CURIOSITÀ

Valle Agricola e la leggenda d’amore dello spettro di Monte Janara

Il Bacio Copertina

Non è raro che nell’Alto casertano, nei luoghi più impensabili e difficili da raggiungere, ci si imbatti in caratteristici paeselli. Una sorta di isole dove natura e civiltà si fondono, dove tranquillità ed ospitalità lasciano naufragare ogni nostro pensiero. Un esempio è Valle Agricola, borgo arroccato sulle pendici del Monte Cappello. Qui, tra prati verdeggianti e silenzi profondi, echeggia un vecchio detto popolare a memoria di una triste leggenda d’amore.

Valle Agricola: angolo di quiete

Per raggiungere Valle Agricola, partendo dal comune di Ailano, occorre imboccare una strada in salita che costeggia la montagna con numerosi tornanti. Una volta giunti in paese ci si accorge immediatamente della salubrità dell’aria. Facciamo un respiro profondo per riempircene i polmoni. Ci troviamo a 700 metri sul livello del mare: il clima è mite, il paesaggio cattura l’attenzione e soddisfa le aspettative. Meta ideale per escursioni e passeggiate nella natura, il paesello si presenta come un vero e proprio angolo di quiete in cui ritrovare sé stessi.

Valle Agricola e la leggenda amore

Valle Agricola- Fonte: Guida turistica del Matese

Il suo territorio è stato frequentato fin dall’antichità da agricoltori e pastori sanniti. Lo testimoniano il ritrovamento di diverse tombe nelle quali sono stati rinvenuti utensili in ceramica ed armi in ferro d’epoca preromana. Ma il periodo storico più affascinante è senza dubbio quello Medioevale. Allora il paese era denominato Valle di Prata perché assoggettato alla Baronia di Prata. Diversi feudatari si sono avvicendati nel corso della storia. Tra questi meritano menzione i conti Pandone, il cui stemma ancora primeggia sulla torre circolare del XV secolo che sovrasta il centro storico. È proprio durante la dominazione dei conti Pandone, signori di Prata, che trova ambientazione la romantica leggenda del Monte Janara.

Il privilegio della prima notte (ius primae noctis)

Si narra che al tempo dei signori dei castelli, le coppie che volevano sposarsi dovessero chiedere la benedizione del signorotto locale. E quest’ultimo poteva concedersi il diritto a trascorrere la prima notte di nozze con la sposa senza che lo sposo potesse ribellarsi. Questo privilegio era denominato ius primae noctis. Non esistono fonti storiche che attestano che questo privilegio esistesse davvero. L’opinione prevalente degli storici è che lo ius primae noctis in realtà coincidesse ad una tassa. Il servo della gleba rientrava nella proprietà feudale: la sua vita era legata alla terra ed alla volontà del padrone della stessa. Di conseguenza per ottenere il consenso al matrimonio egli doveva versare un tributo pecuniario. Tuttavia, il mito del privilegio della prima notte è tramandato in molte leggende locali.

Ius Primae Noctis leggenda amore medioevale

La leggenda d’amore di Monte Janara

«Se vai di notte a Monte Janara, senti la voce di un grande spettro che grida, saltando da una rupe all’altra, e invocando vendetta contro il signore di Prata.»

A Valle Agricola si ricorda che, nel XIV secolo, una giovane coppia di contadini si presentò al cospetto del conte Pandone per ottenere il permesso al matrimonio. Erano entrambi di una bellezza da far invidia. Lui era un giovanotto alto, moro ed aitante. Lei una creatura dolce, dagli occhi azzurri e dai lineamenti delicati. Appena il signore del castello incontrò la sua figura ne rimase incantato: il desiderio di farla sua lo pervase terribilmente. Con l’intendo di strapparla dalle braccia dello sposo e renderla sua prigioniera, il conte reclamò lo ius primae noctis. Ma lo sposo si ribellò a tale barbara usanza. E la notte del matrimonio, prima che l’ingiustizia fosse consumata, irruppe nel castello. Trapiantò un pugnale dritto nel cuore del prepotente signore e portò in salvo la sua sposa.

leggenda amore di Valle Agricola

Ma ben presto dovette separarsi dal suo amore. Le guardie del castello si sparpagliarono in lungo e in largo per catturalo e vendicare la morte del conte. Un rapido ed appassionato bacio alla sua sposa precedette la fuga lungo i sentieri di montagna. Il giovane si rifugiò sulla montagna più alta di Valle Agricola, il Monte Janara (circa 1500 metri sul livello del mare) pensando che lì fosse al sicuro. Ma sfortunatamente fu scoperto, raggiunto ed accerchiato dalle guardie. E mentre il suo sangue colorava le rocce, con lo sguardo rivolto alla luna, sussurrò un’ultima volta il nome della sua amata da cui non tornò mai più. Leggenda vuole che il suo spirito ancora oggi vaga tra i sentieri della montagna. E nelle notti di luna piena è possibile udire il suo grido di vendetta mentre, accompagnato dal fruscio del vento, piange per il suo amore perduto.

Luisa Masiello

Autore: Luisa Masiello

Laureata in Economia e Management ma da sempre affascinata da ogni forma d’arte: scrittura, poesia e pittura sono il suo passatempo preferito… Il suo sogno nel cassetto? Come ogni desiderio resta celato in attesa di diventare realtà.

Valle Agricola e la leggenda d’amore dello spettro di Monte Janara ultima modifica: 2018-08-03T11:15:48+00:00 da Luisa Masiello

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