CASERTA NEI SECOLI

I futili motivi che portarono alla strage di Bellona del 1943

strage di Bellona - hitler
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Il ventennio fascista è sicuramente uno dei momenti più bui della storia del nostro Paese. La politica estera di Mussolini condusse l’Italia ad una guerra per la quale non era pronta al fianco di un alleato sanguinario e senza scrupoli, la Germania nazista. E proprio nei giorni in cui il generale Badoglio, dopo la destituzione del duce, voltò le spalle a Hitler, nel casertano accadde un tragico avvenimento che rimarrà indelebile nella storia della comunità coinvolta. Stiamo parlando della strage di Bellona del 1943.

Una tragedia nata da futili motivi

Il 6 ottobre del 1943 due soldati tedeschi che erano di pattuglia nella zona di via della Vittoria (odierna via 54 Martiri) a Bellona scavalcarono un muro di cinta e chiesero ospitalità ad una famiglia locale. I due, tuttavia, cominciarono ad assumere il tipico atteggiamento nazista, per cui ai soldati tedeschi tutto era concesso. Così essi si ubriacarono e cominciarono a spaventare le persone presenti in quel momento nella casa dell’artigiano che li aveva così ospitalmente accolti. Fu allora che un parente del padrone di casa cercò di persuaderli ad abbassare i toni.

strage di Bellona - foto di una fucilazione

Cinquantaquattro uomini bellonesi furono giustiziati la mattina del 7 ottobre del 1943. Fonte: Mifacciodicultura

Uno dei due soldati si irritò alle richieste a suo parere illegittime dell’uomo. Così prese la pistola e sparò un colpo che colpì il collo dell’italiano, che cadde al suolo agonizzante. Le nipoti del bellonese cominciarono ad invocare aiuto e prontamente accorsero due giovani componenti della famiglia, armati di rivoltelle e bombe a mano. Una di queste uccise un soldato e ne ferì un altro, che prontamente corse dal suo comandante ad avvisarlo dell’accaduto. Costui constatò lo stato visibilmente alterato dai fumi dell’alcool del suo sottoposto. Così, quando arrivò sul posto, capì subito la situazione e cercò di convincere i presenti che solo il comando supremo della Wehrmacht poteva decidere il da farsi. L’ufficiale delle SS, invece, si sentì colpito nell’orgoglio di fiero nazista e spinse per punire l’intera comunità, fucilando 150 persone, cento per il soldato ucciso e cinquanta per quello ferito.

Una strage senza scrupoli

La strage prospettata dall’ufficiale non doveva essere semplicemente una punizione per aver sfidato un nazista. Doveva servire anche la risposta al vicino popolo napoletano, che pochi giorni prima aveva combattuto valorosamente e aveva liberato la città dall’occupazione tedesca. Il comandante dovette ben presto arrendersi alla volontà dell’ufficiale sanguinario. Fu così che alle sei del mattino seguente, alle prime luci dell’alba, i nazisti bloccarono le strade della città. Ad essere catturati furono circa duecento uomini, tra cui bambini e anziani malati. Anche il prete Andrea Rovelli, che stava celebrando la messa, si vide prelevare durante la funzione.

Strage di bellona - Mausoleo Ossario dei 54 martiri di Bellona

Particolare delle tombe del Mausoleo Ossario dei 54 martiri di Bellona

I prigionieri vennero radunati in piazza Umberto I e trasportati nella cappella di S. Michele Arcangelo, con la scusa di doversi adoperare in alcuni lavori al suo interno. La motivazione non convinse affatto i duecento uomini, la cui trepidante attesa fu interrotta dall’arrivo di un altro ufficiale che scelse dieci persone e le condusse all’esterno della cappella. Allontanatisi fino all’attuale confine tra Bellona e Vitulazio, il nazista diede l’ordine di fucilare il gruppo di bellonesi senza esitazione. Dopo di loro, altri 44 uomini seguirono la stessa sorte, finché l’ufficiale non si sentì appagato dalla sua disonorevole vendetta.
Da quel giorno la strage di Bellona è un avvenimento scolpito nelle menti degli abitanti della città. E nel 2017 ci ha pensato anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a commemorare un episodio ancora ai più sconosciuto.

Luigi Bove

Autore: Luigi Bove

Amante della scrittura, dell’arte, del calcio e della vita. Filosofo mancato, sportivo mancato, studioso..mai stato. Mi piace scoprire i vari aspetti del mondo, restando sempre legato alla mia città, Caserta.

I futili motivi che portarono alla strage di Bellona del 1943 ultima modifica: 2019-04-03T10:30:43+02:00 da Luigi Bove

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