltre non essere sufficiente per tutte le spese.

Il Presidente della Regione De Luca

Duri i commenti in merito alla questione dei rappresentanti delle istituzioni e dei cittadini. Di certo è la Provincia ad avere la responsabilità diretta degli istituti superiori. È però da valutare il fatto che fino ad ora nessuno abbia alzato la voce.

Mariarosaria Clemente

Autore: Mariarosaria Clemente

La mia passione è raccontare storie. Ho iniziato a scrivere da piccolissima, poco dopo è nato il mio amore per il cinema ed ho ricevuto la prima macchina fotografica. Parole e immagini, coltivo tutto ciò che mi aiuta a costruire mondi

Scuole a rischio chiusura: rientrata la minaccia resta l’emergenza ultima modifica: 2017-05-18T19:01:22+00:00 da Mariarosaria Clemente

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