ARTE

Zacarías Cerezo: l’artista spagnolo innamorato di Caserta

Zacarías Cerezo

Esiste un sottile filo che lega la cittadina spagnola di Murcia a Santa Maria Capua Vetere, comune storico del casertano. Si tratta di Zacarías Cerezo, pittore che ha fatto del territorio casertano il soggetto di molte sue opere paesaggistiche. Ma chi è Zacarías Cerezo e cosa lo ha spinto a dipingere questi luoghi?

Zacarías Cerezo Ortín e la sua arte

Passando tra le sale del Museo Civico di Santa Maria Capua Vetere, forse poco conosciuto ma che tutti dovrebbero visitare, si può notare che una di esse è dedicata a Zacarías Cerezo, artista murciano che donò al museo una collezione di acquerelli.
Zacarías Cerezo Ortín nasce nel 1951 a Murcia. Si avvicina all’arte sin dall’infanzia e continua a coltivarla anche se la sua vita segue poi un altro corso. Si tratta di un artista autodidatta che non ha formazione accademica; ciò lo porta a sperimentare diverse tecniche prima di trovare quella prediletta: l’acquerello.

Zacarías Cerezo

L’eremo di Albatalia (Murcia)

La tecnica dell’acquerello è singolare, «ha una propria dinamica ingovernabile […] La magia dell’acquerello sta nell’interazione dell’acqua sulla carta, che il pittore deve rispettare». I motivi che animano la pittura di Cerezo sono il paesaggio urbano e quello di campagna; infatti, a dominare la sua arte sono soprattutto le riproduzioni della città di Murcia e gli scorci dei suoi campi. Si tratta di scene autentiche che rivelano uno stile a metà tra l’impressionismo e il realismo magico.

Zacarías Cerezo e la parentesi sammaritana

Ma cosa ha spinto Cerezo a venire a Santa Maria Capua Vetere? E in che modo questa città lo ha affascinato? L’evento che portò Cerezo nella nostra provincia fu singolare. Il pittore stava per realizzare una mostra dedicata a Francisco Salzillo, il più grande scultore spagnolo barocco del XVII secolo. Pertanto, decise di visitare la città natale di Nicola Salzillo, artista sammaritano trasferitosi a Murcia e padre di Francisco. Quindi, Cerezo contattò le autorità cittadine per sapere se nel territorio casertano i due artisti fossero conosciuti. Giunto sul posto, l’ingranaggio della ricerca si mise in moto e nel 2006 venne ritrovato l’atto di battesimo di Nicola Salzillo, che si scoprì nato a Santa Maria e non a Capua, come si era sempre creduto.

Zacarías Cerezo Ortín

Così Murcia e Santa Maria Capua Vetere si ritrovarono seguendo il filo dell’arte e della storia, aprendo la strada a uno scambio culturale che le ha spinte a gemellarsi. Successivamente, in occasione del tricentenario della nascita di Francisco Salzillo nel 2007, Zacarías Cerezo realizzò una serie di acquerelli raffiguranti Santa Maria Capua Vetere, poi donati al Museo Civico della città, dove sono esposti dal 2009 in una sala a lui dedicata.

Paesaggi sammaritani e piedimontesi

Durante il soggiorno, Cerezo rimane folgorato da Santa Maria Capua Vetere per l’impronta che la storia vi ha lasciato. L’anfiteatro campano è uno dei soggetti prediletti dal pittore; egli ne dipinge i resti esaltandone la struttura architettonica, simbolo di una città che ha vissuto momenti di gloria, ma anche di decadenza.

Zacarías Cerezo

Anfiteatro campano – dipinto ad acquerello di Zacarías Cerezo

Cerezo, però, non si è affezionato solo ai luoghi, ma anche ai cittadini sammaritani. Molti lo seguono sui social e si inorgogliscono quando lui condivide un’opera su Santa Maria, sempre accompagnata da parole che tradiscono il suo debole verso questa città. Eppure, la connessione tra Cerezo e il nostro territorio passa anche attraverso Piedimonte Matese. Difatti, in seguito alla scoperta sulle origini di Salzillo, Cerezo torna nella provincia sammaritana nel 2013 e si reca poi a Piedimonte per l’evento IlluminArti: una manifestazione dedicata all’arte che si tiene annualmente in un quartiere piedimontese. Qui il pittore incontra un paese molto simile alla sua Andalusia, e vi stabilisce una naturale connessione. Piedimonte diventa il nuovo soggetto delle opere dell’artista, che vuole carpire l’anima della natura nascosta nei paesaggi piedimontesi. Perché «la pittura è osservazione, riflessione e meditazione e il suo valore sta nel messaggio che il soggetto comunica all’artista».

Annamaria Fusco

Autore: Annamaria Fusco

Desiderosa di scoprire lingue e culture diverse dalla propria, si iscrive alla facoltà di Lingue e Letterature Straniere. Da quel momento si innamora della Spagna e del suo meraviglioso idioma. Parola e scrittura sono i due aspetti della comunicazione che più la rappresentano e che coltiva ogni volta che può. E’ dalla laurea che sogna di soggiornare per lunghi periodi in Spagna e pian piano il sogno sta diventando realtà!

Zacarías Cerezo: l’artista spagnolo innamorato di Caserta ultima modifica: 2017-05-02T20:36:25+00:00 da Annamaria Fusco

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