CURIOSITÀ

La leggenda di Rosella: strega in esilio nella Reggia di Caserta

Strega Reggia Di Caserta

Maestosa, elegante e con una storia tutta da raccontare: la Reggia di Caserta è senza dubbio il simbolo della città. Il suo imponente palazzo è considerato uno dei punti più alti del barocco in Italia, mentre il parco reale – con i suoi boschi, statue e fontane – è un vero e proprio rifugio dal grigiore cittadino. Ma tra alberi secolari e sentieri tappezzati di foglie giallognole, sembra che un tempo si celasse una strega.

Tra amore e invidia

Caserta oggi si presenta come una città di piccole-medie dimensioni, sviluppatasi intorno all’ex residenza reale borbonica. Un tempo, tuttavia, immensi boschi caratterizzavano gran parte dell’area, mentre l’abitato si estendeva solo a poche case sparse.
Qui il principe Andrea era pronto a convolare a nozze con Rosella, ragazza bellissima, ma di umili origini. Suo padre, infatti, era un semplice pescatore di Napoli: figura ben lontana dalla classe nobile.

Strega Reggia Di Caserta

Antonino Leto – Golfo di Napoli e pescatori

Nonostante questa disparità sociale, i genitori di Andrea diedero il consenso al matrimonio. Tuttavia c’era chi – per ovvi motivi – desiderava ben altro esito. Si trattava delle aristocratiche napoletane, che videro i loro sogni nuziali svanire a causa di una fanciulla qualunque. Cosa fare quindi? Impedire le nozze con ogni mezzo, anche il più losco.
Le nobildonne si recarono così da una strega, con la speranza di rimediare qualche maleficio utile al loro scopo. Giunte al cospetto della fattucchiera, chiesero un sortilegio. E come in ogni storia di amore e magia che si rispetti, anche qui spuntò una rosa maledetta. La strega consegnò infatti alle ragazze un fiore dai petali intrisi di veleno: non appena la sposa tanto odiata avesse annusato quella rosa, sarebbe morta sul colpo. Semplice no?

L’errore della strega

Il giorno delle nozze, le graziose nobildonne regalarono la rosa all’ignara Rosella, che accettò di buon grado. Pochi attimi prima di recarsi sull’altare decise di annusarla, ma il risultato fu leggermente diverso dalla morte. La strega infatti, forse a causa dell’età o per benevolenza nei confronti della povera malcapitata, sbagliò formula e invece di condannare la giovane donzella a morte certa, finì per trasformarla in una vecchia dall’aspetto orribile.
Terrorizzata, la sposa si recò in fretta e furia da una megera nel beneventano. L’anziana capì subito il tipo di incantesimo, e tranquillizzò la fanciulla: «Per spezzare il maleficio, sarà sufficiente il bacio del tuo principe». Rosella tornò quindi al palazzo, certa del bacio sincero da parte del suo futuro sposo.

Strega Reggia Di Caserta

La piccola grotta del parco della Reggia

Le cose però andarono diversamente: il principe non riconobbe la sua dolce metà, finendo con l’accusare la stessa Rosella di furto dell’abito nuziale e rapimento. Egli partì poi alla ricerca della sua amata, fino ai confini del regno. Dopo tre anni senza risultati, il giovane Andrea – maledicendo quella vecchia che aveva chiesto un semplice bacio – morì per la disperazione. Il padre, sconvolto per la scomparsa del figlio, sentenziò l’esilio della vecchia in una piccola grotta, oggi inclusa nel parco della Reggia.

Principi e battute di caccia alla Reggia

Dopo anni, o forse secoli, Rosella uscì da quella grotta per specchiarsi in uno stagno vicino, speranzosa nell’aver recuperato il suo reale aspetto. Ma così non fu: il riflesso era sempre quello di una vecchia con il naso bitorzoluto.
Un giorno il galoppare sempre più intenso dei cavalli squarciò il silenzio del bosco. La grotta si trovava infatti nell’area interessata da una battuta di caccia, organizzata in occasione del cinquantesimo compleanno del re. Cacciatori da ogni dove stavano perlustrando il bosco la sera prima dell’evento, ed uno di essi si imbatté in Rosella. Si trattava di Ulrico, principe austriaco, che alla vista della vecchia subito le chiese se avesse bisogno di aiuto o meno. Affascinata dai modi del cacciatore, gli regalò un ramo di pungitopo come portafortuna da appuntare al petto.

Strega Reggia Di Caserta

La mattina seguente si diede il via alla battuta. Il clima era disteso e sereno, con il re che si dilettava più in amabili conversazioni con i vari cacciatori, che non nella caccia stessa. Ad un certo punto, però, non si accorse di un cinghiale che lo caricò infuriato. Ulrico si frappose tra la bestia e il re, finendo con l’essere ucciso. Ad assistere alla scena c’era Rosella, che lanciò un urlo disperato facendosi notare dai presenti. Il re allora, scambiandola per la strega responsabile dell’incidente, ordinò ai soldati di arrestarla. Giunta al palazzo, venne condannata a morte. Come ultimo desidero, però, chiese di vedere il corpo di Ulrico. Alla vista del principe senza vita disteso sul letto, Rosella scoppiò in lacrime.

Il bacio tanto atteso

Accarezzando il corpo del gentil cavaliere un’ultima volta, ella si punse con il rametto che gli aveva regalato. Una goccia di sangue cadde sulle labbra del giovane cacciatore. Al contatto, di colpo, egli si svegliò tra lo stupore di tutti.
Dopo qualche minuto di smarrimento, l’uomo domandò spiegazioni ai presenti. Gli fu detto dell’incidente e del coinvolgimento della strega seduta accanto. Alla vista della vecchia, Ulrico – tuttavia – chiese di poter stare da solo con lei.

Strega Reggia Di Caserta

D’istinto il principe portò la sua mano sul viso della presunta strega per avvicinarla a sé e baciarla. Non appena le sue labbra sfiorarono le sue, una forte luce accecò gli occhi di Ulrico. Da quel bagliore uscì il volto di una giovane e bellissima ragazza: la maledizione era stata spezzata.
I due, pochi giorni dopo, si unirono in matrimonio, partendo poi per un viaggio di nozze che – secondo la leggenda – dura ancora oggi. L’amore, nonostante la lunga attesa e le tante sofferenze, era riuscito a trionfare nella vita di quella umile figlia di pescatore. E vissero tutti felici e contenti, tranne il cinghiale…

Strega Reggia Di Caserta

Gabriele Roberti

Autore: Gabriele Roberti

Affascinato da sempre dal Lato Oscuro della Forza, abbandona in tenera età l’idea di diventare un Sith. Da quel momento ha iniziato a dedicarsi ad altro: gli studi, il lavoro, le ragazze e i tornei a Fifa. Dopo la laurea in lettere ha iniziato a scrivere senza sosta, arrivando a vedersi pubblicato su vari siti e blog come italiani.it.
Sogna un viaggio in estremo oriente, e di provare almeno una volta tutte le cucine del pianeta. In attesa ovviamente di una chiamata da Lord Fener…

La leggenda di Rosella: strega in esilio nella Reggia di Caserta ultima modifica: 2018-10-03T11:17:07+00:00 da Gabriele Roberti

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