CASERTA NEI SECOLI MONUMENTI

Trebula Balliensis: Pontelatone e la sua “Pompei”

Trebula Balliensis

In tutto il territorio di Terra di Lavoro esistono tracce delle civiltà che ci hanno preceduto. In particolare, l’hinterland casertano conserva gelosamente nei secoli queste labili ma fondamentali testimonianze, sfidando il tempo e la sua tirannia. I siti archeologici che popolano questa storica e antica terra sono innumerevoli, e sarebbe impossibile quasi far memoria delle singole realtà. Oggi però vogliamo parlarvi di un luogo che di storia ne sa parecchio, e che è tuttora oggetto di interesse da parte di coraggiosi volontari e studiosi: Trebula Balliensis!

Trebula Balliensis, la Pompei casertana

Storia e alchimia si fondono in una sapiente atmosfera in quel di Pontelatone. Si dia il caso che la ridente cittadina casertana ospiti uno dei siti archeologici più importanti dell’area campana, ancora purtroppo poco noto. Trebula Balliensis rappresenta un centro fortificato, costruito nel X secolo come difesa dagli attacchi del pericolo saraceno. Il massiccio impianto murario accoglie anche un mastio possente, a prova dell’intento precauzionale. Nel dettaglio, il suolo dove si può ammirare Trebula Balliensis si trova nella frazione di Treglia, il che spiegherebbe la scelta di sfruttare l’importante posizione strategica. Questo tratto metteva in comunicazione Capua con Alife, costituendo un punto militarmente ghiotto per diverse civiltà: a partire dal IX secolo a.C. attirò gli osco-sanniti e perfino i romani. Il borgo anticamente si sviluppava a nord est dell’odierna cittadina di Treglia, e si distingueva in due aree: la prima era costituita dall’acropoli, situata sul colle Monticelli.

Veduta laterale della porta megalitica di Trebula Balliensis (Foto di Guideslow.it)

Veduta laterale della porta megalitica di Trebula Balliensis (Foto di Guideslow.it)

La seconda, invece, occupava l’abitato sannitico-romano sul pianoro La Corte. Trebula Balliensis, però, non garantisce solo la presenza di reperti storici significativi. Lo splendore naturale che circonda la zona rende tale visione ancora più suggestiva. Nel sito troviamo la cinta muraria, la porta megalitica e le terme romane, dall’immenso valore storico e antropologico. Le possenti mura difensive (1.800 metri di lunghezza) erano state edificate con un ordine poligonale, mentre il Colle Monticelli, grazie alla sua posizione strategica, costituiva il settore militarizzato. Nella parte ovest del sito stanzia invece l’indistruttibile porta megalitica, in passato protetta da un bastione.

Le Terme Romane e il Castellum Aquae

Passiamo ora a quelle che erano le terme della Trebula Balliensis. Vennero rinvenute intorno agli anni ’70, quando iniziarono i lavori per la strada forestale che da Treglia andava fino al pianoro delle Campole. Identificabili come terme costantiniane, ospitavano i classici ambienti previsti dal sistema termale romano. Erano l’apoditeryon (lo spogliatoio), il frigidarium (ambiente per il bagno freddo), e il calidarium (destinato al bagno caldo). Questo veniva riscaldato con dei condotti in terracotta che rivestivano le sue pareti, mentre al di sotto del pavimento vi era un tiepido passaggio d’aria (suspensurae). L’acquedotto che alimentava la città attingeva l’acqua dalle vicine sorgenti, nei pressi del Monte Friento, e trovava il suo punto di accesso presso l’attuale Ponte Tora.

Il fantastico lavoro dell'associazione Gruppo Archeologico Trebula Balliensis

Il fantastico lavoro dell’associazione Gruppo Archeologico Trebula Balliensis

Ancora oggi è possibile ammirare le tracce di una struttura in opera laterizia, il Castellum Aquae (un serbatoio d’acqua). Le terme e l’intero sito furono oggetto degli scavi dell’ambasciatore inglese William Hamilton, che effettuò diverse indagini. È evidente quindi l’immensa portata storica di questi ritrovamenti, che rendono Trebula Balliensis un sito davvero ragguardevole. Gli instancabili volontari del Gruppo Archeologico Trebula Balliensis organizzano anche delle visite, per permettere a chiunque lo desideri di immergersi in questa incantevole realtà. Non perdete l’occasione di vedere con i vostri occhi quali magnifiche testimonianze ci hanno lasciato gli antichi!

Marcella Calascibetta

Autore: Marcella Calascibetta

Scrivo dall’età di sedici anni, e (per fortuna) non ho mai smesso. Sono laureata con orgoglio alla Federico II di Napoli, città che amo e che mi diede i natali. Con mia grande gioia, ho avuto la possibilità di veder pubblicato il mio primo romanzo, dopo tanti anni che era rimasto segregato in un cassetto. Una frase che mi rispecchia? I sogni migliori si fanno da svegli!

Trebula Balliensis: Pontelatone e la sua “Pompei” ultima modifica: 2019-01-02T10:46:54+00:00 da Marcella Calascibetta

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