ARTE CASERTA NEI SECOLI MONUMENTI

Il Teatro Garibaldi e il coraggio di ricominciare: una storia vera

Teatro Garibaldi

L’arte, espressa in tutte le sue forme, riesce ad imitare la vita, ma anche a farne un capolavoro. Il bisogno di esprimersi dell’essere umano attraverso il canto, la musica, e le performance sceniche costituisce una necessità ancestrale. La storia e le sue testimonianze ci dicono, oltretutto, che i luoghi migliori per riuscire in questo intento sono i teatri. Possenti e riccamente decorati, i teatri conservano una magia e un’atmosfera di notevole intensità. Uno fra questi che merita di essere menzionato è il famoso Teatro Garibaldi, di Santa Maria Capua Vetere!

Il Teatro Garibaldi: ultimo teatro lirico della Campania

La lunga storia del Teatro Garibaldi inizia il 28 ottobre del 1864, quando il municipio di Santa Maria Capua Vetere decise di indire un concorso di progettazione per la realizzazione di un teatro pubblico. Malauguratamente, però, nessuno dei lavori presentati soddisfò la commissione. A quel punto ci fu un cambiamento di rotta: si designò un architetto che avrebbe dovuto occuparsi del progetto. Il fortunato fu Luigi Della Corte, ma non si riuscì questa volta a trovare nessun imprenditore che appaltasse l’opera per la cifra stabilita. Sembrava che il destino del Teatro fosse segnato, ed infatti passarono ben vent’anni prima che potesse prendere forma. Nel 1887 fu bandito un altro concorso, che vide il Prof. Antonio Curri come vincitore, con il suo progetto ispirato all’Opéra Garnier di Parigi. I lavori iniziarono ufficialmente il 13 agosto 1889, e furono aggiudicati alla ditta D’Agostino e Casella di Salerno.

Il Teatro San Carlo di Napoli, a cui il Teatro Garibaldi è stato paragonato

Il Teatro San Carlo di Napoli

Il 12 aprile del 1896 il teatro vide la luce: venne intitolato a Giuseppe Garibaldi, e La forza del destino di Giuseppe Verdi lo inaugurò. La maestosità e la bellezza del Teatro Garibaldi gli resero perfino il soprannome di Piccolo San Carlo. Il pittore Domenico Morelli volle omaggiare (in una missiva destinata al sindaco) questo magnifico luogo, con le sue toccanti parole: un lavoro che tanto onora l’arte e il Municipio di Santa Maria. Dopo aver ospitato diversi spettacoli di immenso valore (come la Bohème e la Traviata), il Teatro Garibaldi si trovò a dover affrontare diverse difficoltà. Prima fra tutte, lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, che lo costrinse a chiudere i battenti.

La caduta e la rinascita

A causa del Primo conflitto mondiale, il Teatro aprì solo sporadicamente, e la cosa sancì un lento declino. Nel 1939 Mario Del Piano, un impresario locale, lo trasformò in sala cinematografica, tentando di riportarlo agli antichi fasti. Con la Seconda Guerra Mondiale non andò meglio, anzi. Gli alleati requisirono il Teatro per farlo diventare palcoscenico per artisti rigorosamente statunitensi, come Cole Porter e Coleman Hawkins. Nonostante ciò, furono in grado di esibirsi anche talenti nostrani come Totò, Nino Taranto, Raffaele Viviani e Carlo Dapporto. Nel 1980 una tragedia colpì l’Irpinia, e un nuovo dramma si abbatté sul Teatro.

Locandina storica del MUTEG del Teatro Garibaldi

Locandina storica del MUTEG del Teatro Garibaldi

Lo spaventoso terremoto mise in ginocchio la zona, e il Teatro Garibaldi venne giudicato inagibile. Restò per altri vent’anni chiuso al pubblico, per poi riaprire fortunatamente nel 2004, dopo diversi lavori di restauro (sotto la direzione della Soprintendenza per il Patrimonio storico-artistico di Caserta e Benevento). Oltretutto, dal 21 giugno 2017 il Teatro ospita la mostra permanente dedicata al Teatro e al Cinema. Sono infatti esposti reperti e documenti dell’Archivio Storico che ripercorrono le tappe fondamentali della storia del teatro e del cinema in generale, e anche dello stesso Teatro Garibaldi. Come una fenice che risorge dalle sue ceneri, così il magnifico Teatro Garibaldi risplende di una luce particolare: quella di chi non ha mai temuto le avversità!

In copertina acquerello raffigurante la facciata del Teatro di Zacarias Cerezo

Marcella Calascibetta

Autore: Marcella Calascibetta

Scrivo dall’età di sedici anni, e (per fortuna) non ho mai smesso. Sono laureata con orgoglio alla Federico II di Napoli, città che amo e che mi diede i natali. Con mia grande gioia, ho avuto la possibilità di veder pubblicato il mio primo romanzo, dopo tanti anni che era rimasto segregato in un cassetto. Una frase che mi rispecchia? I sogni migliori si fanno da svegli!

Il Teatro Garibaldi e il coraggio di ricominciare: una storia vera ultima modifica: 2018-12-03T10:31:12+00:00 da Marcella Calascibetta

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