CASERTA NEI SECOLI

La grande Storia: quando Tora e Piccilli salvarono gli ebrei

Bambini ebrei deportati ad Auschwitz

I nomi della storia sono famosi, compresi quelli dei grandi generali e delle epiche battaglie. Non sempre, però, coloro che partecipano attivamente agli avvenimenti vengono ricordati a sufficienza. Oggi vi raccontiamo una storia importante, di coraggio e di lealtà, di un passato non troppo lontano, che tuttora non cessa di essere dimenticato. Non molto tempo fa, i comuni di Tora e Piccilli diedero rifugio ad una colonia di ebrei, soggiogati dalla morsa fascista!

Gli ebrei salvi dalle leggi razziali: il rifugio di Tora e Piccilli

Tora e Piccilli costituiscono una sola municipalità, essendo però due comuni a sé stanti. Entrambi sono ameni paesini con poco più di mille abitanti, e si trovano in una zona collinare. Al di là della graziosità di questi luoghi, è importante ricordare come entrambi siano stati protagonisti dell’unico episodio noto in Italia in cui tutta la comunità si schierò a favore degli ebrei. Nel 1938 vennero emanate dall’allora governo fascista le vergognose leggi razziali, e nel 1942 la prefettura di Napoli intimò di schedare ogni singolo residente ebreo della città e della provincia. Lo scopo era non solo quello di conoscere il loro numero effettivo, ma anche di costringerli ai lavori forzati. Fu proprio in questa sciagurata occasione che Tora e Piccilli si vestirono di coraggio e umanità, diventando il simbolo della lotta alla tirannia e al degrado sociale.

I rotoli sacri della Torah

I rotoli sacri della Torah

Per gli ebrei che furono accolti, non poteva certo essere un caso che questi luoghi avessero un nome così importante. Infatti la parola Tora è molto simile alla Torah, la Legge ebraica. Come in ogni impresa che si rispetti, anche in questa non mancarono i dubbi. Alcune persone di Tora erano piuttosto contrarie e preoccupate circa l’entrata degli ebrei nella propria città, anche perché per gli abitanti essi venivano considerati dei miscredenti, non andando a messa ogni domenica. A queste perplessità rispose il parroco Don Ferdinando Di Corpo, che li illuminò sul perché di questa condotta apparentemente blasfema. A quel tempo Napoli fu bombardata senza pietà, e molte famiglie dei paesi limitrofi, assieme ad un gruppo di ebrei, giunsero qui per salvarsi. Tora e Piccilli si mostrarono gentili e aperte, e gli ebrei in cerca di rifugio trovarono solidarietà e ospitalità presso tutti gli abitanti del paese.

Tora e Piccilli, piccole città dal cuore grande

Dopo le disposizioni del governo a Napoli, nessun cittadino di Tora e Piccilli negò il suo aiuto ai poveri ebrei malcapitati. Tutti quasi fecero a gara per ospitarli e soccorrerli, ma sicuramente prima fra tutte fu la baronessa Antonietta Falco. Questa donna così determinata apparteneva ad una ricca famiglia napoletana, e non ci pensò due volte prima di dare rifugio agli ebrei che sentì bussare alla sua porta. La baronessa, con il sostegno dell’intera popolazione, diede asilo e protezione a tutti. Addirittura la nobildonna fece della sua enorme e splendida villa una sinagoga, dove gli ebrei potevano pregare e dedicarsi alle loro funzioni religiose. Anche quando il paesino di Tora fu circondato dalle truppe tedesche e assistette alla crudele uccisione di migliaia di uomini, in molti mantennero il silenzio. Nessuno denunciò gli ebrei e, anche in quel difficile frangente, tutti si adoperarono per proteggerli.

Veduta aerea di Tora e Piccilli

Veduta aerea di Tora e Piccilli

Persino le antiche forze dell’ordine del posto, che erano al corrente dei movimenti clandestini, finsero di non sapere nulla. Emozionanti sono i racconti dei sopravvissuti, che narrano di scene commoventi di solidarietà fra gruppi di ebrei e la popolazione. Alcune foto di questi momenti sono riportate anche nel testo Il silenzio dei Giusti, del giornalista Piero Antonio Toma. Onore a Tora e Piccilli dunque, che ancora oggi possono e devono andare fiere del loro operato, oltre ad essere un valoroso esempio da seguire!

Marcella Calascibetta

Autore: Marcella Calascibetta

Scrivo dall’età di sedici anni, e (per fortuna) non ho mai smesso. Sono laureata con orgoglio alla Federico II di Napoli, città che amo e che mi diede i natali. Con mia grande gioia, ho avuto la possibilità di veder pubblicato il mio primo romanzo, dopo tanti anni che era rimasto segregato in un cassetto. Una frase che mi rispecchia? I sogni migliori si fanno da svegli!

La grande Storia: quando Tora e Piccilli salvarono gli ebrei ultima modifica: 2018-04-17T16:31:08+00:00 da Marcella Calascibetta

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