ALLA SCOPERTA DELLA REGGIA ARTE

La fontana di Eolo della Reggia di Caserta

Fontana Di Eolo
20203

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Il parco della Reggia di Caserta offre a turisti e ai cittadini un panorama di sculture di alto rilievo, che spesso raccontano degli episodi della mitologia classica. Oggi vi racconteremo della magnifica fontana di Eolo, purtroppo rimasta incompiuta. Del progetto originario, infatti, resta un modello in legno esposto nelle stanze della Reggia.

Un capolavoro rimasto incompiuto

La fontana di Eolo prevedeva un progetto grandioso di 54 statue. Per realizzarla si adoperò il marmo di Montegrande proveniente dalla città di Caiazzo. La struttura, a forma di esedra, è lunga 42,35 metri e larga 34,65 metri. Come detto l’opera rimase incompiuta, così come non fu realizzato il grande gruppo scultoreo che doveva essere centrale nella rappresentazione. Dal progetto, infatti, sappiamo che in origine doveva esserci un grande carro trainato da pavoni con Giunone, la regina degli dei, ed Eolo, dio dei venti che ha la sua sede nelle isole che prendono il suo nome (Eolie), proprio in cima all’esedra.

Sculture della Fontana Di Eolo

Particolare delle sculture della fontana di Eolo e delle Grotte dei Venti. Fonte: Wikipedia

Il tema scelto, infatti, doveva essere quello mitologico della tempesta di venti sprigionati proprio da Eolo su ordine di Giunone per spingere Enea lontano dalla penisola. La serie di archi della fontana è la rappresentazione della grotta da cui sorgono i venti, che sono raffigurati come statue alate. Sulla balaustra, invece, ci sono gruppi di schiavi, rappresentati a due a due, che sono un omaggio ai prigionieri musulmani che lavorarono nel cantiere regio. Alle spalle della fontana, infine, ci sono quattro rilievi raffiguranti Giove con le dee, il Giudizio di Paride, le Nozze di Teti e Peleo e le Nozze di Paride con la ninfa Enone. Queste opere sono dovute allo scultore Brunelli, che lavorò alla fontana assieme a Persico, Solari, Violani e Salomone. Quest’ultimo in particolare era incaricato della scultura della scultura di Giunone, che fu rimossa dallo studio dell’artista e mai più ritrovata.

Fontana di Eolo - salita Verso Il Torrione

La salita verso il torrione in tutta la sua magnificenza. Fonte: Fanpage

Ma come mai l’opera rimase incompiuta? Una risposta prova a darla Gino Chierici, architetto che riallestì gli interni delle stanze. A quanto pare fu lo stesso Vanvitelli, preoccupato dal fatto che un così grande gruppo scultoreo celasse in parte la visuale prospettiva, decise che non dovesse essere realizzato.

Gli artisti coinvolti: Brunelli, Persico…

Ma come sappiamo dei cinque scultori che lavorarono al gruppo scultoreo? Sicuramente che erano tutti e quattro artisti di corte, che varie commissioni avevano espletato per i Borbone.
Il primo di essi fu Angelo Brunelli, fiorentino, che lavorò nel cantiere della Reggia con il fratello Carlo e il padre Domenico. Fu probabilmente un allievo di Canova, che a Caserta lavorò alla sala degli Alabardieri e ai finti cammei che ornano lo studio di Ferdinando IV, oltre alla già citata fontana di Eolo. Scultore di valore non particolarmente rilevante, si avvicinò al neoclassicismo proprio a Caserta, non arrivando comunque mai ai livelli dei migliori esponenti campani di questo stile.

Fontana di Eolo - Fontana Di Diana E Atteone

Particolare della fontana di Diana e Atteone, realizzata da Brunelli, Solari e Persico. Fonte: Sito della Reggia di Caserta

Firme sicuramente più prestigiose sono quelle di Paolo Persico, Tommaso Solari e Gaetano Salomone. Il primo dei tre lavorò alla Cappella Sansevero, dove realizzò la statua della Virtù, che il committente Raimondo di Sangro dedicò alla moglie di suo figlio Vincenzo. I Borbone apprezzarono molto il suo lavoro e gli diedero vari incarichi nei cantieri del Regno. Nella Reggia di Caserta, assieme ai tre scultori della fontana di Eolo, lavorò anche alla più famosa fontana di Diana e Atteone. I due leoni presenti sulla scalinata che porta alle stanze della Reggia sono opera proprio di Persico, assieme a Pietro Solari.

…e il contributo di Solari, Salomone e Violani

Ed è proprio Pietro Solari il terzo dei cinque scultori della fontana di Eolo. Egli proveniva da una famiglia di artisti (era il figlio del più noto Tommaso). Come detto, fu lui l’artefice di uno dei due leoni dello Scalone Reale e partecipò alla realizzazione della fontana di Diana e Atteone. Artista dal discreto talento, non riuscì mai ad ottenere la fama del padre, che fu attivissimo in molti cantieri borbonici.

Fontana di Eolo - lo Scalone Reale

Lo Scalone Reale, con i due leoni di Persico e Pietro Solari e le allegorie del Merito di Violani, la Maestà Regia di Tommaso Solari e la Verità di Salomone. Foto di Nicola Tranquillo

Il quarto artista coinvolto nella fontana fu Gaetano Salomone. Artista di chiara matrice rococò, Salomone lavorò in a Caserta tra il 1777 e il 1785. Qui scolpì la statua di San Gennaro nella regia Cappella Palatina e quella della Verità per lo Scalone Reale. Alla sua mano si deve anche la statua dello Zefiro che si trova sulla prima rampa che porta alla salita verso il torrione.
L’ultimo scultore che lavorò alla fontana fu Andrea Violani. Anch’egli non raggiunse l’apice della scultura campana del Settecento, ma offrì un prezioso contributo al cantiere casertano. A lui, infatti, si deve la statua allegorica del Merito, collocata nello Scalone Reale. Durante la sua attività lavorò a stretto con Solari ed ebbe l’onore dell’incarico di Direttore del Pensionato Borbonico di scultura, che si trovava a Palazzo Farnese a Roma.

Luigi Bove

Autore: Luigi Bove

Amante della scrittura, dell’arte, del calcio e della vita. Filosofo mancato, sportivo mancato, studioso..mai stato. Mi piace scoprire i vari aspetti del mondo, restando sempre legato alla mia città, Caserta.

La fontana di Eolo della Reggia di Caserta ultima modifica: 2019-04-16T10:01:19+02:00 da Luigi Bove

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