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Celebrazione di Santa Matrona a San Prisco: leggende e curiosità

Festa di Santa Matrona di San Prisco - facciata della chiesa

Ai piedi del  Monte Tifata, sorge la ridente cittadina di San Prisco, comune dal radicato folklore popolare e religioso che culmina, ad un mese esatto dal Natale, nelle celebrazioni di Santa Matrona. Nel passato tipica festa agricola invernale, oggi ancora meta di diversi pellegrinaggi di fedeli che accorrono per omaggiare e chiedere protezione, i festeggiamenti si snodano fra Messe e bancarelle di prodotti tipici. Ma c’è di più! La celebrazione è legata ad un antico detto che, specie nei tempi passati, assumeva un’importanza allegorica importante: A Santa Matrona ‘a jurnata s’allonga ‘e n’oraScopriamo di che si tratta.

Matrona dal Portogallo a Capua

La storia di tale festività, come avviene per la maggior parte delle ricorrenze casertane, nasce da piccoli aneddoti religiosi tramandatosi nel tempo. Matrona era una nobildonna figlia di un nobile della Lusitana (regione del Portogallo) che cresceva in un contesto di forte religiosità e fede e professava con dedizione il culto di San Prisco. Quest’ultimo, protovescovo della città di Capua (dove fu martirizzato), nel corso del tempo divenne uno dei Santi più adorati e pregati in virtù dei numero miracoli che gli vennero attribuiti; tanti erano i pellegrini che accorrevano ai piedi della sua tomba, chiedendo favori. Matrona, fu una di quelli: affetta da cronici dolori all’addome, dopo aver sognato un invito dallo stesso San Prisco, raggiunse immediatamente Capua.

Festa di Santa Matrona di San Prisco - Facciata della Chiesa di Santa Matrona

Facciata della Chiesa di Santa Matrona

La leggenda narra che subito dopo la visita e le preghiere recitate sulla tomba di San Prisco, la nobildonna guarì da ogni male. Fortemente colpita dal miracolo, rinnovò maggiormente la sua fede e decise di rimanere per sempre nel casertano, senza più tornare nella Lusitana. Qui, investì molte delle sue ricchezze costruendo, sulla tomba del suo amato Santo, una basilica ad uso matyrion (ovvero una struttura che sorge sulla tomba di un martire, appunto), che sarebbe attualmente la Chiesa madre di San prisco. Dopo la sua morte, divenuta Santa, fu invocata sopratutto per chiedere aiuto in occasioni di grandi epidemie del passato, quali il colera.

Festa di Santa Matrona di San Prisco - Raffigurazione del colera nelle strade, durante l'epidemia dell'800

Raffigurazione del colera nelle strade, durante l’epidemia dell’800

Attualmente Santa Matrona è protettrice delle partorienti ed in genere pregata per porre fine ai dolori riguardanti l’addome e l’apparato intestinale. La ricorrenza che inizialmente cadeva il 15 marzo, è attualmente fissata per il 25 gennaio che, nel mondo contadino, era una data particolarmente propizia.

Il culto religioso di Santa Matrona

La storia di Santa Matrona è stata sempre particolarmente avvertita dai dintorni di San Prisco tanto che, dai diversi comuni limitrofi, si percorreva la strada a piedi per arrivare al sacello. Una lunga camminata di fedeli alle prime ore del mattino, accompagnata da canti religiosi, preghiere e ceri votivi, per arrivare alla chiesa della Patrona e pregare. Le modalità con cui si omaggiava la Santa, sono rimaste invariate nel tempo come un antico patrimonio religioso da proteggere. Una volta entrati, si recita un rosario e, a turno, si strofina un fazzoletto bianco contro qualsiasi parte della statua di Santa Matrona. Immediatamente dopo, lo stesso fazzoletto viene portato all’addome con la speranza che possa guarire o arrecare sollievo da dolori intestinali ed affini: nel caso delle partorienti, strofinare tale fazzoletto sulla pancia, è l’auspicio di una buona e sana gravidanza.

Festa di Santa Matrona di San Prisco - donna in Gravidanza

Se questa è la tradizione di coloro che accorrevano ed accorrono tutt’oggi dai paesi limitrofi, diverse sono le usanze degli abitanti di San Prisco. Pochi giorni prima, i fedeli portano sulle spalle la statua della Santa, in un lungo corteo per la città. Il giorno stesso, invece, si susseguono numerose Messe, mentre i più fedeli ancorati alle vecchie prassi cristiane, sono soliti raccogliersi sul monte Tifata. Qui, onorerebbero la santa con un’ulteriore corteo, recitando numerosi rosari.

La tradizione popolare

Se tanti sono gli elementi religiosi di questa festività, altrettanti ne sono quelli folcloristici e pagani. La festività oggi ricorre il 25 Gennaio, nel giorno in cui “A Santa Matrona ‘a jurnata s’allonga ‘e n’ora”. Secondo l’antica tradizione contadina, in tale data il giorno guadagna un’ora di sole e questo coincide con un’altra usanza agricola: la macellazione del maiale. Nozione poco gradita ai vegetariani ed animalisti, la festività religiosa dalle radici pagane, segna l’inizio del periodo dedicato alla preparazione di insaccati e sanguinacci.

Festa di Santa Matrona di San Prisco - Le "canestrelle", gli antichi panieri della nonna.

Le “canestrelle”, gli antichi panieri della nonna.

Fuori la Chiesa, diversi artigiani e commercianti allestiscono bancarelle, vendendo prodotti rigorosamente fatti a mano e usati per la lavorazione della farina. Vi troviamo le “cucchiarelle” ovvero mestoli di legno, il setaccio per fare il pane, e i classici panieri della nonna, ovvero le “canestrelle”. Ad affiancare l’artigianato, vi sono due dolciumi particolarmente amati sia da grandi che piccini: le mele zuccherate e o’zuccariello. Le prime, sono mele grandi e tonde che vengono passate, in una pentola ricolma di zucchero e acqua, da essere servite squisitamente calde. Le mele, simbolo di abbondanza e fertilità, deriverebbe dal culto di Demetra, dal quale probabilmente trae origine la festività popolare della Santa. Seconda ed ultima leccornia è o’ zuccariello: una pasta di zucchero dal color rosso, intrecciata e richiusa a forma di “O”!

Festa di Santa Matrona di San Prisco - o' Zuccariell, prodotto tipico della festa.

o’ Zuccariell, prodotto tipico della festa.

Una festa patronale a cui v’invitiamo a partecipare, dai più fedeli ai semplici curiosi, alla Chiesa Arcipretale di San Prisco dove, la Messa delle ore 11:30, sarà presieduta dal vescovo emerito di Tricarico e Lucera, Francesco Zerrillo.

Giulia Gelsomino

Autore: Giulia Gelsomino

Inseguitrice poco atletica di chimere, laureata in Giurisprudenza, leggo il mondo e scrivo baggianate per passione, mangio cioccolata e ingurgito serie tv. Nei miei rari contatti con la realtà, scatto foto e racconto della Caserta che amo.
In attesa di accalappiare la chimera giusta, sia chiaro.

Celebrazione di Santa Matrona a San Prisco: leggende e curiosità ultima modifica: 2019-01-23T16:17:08+02:00 da Giulia Gelsomino

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